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Neil Young & Crazy Horse - Toast

Registrato ai Toast Recording Studios di San Francisco nel 2001, questo album esce oggi per la prima volta. Tra garage-rock, blues e bossa-nova, Crazy Horse come non li avete mai sentiti.

Neil Young. Cercando il nuovo mondo

Risultato di 10 anni di attività di traduzione per NeilYoungTradotto.com e di un'ampia ricerca storico-bibliografica, il volume porta finalmente in libreria il percorso umano e musicale del canadese attraverso l'analisi delle sue lyrics.

Neil Young - Official Bootleg Series

Tre dischi live per immortalare tre concerti d'epoca: due del tour acustico 1971 più la storica serata al Bottom Line del 1974 con i brani di On The Beach mai sentiti prima.

Neil Young + Promise Of The Real - Noise & Flowers

Antologia di 14 brani live tratti dal tour 2019 insieme alla band dei figli di Willie Nelson, dedicato alla memoria dello scomparso Elliot Roberts, manager di una vita.

www.NeilYoungArchives.com

Il sito ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, video, concerti, foto, manoscritti, memorabilia, ma soprattutto contenuti inediti ed esclusivi per gli iscritti.

giovedì 18 agosto 2022

Toast: rassegna stampa italiana


[...] Un’altra produzione avrebbe caratterizzato questi brani, pur conservandone l’anima dolente e quel senso di perdita e di fine di una relazione che lo stesso Young annuncia adesso quale schema portante della sua scrittura all’epoca. Così triste il mood delle canzoni, afferma Neil, da averle messe in un angolo, cercando di dimenticarle o forse di farle decantare. Il recupero di oggi, a più di vent’anni di distanza, non è un’ingiustizia riparata o un chissà quale gioiello perduto restituito alla luce, eppure [...] riflette una coerenza sonora impagabile e ci ricorda l’alchimia dei Crazy Horse insieme al loro condottiero [...]
Rootshighway, rece positiva

[...] Le versioni dei brani presenti in Toast hanno sonorità più crude, esplorative e distintive rispetto alle fortunate rivisitazioni di “Are You Passionate?”. Un’aurea di discontinuità e precarietà pervade la voce di Young in un unico filo conduttore: il momento in cui si ha consapevolezza della fine di una relazione, spesso precedente alla rottura e alla conseguente caduta libera. Con maggiore lucidità e con quel pizzico di distacco capace di rendere nitido qualsiasi disordine emotivo, Toast è un disco che merita di essere scoperto – piuttosto che nascosto – per la sua sincerità compositiva. Un ulteriore tassello, che pur non aggiungendo molto nella longeva carriera di Young, ci accoglie in uno dei periodi più irrisolti e di maggiore fragilità di uno degli migliori artisti che il mondo abbia mai conosciuto.
Thesoundcheck.it, rece positiva

[...] A ben vedere “Toast” non sposta di una virgola gli equilibri di una cavalcata lunga mezzo secolo, ma permette uno sguardo quasi privato sulle tante tensioni che all’epoca Young stava attraversando in prima persona con un sound diretto, rugginoso e discontinuo, ma anche decisamente sincero. La sua voce, in ultimo, sembra più volte sul punto di non controllare tutto il disordine emotivo che emerge, irrisolto, tra le vibrazioni riverberate in quel vecchio studio di registrazione. Così, quasi per contrappasso, l’atmosfera fin troppo cupa di queste canzoni ha finito per determinare la speranza e la fiducia che pare trasparire apertamente in “Are You Passionate?” [...]
Rockol, voto 7 (su 10)

[...] C'è un velo di solitudine e tristezza che riposa sopra le canzoni, certamente un lascito di una crisi amorosa con la moglie Pegy (tra l'altro presente insieme a Istrid Young in alcuni cori) con la quale si era trasferito a San Francisco, in un appartamento a Green Street. [...] Un disco certamente per fan accaniti, un po' come tutti gli archivi ma anche un chiaro manifesto della straripante vena artistica di Neil Young, che si perde in vasi sanguigni sempre "troppo" carichi di passione, esuberanza, dubbi, ripensamenti. Vita.
Enzo Curelli blog, rece positiva

[...] Musica aspra, ruvida, oltremodo diretta, a tratti meravigliosamente grezza, proprio come ci ha abituato l'ombroso nord americano ogni volta che sceglie di lanciare sferzate in sella all'indomabile cavallo pazzo. [...]
Artistsandbands.com, rece positiva

