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Neil Young & Crazy Horse - World Record

Nuovo album del Cavallo prodotto da Rick Rubin, undici tracce che spaziano tra ballad e garage-rock, tra intimismo ed ecologia, proseguendo sulla linea tracciata dai precedenti lavori.

Neil Young - Harvest 50th Anniversary

Box commemorativo per i 50 anni del "disco perfetto", contenente 3 out-takes, il live alla BBC del 1971 (cd e dvd) e il film documentario Harvest Time con sequenze inedite delle session.

David Crosby - Live at the Capitol Theater

Disco live con dvd che ripropone il concerto dell'8 dicembre 2018, durante il tour dell'album Lighthouse, insieme alla Lighthouse Band.

Neil Young. Cercando il nuovo mondo

Risultato di 10 anni di traduzione per NeilYoungTradotto.com e di un'ampia ricerca storico-bibliografica, il libro ripercorre vita e musica dell'artista attraverso i testi delle canzoni.

www.NeilYoungArchives.com

Il sito ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, video, concerti, foto, manoscritti, memorabilia, ma soprattutto contenuti inediti ed esclusivi per gli iscritti.

giovedì 19 gennaio 2023

David Crosby 1941-2023



Croz ci ha lasciato. 81 anni, tantissime difficoltà alle spalle, di salute e non solo, a partire da quel trapianto di fegato che nel 1994 lo ha fatto rivivere consentendogli un grande ritorno sulle scene sul finire del millennio, per calcare i palchi fino al 2019 con varie formazioni (CPR, CSN e poi la band solista) e registrando diversi album. Ma c'è stato anche il litigio con i vecchi compagni di squadra, che ha sancito lo scioglimento definitivo di Crosby, Stills, Nash (& Young), un nome che ora non tornerà mai più. E stavolta per davvero.
Nel tristemente meraviglioso documentario di Cameron Crowe e A. J. Eaton David Crosby: Remember My Name (2019), il cantautore si diceva miracolato per avere vissuto così tanto oltre le proprie aspettative e quelle di tutti. E si diceva stanco e spaventato dall'idea di venire a mancare durante un tour, lontano dalla famiglia. Sull'onda di questo pensiero e con il progressivo diminuire delle forze, di recente aveva chiuso in via ufficiale la sua carriera live. Forse avrebbe registrato ancora qualcosa.
Siamo lieti che David possa aver trovato la pace che cercava, alla fine, nella quiete e nell'amore della propria casa. La tristezza di averlo perso è vinta dalla consapevolezza che, no, in realtà non lo abbiamo perso, non lo perderemo mai; dalla gioia di averlo conosciuto come artista e di poter amare la sua immensa musica oltre il tempo.
Le sue ultime pubblicazioni sono state l'album For Free e il Live at the Capitol TheaterPer conoscerlo segnaliamo anche il bel libro di Marco Grompi David Crosby: ultimo eroe dell'Era dell'Acquario (2019). QUI potete leggere la nostra biografia con, in appendice, la discografia completa e la bibliografia fondamentale.


mercoledì 18 gennaio 2023

Live At The Capitol Theatre (David Crosby & The Lighthouse Band, 2022)


1. The Us Below 
2. Things We Do For Love 
3. 1974 
4. Vagrants of Venice 
5. Regina 
6. Laughing 
7. What Are Their Names 
8. By The Light of Common Day 
9. Glory 
10. The City 
11. Look in Their Eyes 
12. Guinnevere 
13. Janet 
14. Carry Me 
15. Deja Vu 
16. Woodstock 

Cd+dvd registrato l'8 dicembre 2018 al Capitol Theatre di Port Chester (New York).


