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Neil Young Archives Vol.2 1972-1976

11 anni dopo il primo volume, Neil Young riapre i suoi archivi: 10 dischi, di cui 7 inediti, con le session (quasi) complete di Tonight's The Night, Zuma, Homefires, la Stills-Young Band, il primo tentativo di Time Fades Away in studio e altro ancora. Nei negozi da marzo!

CSNY - Déjà Vu 50th anniversary

Quadruplo box set per festeggiare il mezzo secolo di questo celeberrimo album, con tre dischi di demo, outtakes e versioni alternative, in gran parte inedite.

Neil Young. Cercando il nuovo mondo

Risultato di 10 anni di attività di traduzione per NeilYoungTradotto.com e di un'ampia ricerca storico-bibliografica, il volume porta finalmente in libreria il percorso umano e musicale del canadese attraverso l'analisi delle sue lyrics.

Neil Young - Carnegie Hall 1970

Come prima uscita della Official Bootleg Series è stata scelta una serata storica: la lunga, intima esibizione acustica alla Carnegie Hall il 4 dicembre 1970.

www.NeilYoungArchives.com

Il sito ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, video, concerti, foto, manoscritti, memorabilia, ma soprattutto contenuti inediti ed esclusivi per gli iscritti.

venerdì 1 ottobre 2021

Neil Young: Carnegie Hall 1970 (Reprise Records, 2021)


1 Down By The River
2 Cinnamon Girl
3 I Am A Child
4 Expecting To Fly
5 The Loner
6 Wonderin'
7 Helpless
8 Southern Man
9 Nowadays Clancy Can't Even Sing
10 Sugar Mountain
11 On The Way Home
12 Tell Me Why
13 Only Love Can Break Your Heart
14 Old Man
15 After The Gold Rush
16 Flying On The Ground
17 Cowgirl In The Sand
18 Don't Let It Bring You Down
19 Birds
20 Bad Fog Of Lonliness
21 Ohio
22 See The Sky About To Rain
23 Dance Dance Dance

Registrato alla Carnegie Hall di New York il 4 dicembre 1970.

Official Bootleg Series #01


Dopo la Performance Series (che dal 2006 a oggi ha visto uscire 15 live album, una media di uno l'anno) e la recente inaugurazione della NYA Concert Timeline sul sito ufficiale (che propone quasi settimanalmente concerti integrali in streaming riversati dai master originali), i fan di Young non possono più dire di essere a corto di materiale live che spazia nella smisurata carriera del canadese. Ora arriva anche la Official Bootleg Series, incentrata sull'idea di riproporre in versione ufficiale (dai master) alcuni concerti che storicamente sono circolati su bootleg in lungo e in largo.
Sono già stati annunciati altri due concerti del tour acustico del 1970-71, la celeberrima serata al Bottom Line del 1974 (col materiale di On The Beach al debutto assoluto), quella al Rainbow Theater del 1973 (Tonight's The Night Tour) e una collezione dei Ducks (1977). Questi dovrebbero uscire in blocco all'inizio del 2022. A dire la verità, a circolare su bootleg è sempre stata la serata seguente, il 5 dicembre: il concerto del 4 è uno dei pochi a non essere mai emerso in questi cinquant'anni. Lo staff di Young lo ha scelto, oltre perché totalmente inedito, anche perché reputava superiore la performance.
Con Carnegie Hall siamo alla quarta uscita che ci riporta al 1970/71, dopo Massey Hall, Cellar Door e Young Shakespeare, ma questa setlist è più lunga e variegata delle precedenti e ci sono due tracce mai pubblicate in queste versioni, "Wonderin'" e "Cinnamon Girl". Il tour fu un momento d'oro per il cantautore, sia per intensità delle esecuzioni, sia perché il suo pubblico ascoltò per la prima volta dal vivo il materiale di After The Gold Rush e Harvest. (E se consideriamo gli altri due Official Bootlegs annunciati, i live album da questo tour saranno ben sei: il più documentato della carriera di Young.)
Ma anche per ragioni storiche: dopo i club tour del 1968-69 in solitaria, dopo i tour con i Crazy Horse e quelli con la gigantesca macchina, appena nata, di Crosby, Stills, Nash & Young, qui Neil affronta prestigiose location e grandi platee (Carnegie Hall di New York, Massey Hall di Toronto, Royal Albert Hall di Londra, solo per dirne tre, con tappa anche alla BBC per lo special televisivo In Concert) con la statura riconosciuta di cantautore folk e rockstar, privo di qualsiasi altro supporto se non la propria voce e le proprie chitarre (e pianoforte).
Il padre Scott Young era tra il pubblico alla Carnegie Hall: “Jack Nicholson sgattaiolò nel backstage di Neil dopo il concerto ed esclamò: ‘hai fatto sold-out alla Carnegie Hall, amico! Sold-out!’ Poi, quando si presentò a me, vedendomi calmo mi prese per il braccio e ribatté: ‘non sembri renderti conto di che traguardo sia per tuo figlio!’” (dalla sua biografia Neil & Me).
Dovremmo quindi ascoltare questo album (e tutti gli altri che usciranno nella serie) a mente sgombra, lasciandogli fare il suo lavoro: come il fantasma del Natale passato, ci riporterà a quella fredda serata del dicembre 1970, seduti in prima fila, le corde della Martin D-45 di Neil che riverberano per la sala, cospargendoci di autentica magia.