[...] Un’opera discontinua, non del tutto centrata, anche se, sicuramente, assai appetibile per gli amanti del suono Crazy Horse [...]. Toast è un disco che suona ondivago, che si muove per cinquantadue minuti fra alti e bassi, che regala cose preziose e altre sostanzialmente inutili. [...]
Loudd, voto 6.5 (su 10)


Neil Young + Promise Of The Real: Noise & Flowers (Reprise Records, 2022)


1. Mr. Soul 
2. Everybody Knows This Is Nowhere 
3. Helpless 
4. Field of Opportunity 
5. Alabama 
6. Throw Your Hatred Down 
7. Rockin' in the Free World 
8. Comes a Time 
9. From Hank to Hendrix 
10. On the Beach 
11. Are You Ready for the Country
12. I've Been Waiting for You 
13. Winterlong 
14. Fuckin' Up 

Archives Performance Series #21

Registrato nel luglio 2019 a
Waldbühne, Berlin, Germany
Hyde Park, London, England
Nowlan Park, Kilkenny, Ireland
Filmnächte am Elbufer, Dresden, Germany
Sportpaleis, Antwerpen, Belgium
Ziggo Dome, Amsterdam, The Netherlands
SAP Arena, Mannheim, Germany
Olympiahalle, München, Germany

Prodotto da Neil Young & Niko Bolas ("The Volume Dealers")

Promise Of The Real:
Lukas Nelson: guitar, vocal
Micah Nelson: Wurlitzer, stringman, piano, guitar, vocal
Anthony LoGerfo: drums
Corey McCormick: bass, vocal
Tato Melgar: percussion

Noise & Flowers documenta il tour di nove date che la band fece due settimane dopo la scomparsa di Elliot Roberts, amico di una vita e manager di Young da più di 50 anni. Con la fotografia di Roberts sul palco con lui, Young ha approcciato ogni concerto come se fosse una cerimonia commemorativa in suo onore. "Uno dei tour più speciali di sempre", scrive Young nelle note di copertina, "abbiamo portato il suo spirito con noi in ogni canzone. Questa musica non appartiene a nessuno, è nell'aria. Ogni nota è stata suonata per un grande amico della musica, Elliot".







sabato 18 giugno 2022

Neil Young & Crazy Horse: Toast (Reprise Records, 2022)


1. Quit (5.24)
2. Standing In The Light Of Love (4.19)
3. Goin' Home (7.53)
4. Timberline (4.10)
5. Gateway Of Love (10.11)
6. How Ya Doin'? (7.00)
7. Boom Boom Boom (13.06)

Prodotto da Neil Young & John Hanlon

Registrato ai Toast Recording Studios, San Francisco tra novembre 2000 e febbraio 2001