Un concerto di rara bellezza, anche quando tocca i brani meno conosciuti, o quando Crosby non è il diretto protagonista (...). L’impianto sostanzialmente acustico esalta gli impasti vocali dei quattro protagonisti ed è valorizzato dall’eccellente registrazione in teatro
TomTomRock, voto 9

Questo live replica e, se possibile, moltiplica la magia e la grazia che i quattro avevano già evocato in studio di registrazione. Una strumentazione ridotta al minimo: il suono delle tastiere, qualche chitarra, l'assenza quasi totale delle percussioni e, soprattutto, il delizioso e perfetto intreccio delle voci. L'ascolto regala un'ora abbondante di straniamento totale: si viene infatti trasportati in un universo fuori dal tempo, un delicato universo in cui David Crosby è da sempre signore e padrone.
Rockol, voto 8

Giunto alla eight decade con i suoi miracolosi ottantun'anni, Croz suggella l’alleanza intergenerazionale avviata da qualche anno con i nipotini della Lighthouse Band – Becca Stevens, Michael League e Michelle Willis - quasi a dire che, dopo infiniti minuetti tra formazioni storiche e incarnazioni più recenti, che hanno accompagnato le sue tante rinascite, questo è il format che, al presente, gli si confà maggiormente.
RootsHighway, rece positiva

L'opera riporta la registrazione del concerto tenuto l'8 dicembre 2018, ultima data del tour a supporto del disco Here If You Listen, e si evidenzia per la presenza di una tracklist particolarissima che attinge maggiormente da quest'ultimo e da (...) Lighthouse. Non è affatto una brutta notizia, considerato l'altissimo livello qualitativo profuso in quelle due fatiche discografiche, entrambe ritenute unanimemente molto vicine, in termini di arrangiamenti e intrecci vocali, all'opera If I Could Only Remember My Name.
Artistsandbands, rece positiva


martedì 17 gennaio 2023

NYA Concert Timeline, tutti i concerti del 2022 con voto e commento



Durante il 2022, per il secondo anno consecutivo, sul sito ufficiale di Neil Young sono stati rilasciati diversi concerti integrali in streaming esclusivo. Si tratta di performance inedite che gli abbonati al sito possono ascoltare sulla sezione Timeline Concert, scorrendo lungo il percorso cronologico e cliccando sotto agli indicatori bianchi.


Nell'anno appena concluso sono apparsi "solo" 8 concerti, meno della metà rispetto al 2021 (ben 17), ma il livello delle serate selezionate è quasi sempre molto alto. Prima di lasciarvi ai nostri commenti su ciascun concerto, ricordate che QUI potete vedere l'elenco completo del materiale uscito su NYA e inedito altrove (live, tracce studio, videoclip, film ecc, sempre aggiornato); QUI invece potete leggere il commento ai concerti apparsi sulla Timeline Concert durante il 2021.

Broken Arrow Europe Tour - 10/07/1996 
Leipzig, Germany [setlist] con Crazy Horse
Il Cavallo porta in tour il suo disco senza David Briggs, scomparso l'anno prima, e regala performance tese ed emozionanti come questa, imperdibile dalla prima all'ultima canzone. La setlist comprende quattro brani dall'allora nuovo album Broken Arrow ("Big Time", a cui si aggiunge Larry Cragg al piano, "Slip Away" e "This Town" vengono fuori in forma smagliante, l'acustica "Music Arcade" un po' meno) incastonati in una sequenza di grandi classici, tra cui spicca una spettacolare resa elettrica di "Pocahontas" e un medley che dopo una "Cinnamon Girl" lineare e una rovente "Fuckin' Up" arriva all'apice con la "Cortez The Killer" più ispirata ad oggi pubblicata tra i take live (dopo un false start che paradossalmente la rende ancora più accattivante). In due parole, sound tonico e Crazy Horse in stato di grazia. Da non perdere: Pocahontas, Big Time, Slip Away, This Town, Cinnamon Girl/Fuckin' Up/Cortez The Killer (medley).
Voto: ☆