La scaletta del sconcerto scarabocchiata su un foglio incollato alla chitarra



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mercoledì 29 settembre 2021

Esce in libreria "Neil Young. Cercando il nuovo mondo"


 

Siamo lieti di annunciare l'uscita di questo importantissimo volume per Editrice Zona, disponibile in libreria, su Amazon e negli altri principali e-store. Risultato di 10 anni di attività di traduzione per NeilYoungTradotto.com e di un'ampia ricerca storico-bibliografica, il volume porta finalmente in libreria il percorso umano e musicale del canadese attraverso l'analisi delle sue lyrics.

Dove acquistarlo? Nella tua libreria indipendente di fiducia, oppure ai seguenti link:
La vita e la carriera di Neil Young, icona della musica rock e folk dagli anni Settanta a oggi, con il commento ai testi delle sue canzoni Questo libro ripercorre vita e carriera di Neil Young attraverso i testi delle sue canzoni, dalle prime esperienze in Canada e gli esordi nei Buffalo Springfield, fino al momento di maggior successo e fama – con gli album After The Gold Rush, Harvest, Zuma, Rust Never Sleeps – per arrivare al secondo periodo d’oro con l'avvento del grunge, nei primi anni Novanta.

“Per la prima volta in Italia viene presentato su Neil Young non un libro biografico o di testi, ma un volume in cui l’autore cerca di sbrogliare una matassa contenente decine di fili colorati, con l’intento di riuscire a estrarre e tener ferme in pugno le tonalità e le varianti delle sue canzoni, una a una. Un gioco intenso, rischioso e dettagliato, ma ricco di note, rimandi, nessi e provocatorie interpretazioni. Matt Briar si fa carico così di un’opera che resterà nel tempo”. (dalla prefazione di Stefano Frollano)

lunedì 14 giugno 2021

NYA Concert Timeline, i concerti integrali dal migliore al peggiore (finora)