NYA Special Release Series #9


La recensione di Uncut Magazine

Nel 2000 [e all'inizio del 2001, ndt], Neil Young e i Crazy Horse si insediarono ai Toast Recording Studios su Mission Strett, a San Francisco. Il quartiere era in attesa di ristrutturazione, in condizioni misere. La porta sul retro dello studio si apriva su un panorama di edifici abbandonati; a parte un negozio di ciambelle all'angolo, gli unici vicini di casa erano topi e occupanti abusivi. All'interno dei Toast l'atmosfera era incerta. Come Young ha scritto in Special Deluxe, il suo libro di memorie, c'erano "problemi seri con il mio matrimonio" (con Pegi, sua moglie a quell'epoca). Anziché arrivare alle session con una manciata di canzoni pronte da suonare, come di consueto, sembra che Young trascorresse gran parte del tempo seduto sul pavimento dello studio scarabocchiando su block-notes gialli, mentre gli Horse guardavano la TV scandalizzati per la mancanza di un'essenziale dotazione di stoviglie nella cucina dello studio. "Tutto sembrava essere temporaneo, persino i Crazy Horse", scrive Young in Special Deluxe. "Nonostante qualche bel momento [in studio] e la musica piena di sentimento, io non ero felice, né deciso".
La band fece una pausa andando in tour in Sud America, Brasile e Argentina, per poi tornare a San Francisco rinvigorita. Tuttavia questo spirito rinnovato non era destinato a durare. "Alla fine ho mollato e abbandonato l'album", scrive Young. "Non ne ero contento, o forse ero semplicemente infelice in generale. Non saprei. Era un disco desolato, triste e senza risposte".
[...] Considerando che Young ha gettato via Toast per via della sua atmosfera depressa e troppo intensa, sembra strano che subito dopo abbia scelto di rivisitare tre delle sue canzoni più tristi in Are You Passionate?. "Quit", "How Ya Doin'?" (ribattezzata "Mr Disappointment") e "Boom Boom Boom" ("She's A Healer") condividono quelle vibrazioni che Young descrive come "nebbiose, desolate, blues", rappresentative delle sessions di Toast. Ma evidentemente c'era qualcosa nei suoi oscuri territori emotivi che continuava a risuonare. Ri-registrarle senza i Crazy Horse, lontano da San Francisco e in compagnia di alcuni nuovi musicisti, avrebbe potuto mettere maggior distanza tra Young e questi brani. Invece, indipendentemente dal luogo o dai musicisti, rimangono cupi. "So di averti trattato male/Ma sto facendo del mio meglio" canta su "Quit", proseguendo ad autocolpevolizzarsi in "How Ya Doin'?": "Mi prendo la mia colpa/Per aver vissuto la mia vita in un guscio". Osservatori esperti potrebbero concludere che questo turbamento emotivo ha raggiunto il suo apice in "Ramada Inn", brano narrativo e coerente a proposito di una lunga relazione apparso in Psychedelic Pill.
La buona notizia è che le versioni di Toast sono superiori a quelle di Passionate. Tra i cambiamenti più evidenti c'è la decisione di Young di cantare su "How Ya Doin'?" in modo più adeguato al timbro malinconico della canzone rispetto al semi-parlato su "Mr Disappointment". È curioso mettere al confronto le versioni di Toast e quelle di Are You Passionate?, perché nonostante le loro eccellenti referenze come soul band, Booker T & The MGs non arrivano nemmeno a sfiorare la profondità dei Crazy Horse. Su Toast, il Cavallo concede a Neil ampio spazio - "un sound grande, grasso e triste" - che gli permette di muoversi liberamente tra le canzoni, un minuto facendo un solo adeguatamente strappalacrime con la Old Black su "How Ya Doin'?", quello dopo lanciandosi in un groove controllato, sperimentale, un po' funky su "Boom Boom Boom". Con i suoi 13 minuti, "Boom Boom Boom" è la canzone più lunga di Toast e anche se meno esuberante della classica jam dei Crazy Horse, è ugualmente incalzante. Supportati dal ritmo ciclico creato dalla batteria di Ralph Molina e dal basso di Billy Talbot, gli strumenti entrano ed escono: c'è un gruppetto di note al pianoforte qui, un assolo di chitarra lì, una tromba solitaria, e a un certo punto persino quello che potrebbe essere un gong. Young canta un'ottava sopra, salendo per incontrare i cori di Pegi e Astrid Young e con loro girare intorno all'ossessionante ritornello, che ripete "Non ho alcuna intenzione di lasciare che il divertimento finisca".
Un rimando più vigoroso alla forza al cuore dei Crazy Horse arriva con "Goin' Home", con Young che ulula eroicamente nel vuoto, sballottato tra i tamburi martellanti di Ralph e gli accordi pieni di Poncho. Un'altra delle favolose epiche a sfondo storico di Young, si muove avanti e indietro tra l'ultima resistenza di Custer e il tempo presente, finché il tempo si chiude su se stesso e "I tamburi di guerra rullavano/Tutt'intorno alla sua auto". Sono abbastanza sicuro che sia lo stesso take pubblicato su Passionate, ma qui sembra più tagliente.
Delle tre canzoni inedite di Toast, "Standing In The Light Of Love" e "Gateway Of Love" hanno debuttato durante l'EuroTour 2001, mentre "Timberline" non si è mai sentita. "Standing In The Light Of Love" vede Young e gli Horse in una marcia testa-a-testa, suonando vicinissimi l'uno all'altro. Ricamata su un riff che ricorda i Deep Purple, la sua atmosfera è una vigorosa sfida: "Non voglio andare sul personale/O essere messo alle strette". "Gateway Of Love" ha un certo numero di assoli pieni e dilatati e un inaspettato ritmo bossa-nova evidentemente ispirato dal viaggio in Sud America. La canzone è un racconto: "Se solo potessi vivere la mia vita facilmente come una canzone/Un giorno mi sveglierei e tutto il dolore svanirebbe". Per uno come Young, spesso dedito ad affermazioni criptiche e al surrealismo quotidiano, questo è essere diretti in modo disarmante. E un altro lampo di schiettezza arriva con "Timberline". Nei suoi Archivi, Young ha spiegato che questa canzone parla di "un tizio religioso che ha perso il lavoro. Così si vota a Gesù. Non può più tagliare alberi. È un taglialegna". Qui i Crazy Horse incidono il pezzo più vivace di Toast, guidato da accordi scricchiolanti e percussioni selvagge e giocose da parte di Ralph. Un organo a canne aggiunge qualche sfumatura. Il ritornello consiste nei Crazy Horse che urlano ripetutamente "Timberline!". Vista tutta questa "bad fog of loneliness" [nebbia della solitudine: si gioca col titolo dell'omonima canzone di Young del 1971, ndt], "Timberline" suona come il momento di svago che la band si è presa negli studi di Mission Street.
Visto all'interno della sequenza di album iniziata nel 1990 con Ragged Glory, concettualmente Toast si avvicina a Sleeps With Angels e Broken Arrow, album che affrontano direttamente il tema della perdita. Musicalmente, però, Toast occupa uno spazio intermedio rispetto a tutti e tre. Ci sono chiassosi pezzi "da fienile", ma anche ritmi melodici, meditativi, e canzoni strane e insidiose. È un album dotato di una bellezza quasi fragile, di un'intensa solitudine così come di tempeste violente. Non per l'ultima volta, i Crazy Horse hanno permesso a Young di raggiungere luoghi inaspettati. È solo un peccato che abbiamo dovuto aspettare così tanto per poterli raggiungere anche noi.
Voto 9 su 10
[Traduzione: MPB, Rockinfreeworld]