Rebel Content Tour - 9/7/2016 
Amsterdam, Netherlands [setlist] con Promise Of The Real
Tra i concerti più lunghi di Neil Young (o il più lungo secondo NYA): 3 ore e mezza, che iniziano in acustico e proseguono in frizzanti jam elettriche. Pochi giorni dopo Amsterdam la band approdò al Lucca Summer Festival, dove c'eravamo anche noi: un grande show a tutto volume. Se avete amato quella serata riproverete le stesse sensazioni ascoltando questa. La setlist è ricchissima, ben 26 canzoni che lasciano spaziano a rarità come "Razor Love", "Hold Back The Tears", "Someday", "Change Your Mind", "Revolution Blues", "Don't Be Denied", "Alabama", "Western Hero" e l'encore finale di "Here We Are In The Years". E per fortuna Neil è molto più in forma rispetto alle altre due serate con i POTR pubblicate sulla Timeline nel 2021. Qui le esecuzioni sono più accurate e ispirate, talvolta intime, talvolta infuocate. Lo show rappresenta l'alchimia perfetta tra Neil e la band, quando riesce. Da non perdere: parte acustica Razor Love, Out On The Weekend, Someday, Here We Are In The Years, parte elettrica Alabama, Change Your Mind, Love To Burn, Revolution Blues, Monsanto Years.
Voto: ☆½

European Tour - 11/07/1993 London, UK [setlist] con Booker T & The MGs
Questo è uno di quegli show che aprono uno squarcio su uno dei tour e delle band con cui Neil ha fatto una toccata e fuga, regalandoci emozioni nuove e inusuali, senza un'incisione in studio né un live album a immortalare il momento. Parliamo del tour del 1993 con Booker T. & The MGs, una delle più famose soul band anni 60/70 di Memphis (Booker T. Jones, Steve Cropper, Donald 'Duck' Dunn, Jim Keltner; Dunn e Cropper hanno fatto parte anche della band dei Blues Brothers). Possiamo ascoltare un paio delle canzoni inedite che Neil portò in giro: "Live To Ride" (tutt'ora inedita) e "Separate Ways" (poi pubblicata nella sua versione originale su Homegrown, molto diversa, ma apprezzabilissima anche in questa versione decisamente più blues). Tutta la scaletta è scoppiettante, e comprende anche "Motorcycle Mama" che debuttò live per la prima volta durante questo tour. C'è anche un'ispirata "(Sittin' On) Dock Of The Bay" di Otis Redding. La serata si chiuse con un'apparizione dei Pearl Jam per "Rockin' In The Free World", purtroppo non registrata. Da non perdere: Live To Ride, Separate Ways, Motorcycle Mama, Love To Burn
Voto: ☆½

Broken Arrow North America Tour - 16/09/1996
 Sacramento, California [setlist
con Crazy Horse
Simile al concerto di Leipzig, offre nuovamente una selezione da Broken Arrow (per i pezzi elettrici, "Big Time" e "Slip Away", la prima scelta ricade su Leipzig; qui però "Music Arcade" è migliore e c'è anche una breve rivisitazione acustica di "Changing Highways" che va quasi in medley con "Sugar Mountain"). Protagonista della serata è il lungo medley, circa 33 minuti, di "Roll Another Number/Danger Bird/Rockin' In The Free World" ("Danger Bird" è la stessa del live album Year Of The Horse). Da non perdere: "Changing Highways", "Sugar Mountain", "Music Arcade", "Roll Another Number/Danger Bird/Rockin' In The Free World".
Voto: ☆½