European Tour (Freedom) - 11/12/1989 Paris, France [setlist] con Frank Sampetro e Ben Keith
Il tour solista del 1989 regala grandi emozioni e finisce in testa alla nostra classifica, non solo perché si tratta del "ritorno" in grande stile di Neil Young dopo le varie sperimentazioni degli anni precedenti, ma perché la scelta è caduta su uno show veramente sentito, privo di cadute o esitazioni, dove l'anima acustica del canadese si mischia con la grinta che caratterizza la sua produzione del 1988/89. Brani "a muso duro" come Eldorado, No More, Crime In The City, This Note's For You, Fuckin' Up e ovviamente Rockin' In The Free World costituiscono i momenti topici di un concerto che si fa ascoltare d'un fiato. Eccezionali anche le reinterpretazioni di classici come The Old Laughing Lady e Don't Let It Bring You Down, e non mancano le rarità (Someday, Too Far Gone). A impreziosire il sound intervengono a tratti Ben Keith e Poncho. Un concerto acustico così è più unico che raro persino nella sua carriera e avrebbe dovuto essere oggetto di un'uscita nella Performance Series. Da non perdere: Eldorado, No More, Crime In The City, This Note's For You, Fuckin' Up.


Alchemy Tour - 13/3/2013 
Melbourne, Australia [
setlistcon Crazy Horse
Una delle performance più memorabili dell'Alchemy Tour, il Cavallo in stato di grazia. Neil imbrocca tutte le canzoni con calma e ispirazione, non c'è un istante di esitazione nei lunghi assolo che possiamo ascoltare in questo show. L'esecuzione di Powderfinger rivaleggia con qualunque altra pubblicata su dischi live. Cortez The Killer è lenta e minimalista, ma viene superata dalla successiva Danger Bird, dove anche le difficili armonie vocali vengono azzeccate. Così abbiamo trenta minuti totali di pura trance. Persino Heart Of Gold, eseguita dal solo Neil alla chitarra e all'armonica, è ispirata come poche, specialmente negli ultimi tempi. Born in Ontario, Walk Like A Giant e Ramada Inn sono in versione persino superiore a quelle di Psychedelic Pill. Il Cavallo non ci fa mancare nemmeno una fugace ma energica scappatella negli anni 80 (Prisoners Of Rock'n'Roll, Opera Star), per poi elevare Hey Hey My My al limite del noise. A corollare il tutto due inedite del periodo: Hole In The Sky (abbastanza trascurabile), Singer Without A Song (bellissima). Forse l'unico tratto in cui si avverte un po' di incertezza è la dilatatissima Like A Hurricane finale (20 minuti). Da non perdere: Powderfinger, Walk Like A Giant, Ramada Inn, Danger Bird, Singer Without A Song.


USA Tour
 - 06/11/1976 Boulder, Colorado [setlist] con Crazy Horse
Il più storico dei concerti finora usciti. Siamo in piena epoca Zuma, il primo tour con Frank Sampedro dopo il suo ingresso nei Crazy Horse. Le esecuzioni sono energiche, la setlist variegata e degna di nota dall'inizio alla fine. Un'immersione nelle canzoni del periodo, quasi tutte nuove per il pubblico: Don't Cry No Tears, Drive Back, Cortez The Killer, Homegrown, Like A Hurricane (più veloce delle versioni a cui siamo abituati), Bite The Bullet (antecedente al trattamento country di American Stars 'n Bars). Anche il set acustico rivela momenti alti: l'esecuzione con introduzione di A Man Needs A Maid, e varie canzoni all'epoca inedite: Human Highway, Campaigner, Pocahontas, Too Far Gone. Da non perdere: Pocahontas, Bite The Bullet, Like A Hurricane, Cortez The Killer.

Twisted Road Tour - 29/5/2010 Atlanta, Georgia [setlist] solo
Il tour solista del 2010, a supporto dell'album Le Noise e già oggetto del film Journeys di Jonathan Demme, non è stato il solito concerto unplugged. Qui Neil imbraccia anche la chitarra elettrica e utilizza particolari riverberi anche su quelle acustiche creando un suono avvolgente che eleva il concetto di one-man-band a un livello superiore. Da grande artista le reinterpretazioni di classici come Down By The River, Ohio, Cortez The Killer e Cinnamon Girl. Eccellenti anche le esecuzioni dei brani di Le Noise: le due acustiche Peaceful Valley Boulevard e Love And War, le elettriche Sign Of Love, Hitchhiker, Rumblin' e Walk With Me. Da notare anche tre rare inclusioni da After The Gold Rush: Tell Me Why, I Believe In You e la title-track, quest'ultima con l'organo che riproduce la fanfara di cui Neil canta nel testo. Anche qui corollano la setlist due toccanti inedite del periodo: Leia e You Never Call. Da non perdere: Down By The River, Ohio, Rumblin', Walk With Me.