giovedì 12 maggio 2022

Graham Nash: Live Songs For Beginners / Wild Tales (Proper Records, 2022)


1. Military Madness
2. Better Days
3. Wounded Bird
4. I Used To Be A King
5. Be Yourself
6. Simple Man
7. Man In The Mirror
8. There's Only One
9. Sleep Song
10. Chicago/We Can Change The World
11. Wild Tales
12. Hey You (Looking At The Moon)
13. Prison Song
14. You'll Never Be The Same
15. And So It Goes
16. Grave Concern
17. Oh! Camil (The Winter Soldier)
18. I Miss You
19. On The Line
20. Another Sleep Song

[...] Nei primi anni '70 Nash ha pubblicato due album, Songs For Beginners (1971) e Wild Tales (1974). Nonostante Nash sia l'autore di alcune delle più famose canzoni di Crosby, Stills & Nash, i suoi due album solisti hanno avuto risultati commerciali peggiori dei vari album solisti di David Crosby, Neil Young, Stephen Stills e persino degli album di Crosby & Nash.
Presi nel loro insieme possono essere visti come una buona sintesi di come l'ottimismo degli anni '60 sia stato gradualmente soppiantato dalla paranoia degli anni '70. Entrambi gli album fanno parte della tradizione di un songwriting più introspettivo di quello più comunemente associato alla famiglia Crosby, Stills, Nash & Young, il che potrebbe spiegare il loro successo relativamente scarso all'epoca, mentre Graham Nash portava avanti le sue amicizie e relazioni, riflettendo al contempo sulle preoccupazioni politiche in modo molto diretto.
[...] Alcune delle canzoni di questi album sono state suonate dal vivo dalle varie combinazioni assunte in tournée dai membri del gruppo Crosby, Stills, Nash & Young, ma la maggior parte no. A questa cosa pone rimedio l'uscita di Live: Songs For Beginners/Wild Tales, che contiene tutte le canzoni originali nel loro ordine originale, con gli arrangiamenti suonati dal vivo nel 2019. Le canzoni sono eseguite da varie combinazioni di una band di sette elementi che è stata composta dopo appena tre giorni di prove, sebbene da tempo il chitarrista Shane Fontayne e il tastierista Todd Caldwell sono una parte essenziale della famiglia Crosby, Stills & Nash e conoscono a fondo la loro musica. Le versioni originali di "I Used To Be A King" e "Man In The Mirror" avevano Jerry Garcia alla chitarra pedal steel, mentre questa volta l'onore va al chitarrista Thad DeBrock.
Ad ascoltarlo con orecchie moderne è sorprendente quanto ancora siano rilevanti queste canzoni nonostante risalgano a cinquant'anni fa. Anzi, stranamente potrebbero avere persino più senso per gli ascoltatori di oggi di quanto non ne avessero per i fan nei primi anni '70. "Military Madness" che apre l'album, così come "Songs For Beginners", è una canzone contro la guerra basata sull'esperienza di Nash di crescere durante la Seconda Guerra Mondiale nel nord dell'Inghilterra, e sembra particolarmente rilevante con l'attuale crisi ucraina. Nash fa eco al suo passato negli Hollies con "I Used To Be A King", ispirato dalla sua rottura con Joni Mitchell. Lo stesso dolore è anche dietro "Simple Man", con le sue liriche semplici ma efficaci. La title track "Wild Tales" è basata su un paio di vere "storie selvagge" che Nash ha sentito raccontate da alcuni amici. Le opinioni di Nash sulla riforma carceraria si basano sul fatto che suo padre ha dovuto scontare una detenzione per aver acquistato una macchina fotografica rubata da un amico, e l'impatto devastante che la cosa ha avuto su di lui e la sua famiglia è al cuore di "Prison Song". Un approccio fatalista all'invecchiamento, invece, si riflette in "And So It Goes".
Non c'è alcun intento nostalgico intorno alle esibizioni di Live: Songs For Beginners/Wild Tales. Pur somigliando molto agli originali, offre a queste canzoni una seconda possibilità di trovare nuovi fan, nonché ricordare a quelli più anziani quanto siano state importanti queste canzoni e lo siano ancora. Nash non fa uso di un linguaggio complesso per esplorare i suoi temi, e questo approccio più diretto ai testi potrebbe aver spiegato il modesto riscontro commerciale, ma qui si rivelano per ciò che sono: non semplicistici ma senza tempo. [...]