NYCH Tour - 01/05/2018
 Fresno, California [setlist] con Crazy Horse
Prima di cinque serate californiane della line-up con Nils Lofgren al posto di Frank Sampedro, poi protagonista degli ultimi tre dischi in studio (Colorado, Barn e World Record). La serata è energica, sebbene non sempre precisa e, anzi, con una buona dose d'improvvisazione, ma l'emozione è garantita a partire dal recupero di "Big Time" e "Scattered", dal troppo velocemente dimenticato Broken Arrow del 1996. Ma anche di una "Too Far Gone" con atmosfera unplugged e di una "World On A String", al contrario, sporca e martellante. Trascinanti "Fuckin' Up", "Cinnamon Girl" e "Mansion On The Hill", con preferenza per quest'ultima, più rara (e ancor più raramente ben eseguita). Il resto è nella media, senza particolari apici. "Walk On" è parecchio sgangherata, ma è lo stesso un piacere sentirla perché arriva inaspettata. Di "Hurricane" ce ne sono senz'altro di migliori, ma ciò non toglie nulla al suo sacrosanto momento verso fine concerto. Da non perdere: Big Time, Scattered, World On A String, Too Far Gone, Cortez The Killer, Mansion On The Hill.
Voto: ☆

Europe/Japan Tour - 24/03/1976 Rotterdam, Netherlands [setlist] con Crazy Horse
Tutti i concerti più storicamente rilevanti sono sempre ben accetti essendo autentici reperti storici, tuttavia questa setlist non aggiunge praticamente nulla di nuovo dopo il concerto di Boulder pubblicato sulla Timeline nel 2021, il live Odeon-Budokan dentro Archives Vol.2 e la compilation acustica Songs For JudyLe uniche tracce non presenti altrove sono "The Losing End" e "Southern Man", ma di quest'ultima purtroppo la registrazione è incompleta. Anche "Heart Of Gold" è parziale, e quanto al set acustico non brilla particolarmente. "Lotta Love" è la highlight della serata. Inoltre il suono (e la voce di Young in particolare) sono un po' calanti perché la registrazione, stranamente, è rallentata del 3% circaDa non perdere: The Losing End, Lotta Love, Cortez The Killer, Southern Man (parziale).
Voto: ☆

Solo Trans Tour - 17/02/1983
 Buffalo, New York [setlist] solo
Non il solito concerto acustico. Neil esegue i classici con ritmo più veloce del solito (pensate che tutto il concerto, 22 canzoni, dura appena 1h 45') come se volesse toglierseli di torno per far spazio alle novità, che rimangono i momenti di maggior interesse di questa performance. "California Sunset" (al banjo) e "Are There Anymore Real Cowboys?" debuttano in questo tour e sono probabilmente più fedeli alle versioni dell'Old Ways originale rispetto a quelle uscite su album nel 1985. Anche "Soul Of A Woman" è una canzone del periodo, già suonata dal vivo l'anno prima e tutt'ora inedita su album. Ma la stravaganza inizia con l'intervento di Joel Bernstein al synclavier su "Don't Be Denied", una vera chicca (Bernstein suona anche il banjo su "Old Man"). Poi arrivano i brani di Trans dove Neil canta e suona su basi campionate: la rivisitazione di "Mr. Soul" ha una chitarra elettrica in gran risalto, mentre su "Transformer Man" e "Computer Age" c'è molto (troppo) campionamento e sembra di sentire le registrazioni studio, solo più scarne. Non sarà la prima scelta se si vuole ascoltare un concerto di Young, ma l'importanza storica è indubbia. Da non perdere: Mr. Soul, Don't Be Denied, Are There Any More Real Cowboys, California Sunset, Sail Away.
Voto: ☆☆½

Solo Theater Tour - 30/6/2018 
Chicago, Illinois [setlist] solo
Secondo degli otto concerti americani in solitaria tenuti nell'arco del 2018, un paio dei quali trasmessi in diretta streaming sul sito ufficiale; dai filmati è stato inoltre ricavato il lungometraggio Timeless Orpheum. Proprio come le esecuzioni immortalate in quel film, questa serata è per certi versi ispirata ma le esecuzioni tradiscono parecchie stecche fin troppo evidenti. Peccato, perché la setlist regala momenti rari: per esempio "Angry World" e "Speakin' Out" sono recuperi degni di nota, purtroppo molto imprecisi nell'esecuzione. In generale un ascolto interessante ma non fondamentale. Da non perdere: "Homefires", "There's A World", "Birds", "War Of Man", "One Of These Days".
Voto: ☆