Eurotour 01 - 3/7/2001 
Stockholm, Sweeden [setlist] con Crazy Horse
Il fantomatico tour che avrebbe dovuto preludere a Toast, album ancora inedito dei Crazy Horse. Questa serata ci regala una setlist di grandi classici e qualche nuovo brano, con esecuzioni non memorabili ma sempre avvincenti. Da menzionare innanzitutto le due principali tracce inedite, Gateway Of Love e Standing In The Light Of Love, che finalmente possiamo ascoltare in versione ufficiale. Goin' Home è la vera gemma del periodo, ma anche When I Hold You In My Arms è qui presentata in una versione più convincente di quella poi finita su Are You Passionate? Il Cavallo è in ottima forma anche su tutto il resto. Da non perdere: I've Been Waiting For You, Goin' Home, Gateway Of Love, Standing In The Light Of Love.

Rebel Content Tour - 7/6/2016 Belfast, Ireland [setlist] con Promise Of The Real
C'è chi li ama e chi non li sopporta, ma i Promise Of The Real sul palco sanno come incanalare l'energia di Young e assumere tutte le camaleontiche sfumature necessarie al suo vasto repertorio. Questo show ne è la dimostrazione: la band riesce a spaziare tra brani storici e recenti, compresi alcuni ascoltati di rado come Someday, Alabama, Walk On, Words, Vampire Blues, After The Garden e I've Been Waiting For You. Non sempre i risultati sono all'altezza ma nel complesso è un concerto che prende dall'inizio alla fine. Da non perdere: Alabama, Walk On, Vampire Blues, Out On The Weekend.


POTR European Tour - 9/7/2019 Antwerpen, Belgium [setlist] con Promise Of The Real
Un'altra serata con i Promise Of The Real, il cui maggior pregio è la lunga e variegata setlist: da una tonica selezione da Ragged Glory (Mansion On The Hill, Over And Over, Love To Burn, Fuckin' Up), a brani apparsi più raramente che è bello poter riascoltare ogni tanto (The Loner, On The Beach, Throw Your Hatred Down, Are You Ready For The Country, Danger Bird), agli immancabili momenti acustici (Unknown Legend, From Hank To Hendrix, Old Man). Mci sono parecchie stonature e scordature che affossano la resa finale. Da non perdere: Love To Burn, Are You Ready For The Country, On The Beach.

Alchemy Tour - 9/3/2013 
Hunter Valley, Australia [
setlistcon Crazy Horse
Ancora una data australiana dell'Alchemy Tour, con setlist molto simile a quella di Melbourne. Le esecuzioni non sono altrettanto memorabili ma comunque a tratti molto intense. Il momento è magico per il Cavallo, non c'è dubbio. Lo mettiamo in ottava posizione solo perché, a parità di canzoni, la prima scelta è Melbourne. Da non perdere: Ramada Inn, Walk Like A Giant.


Continental Tour - 22/4/2009 Kelowna, Canada [setlist] con Electric Band
Un estratto di questo tour avrebbe dovuto essere tra le prime posizioni della nostra classifica: i musicisti sono storici e la setlist è uno spettacolo, passando dai sempreverdi ad autentiche rarità e brani dell'ultimo periodo: Pocahontas alla chitarra elettrica, Spirit Road, Light A Candle, Speakin' Out, Tonight's The Night, Feel Your Love, Just Singin' A Song. Allora cos'è che non funziona? Le esecuzioni imprecise, troppo spesso claudicanti, i tanti errori e, non da ultimo, un audio scadente. Davvero troppe debolezze che, a un certo punto, diventano irritanti se si pensa al numero impressionante di serate di questo tour molto migliori di questa che avrebbero potuto essere oggetto di pubblicazione. Da non perdere: Light A Candle, Pocahontas (nonostante manchi una strofa), Feel Your Love.