Traduzione: MPB, Rockinfreeworld


venerdì 6 maggio 2022

Neil Young: Citizen Kane Jr. Blues - Bottom Line 1974 (Reprise Records, 2022)


1 Pushed It Over The End
2 Long May You Run
3 Greensleeves
4 Ambulance Blues
5 Helpless
6 Revolution Blues
7 On The Beach
8 Roll Another Number (For The Road)
9 Motion Pictures
10 Pardon My Heart
11 Dance Dance Dance

Registrato al The Bottom Line, New York, il 16 maggio 1974

Official Bootleg Series #05

Debutto live delle canzoni n° 1, 2, 7, 9, 10.

Si tratta di un vero e proprio bootleg recording in quanto non esiste audio ufficiale. La musicassetta da cui proviene la registrazione è opera di Simon Montgomery, che tutti i fan di Young devono ringraziare per aver immortalato un concerto storicamente e musicalmente memorabile che altrimenti sarebbe andato perduto per sempre. Young presenta per la prima volta l'ossatura di On The Beach, aggiungendo altri brani del periodo, di cui diversi al loro debutto assoluto.
"Pardon My Heart" sarà suonata solo un'altra volta nell'estate 1974 e poi mai più. Anche il tradizionale "Greensleeves" avrà solo un'altra performance nel 1991. Di "Motion Pictures" questa rimane la prima e unica esecuzione dal vivo. "Pushed It Over The End" verrà riproposta solo nel tour di CSN&Y quell'estate in versione elettrica e non troverà mai casa in un album. "On The Beach" e "Revolution Blues" riappariranno molto raramente nei decenni successivi.
Nonostante la provenienza amatoriale la qualità dell'incisione, pulita a dovere dai "volume dealers" Neil Young e Niko Bolas, è eccellente. Il titolo, Citizen Kane Jr Blues, deriva dal primo titolo attribuito a "Pushed It Over The End", allora inedita.


Neil Young: I'm Happy That Y'all Came Down - Dorothy Chandler Pavilion 1971 (Reprise Records, 2022)


1 On The Way Home
2 Tell Me Why
3 Old Man
4 Journey Through The Past
5 Cowgirl In The Sand
6 Heart Of Gold
7 A Man Needs A Maid
8 Sugar Mountain
9 Don't Let It Bring You Down
10 Love In Mind
11 The Needle And The Damage Done
12 Ohio
13 See The Sky About To Rain
14 I Am A Child (intro: You And Me)
15 Dance Dance Dance

Registrato al Dorothy Chandler Pavilion, Los Angeles, California, il 1° febbraio 1971.

Official Bootleg Series #03

L'intro di "I Am A Child" contiene un frammento di "You And Me", canzone emersa vent'anni dopo sull'album Harvest Moon.