International Harvesters Club Tour - 06/06/1984 San Jose, California [setlist] con International Harvesters
Gli Harvesters suonano bene, non c'è dubbio, ma il "momento country" di Young non è certo uno dei più interessanti, anzi. Inoltre, una data dell'ultima parte del tour avrebbe se non altro regalato qualche traccia più interessante: la parte migliore del materiale qui presente (un'ottima Southern Pacific dal sapore ferroviario, la rara Motor City) la troviamo già in A Treasure. Ma ci consoliamo con una bella The Ways Of Love e una rarissima Hawks & Doves. Solo per hardcore fan.

QUI l'elenco di tutto il materiale pubblicato in esclusiva su NeilYoungArchives.com

martedì 18 maggio 2021

Crosby Stills Nash & Young: Déjà Vu (50th Anniversary) (Rhino Records)


Cd 1 & LP: Original Album
“Carry On”
“Teach Your Children”
“Almost Cut My Hair”
“Helpless”
“Woodstock”
“Déjà Vu”
“Our House”
“4 + 20”
“Country Girl”
“Whiskey Boot Hill”
“Down, Down, Down”
“Country Girl” (I Think You’re Pretty)
“Everybody I Love You”

Cd 2: Demos
“Our House” – Graham Nash *
“4 + 20” – Stephen Stills *
“Song With No Words (Tree With No Leaves)” – David Crosby & Graham Nash
“Birds” – Neil Young & Graham Nash *
“So Begins the Task/Hold On Tight” – Stephen Stills *
“Right Between The Eyes” – Graham Nash
“Almost Cut My Hair” – David Crosby *
“Teach Your Children” – Graham Nash & David Crosby
“How Have You Been” – Crosby, Stills & Nash
“Triad” – David Crosby
“Horses Through a Rainstorm” – Graham Nash
“Know You Got to Run” – Stephen Stills *
“Question Why” – Graham Nash *
“Laughing” – David Crosby *
“She Can’t Handle It” – Stephen Stills *
“Sleep Song” – Graham Nash
“Déjà Vu” – David Crosby & Graham Nash *
“Our House” – Graham Nash & Joni Mitchell *

Cd 3: Outtakes
“Everyday We Live” – Stephen Stills *
“The Lee Shore” – 1969 Vocal  – David Crosby*
“I’ll Be There” – Stephen Stills *
“Bluebird Revisited” – Stephen Stills *
“Horses Through a Rainstorm” – Graham Nash
“30 Dollar Fine” – Stephen Stills *
“Ivory Tower” – Stephen Stills *
“Same Old Song” – Stephen Stills *
“Hold On Tight/Change Partners” – Stephen Stills *
“Laughing”  – David Crosby*
“Right On Rock ’n’ Roll” – Stephen Stills *

Cd 4: Alternates
“Carry On” – Early Alternate Mix *
“Teach Your Children” – Early Version *
“Almost Cut My Hair” – Early Version *
“Helpless” – Harmonica Version
“Woodstock” – Alternate Vocals *
“Déjà Vu” – Early Alternate Mix *
“Our House” – Early Version *
“4 + 20” – Alternate Take 2 *
“Know You Got To Run” *

* inedita


Principale rassegna stampa estera

Un cofanetto enorme, realizzato amorevolmente, che getta luce su questo disco classico (...) a partire dal primo disco, la versione rimasterizzata che migliora la percezione dei singoli strumenti e restituisce il calore delle inestimabili armonie scaturite dall'originale vinile. (...) Il cofanetto contiene prevalentemente la musica acustica su cui il gruppo ha costruito la propria reputazione, e non a caso è Stills che predomina su diversi brani.
Spin, voto 10

La quantità e la qualità delle canzoni che hanno portato alla luce, escluse da Deja Vu, è davvero sorprendente.
Mojo, voto 10

Déjà Vu: 50th Anniversary Edition è come quei cofanetti dei Beatles nei quali possiamo vedere quanto alcune di quelle canzoni non sarebbero state dei classici, almeno non del tutto, senza l'ultimo pezzetto di arrangiamento vocale o un elemento melodico in più che le ha rese grandi.
Variety, voto 9

La maggior parte del materiale proviene da Crosby, Nash e soprattutto Stills. Per esempio le prime versioni di molti brani che presto sarebbero apparsi negli album solisti del trio. (...) Ci sono altre rarità di Stills - "Same Old Song", "Right On Rock'N'Roll" - e il musicista è autore di ben sette delle undici canzoni del cd delle outtakes, rendendo quindi Stills il protagonista principale. A questi si aggiungono diversi brani di CSN completi delle armonie che li hanno uniti sin dal primo giorno.
Uncut, voto ****½ (su 5)

I pezzi migliori non hanno perso nulla del loro splendore. (...) Ciò che traspare chiaramente è che ognuno dei membri della band stava mettendo da parte materiale per i rispettivi progetti solisti.

L'originale Déjà vu presentava il CSNY come un fronte unito anche se il gruppo si stava già logorando. Questo scavo archeologico racconta l'altra parte della storia: quattro uomini che lavorano insieme e, allo stesso tempo, iniziano a scivolare nei loro mondi separati, a volte in collisione.
Rolling Stone, voto **** (su 5)

Le versioni di CSNY di Sea Of Madness e Everybody's Alone di Young sarebbero state carine anche per gli ascoltatori "principianti", ma resta comunque un'enorme quantità di materiale per i fan. Le demo includono alcune gemme assolute: l'interpretazione meravigliosamente languida di Young e Nash della prima Birds; una delicata e inebriante versione solista di Laughing di Crosby; e la riflessiva interpretazione solista di Sleep Song di Nash. Le outtakes, nel frattempo, rivelano il controllo che Stills aveva preso in studio, con abbastanza materiale per un bell'album solista di jam grintose e intrise di soul.
Record Collector, voto **** (su 5)


martedì 30 marzo 2021

Neil Young: Young Shakespeare (Reprise Records, 2021)


1. Tell Me Why
2. Old Man
3. The Needle and the Damage Done
4. Ohio
5. Cowgirl in the Sand
6. A Man Needs a Maid
7. Heart of Gold
8. Dance Dance Dance
9. Helpless
10. Don't Let It Bring You Down
11. Down by the River
12. Sugar Mountain


Registrato allo Shakespeare Theater di Straford il 22 gennaio 1971.


Rassegna stampa italiana e internazionale

L’album - e il relativo film in DVD presente nell’edizione extra comprendente anche LP e CD - è dunque il resoconto di uno show asciutto e disadorno, messo in scena senza il supporto di alcuna band, con le ombre lunghe a riempire i vuoti della chitarra acustica, del pianoforte e di una voce piena di fragilità. Neil resta per gran parte della performance ricurvo sul proprio strumento, seduto e avvolto da una cornice minimale come la musica che va proponendo.
Voto **** (su 5)

Un concerto sorprendente.
Voto 9

Young Shakespeare è un documento affascinante. Prima di "Sugar Mountain" [Neil] dice di avere 25 anni. Immaginare di avere 25 anni, sapere di avere un nuovo album pronto a uscire e stuzzicare il pubblico con qualche anteprima. Davvero sbalorditivo. Un'altra uscita impeccabile che vede Young scavare tra le sue registrazioni dal vivo per pubblicare dischi interessanti.
Voto 9

Una parte di quello che emerge da questa marea di pubblicazioni d'archivio è essenziale (come l'album inedito del 1974 Homegrown, pubblicato a giugno 2020), alcune cose sono imperdibili anche per i fan di livello medio (Rust Bucket), mentre altre sono solo per fanatici irriducibili (Return to Greendale) [...]. Young Shakespeare appartiene alla seconda categoria, quella media, ed è comunque gratificante.
Voto 8

Nessuna canzone è tirata per le lunghe, qui. Di conseguenza l'inclusione di cavalli di battaglia come "Cowgirl In The Sand" e "Down By The River" è ancora più sorprendente. Ma entrambe le tracce (...) traggono giovamento dalla natura solitaria e cruda delle interpretazioni, così come, in misura ancora maggiore, "Helpless", il contributo di Neil a Deja Vu.
Voto 8

Young Shakespeare è l'ultima gemma venuta alla luce dalla sua cassaforte: una registrazione dal vivo, incontaminata, di Young nella sua essenza più semplice e pura: solo voce, chitarra acustica e armonica (e occasionalmente il piano), registrate nel suo Journey Through The Past tour solista all'inizio del 1971. È affascinante.
Voto 8

Questa esibizione è più modesta che monumentale, e la piccola scala di per sé è affascinante.
Voto 7


giovedì 25 marzo 2021

The Oral History: Neil Young parla di Toast, l'album inedito dei Crazy Horse



Toast è un album a sé stante nella mia collezione. Diversamente da qualunque altro, Toast era così triste che non potevo farlo uscire. L'ho saltato e sono andato avanti, facendo un altro album al posto suo. In quel momento, nel 2001, non potevo gestirlo.
John Coltrane, uno dei miei eroi, ai suoi tempi registrò della musica ai Toast Studios. Allora forse si chiamavano Coast, o forse no. Il nome è cambiato varie volte negli anni. Erano sulla Mission a San Francisco. La porta di servizio dava su un vicolo. Lì dentro e
ra così soffocante che un giorno abbiamo lasciato la porta aperta e abbiamo visto i topi entrare e uscire. Dopodiché siamo usciti a fumare.
La musica di Toast parla di una relazione. C'è un momento in molte relazioni che vanno male, molto prima che si rompano del tutto, in cui una delle due persone, o magari entrambe, si rende conto che è finita. Si trattava di quel momento.
Il sound è torbido, oscuro, ma non in senso negativo. Imponente. Dalla prima nota puoi sentire la tristezza che permea tutto il disco. Quella canzone con quel ritornello, "Non dire che mi ami", si intitola "Quit". Quella dopo, che sembra una hit dei Deep Purple, si intitola "Standing In The Light". "Non voglio andare nel personale, ma mi hai messo in difficoltà" è il verso d'apertura. Poi c'è "Goin' Home", e queste canzoni disegnano un paesaggio dove il tempo non ha importanza, perché tutto quanto va a rotoli. Una donna si è persa con la sua macchina, la città oscura la circonda: passato, presente e futuro. Un posto spaventoso e voi siete il giudice.
Poi la scena cambia, c'è un tizio religioso che ha appena perso il lavoro. Si rivolge a Gesù. E' un taglialegna e non può più abbattere alberi. Infine "Gateway Of Love" che accenna a "rumore di fondo su un cielo che cambia". Mi sono dimenticato di queste canzoni, le ho cancellate dalla mente e sono andato avanti con la mia vita.
Devo dire che i Crazy Horse qui dimostrano una profondità mai vista o sentita prima. Il miglior gruppo che abbia mai incontrato. Questo è un apice. E' stato incredibile dove mi facevano andare, dove mi portavano. "Vorrei stringerti la mano, sig. Delusione". Ora ti vedo negli occhi. Torbido e oscuro. Nessun dubbio in merito. Come puoi essere così reale e intangibile?
Quindi abbiamo proseguito lungo il sentiero. "She's a Healer". Ma non quella volta.

Neil Young 

Traduzione: MPB per Rockinfreeworld