lunedì 9 gennaio 2023

Tra sogni e regali, musica e video: il 2022 di Neil Young su YouTube


Con la stessa proverbiale puntualità di morte e tasse, tra Natale e Capodanno arrivano non solo pranzi e cenoni che le troppo brevi passeggiate dal tavolo al divano e dal divano al letto non aiuteranno di certo a smaltire, ma arrivano anche le classifiche di fine anno, di tutti i generi, per tutti i gusti. Ce le aspettiamo,  al caldo, vicini all’albero di Natale, ineluttabili, come il solito maglione che ci regala la vecchia zia.
Qui ci dedichiamo alle canzoni di Neil Young. Non potendo più contare su Spotify, abbandonato da Neil dopo una delle sue tante crociate, abbiamo deciso di utilizzare YouTube perché i dati di questa piattaforma sono reperibili e di facile consultazione. 
Senza contare i numerosissimi fruitori occasionali, YouTube ha raggiunto un totale di 80 milioni di abbonati al mondo per i servizi Premium e Music (oltre 55 milioni solo YouTube Music, compresa anche nell’abbonamento Premium) contro i quasi 190 di Spotify, mentre Apple, Amazon Music e la cinese Tencent sono tutte tra gli 82 e gli 85.
A vantaggio di YouTube rispetto alle altre piattaforme, una diffusione maggiore a coprire più paesi e la possibilità di guardare le classifiche, per ogni artista, non solo a livello globale ma anche nazione per nazione e addirittura città per città.
Prima che la suddetta zia ci chiami con la sua vocina stridula per darci un altro pacco regalo con dentro un altro maglione, iniziamo a snocciolare un po’ di dati riguardanti il nostro canerican preferito.
Nel corso del 2022 i video di Young hanno totalizzato 115 milioni di visualizzazioni (l’apice il 27 gennaio, 667.000, proprio al culmine dello scontro con Spotify), in aumento rispetto agli anni passati (solo un paio di anni prima i milioni erano 102). La parte del leone l’ha fatta "Harvest Moon" (22,8), per il terzo anno consecutivo davanti a "Heart Of Gold" (15,2). Seguono, staccate di parecchio, "Old Man", "Four Strong Winds", "Down By The River" (tutte oltre i 4 milioni), "Rockin’ In The Free World", "My My Hey Hey", "Ohio" (tra i 3 e i 3,5) e la versione karaoke di "Four Strong Winds" (3 milioni, dei quali 2,7 nelle sole Filippine, dove questa versione e quella originale sono ai primi due posti!).
A chiudere la Top Ten, appena sotto i 3 milioni, abbiamo "The Needle And The Damage Done" nella versione di Unplugged. Seguono altri classici quali "Cortez The Killer", "Out On The Weekend", "Cinnamon Girl", "Cowgirl In The Sand" e "Southern Man", mentre per vedere la prima canzone “nuova” dobbiamo arrivare alla posizione n° 22 con "Heart Of Gold" tratta da BBC In Concert (con 964.000 visualizzazioni in soli due mesi). La migliore di World Record, "Love Earth", supera di poco le 470.000.
Il successo di "Harvest Moon" in questi ultimi tre anni è certificato anche dalle numerose cover: in questo lasso di tempo la versione di Reina del Cid ha superato i 5 milioni di visualizzazioni, oltre i 3 c’è quella di Foxes and Fossils.
Proprio la versione BBC di "Heart Of Gold" è, nei primissimi giorni del 2023, candidata a superare quota 1.000.000 in totale ed è una delle pochissime tracce “nuove” ad esserci riuscite negli ultimi dieci anni: le altre sono "Peace Trail" (versione di Paradox con i Promise Of The Real: 1,3 milioni), "Children Of Destiny" (da The Visitor: 1,1) e "Oh Susannah" (da Americana: 1 milione). Candidato a un Grammy Award, il film A Band, A Brotherood, A Barn, è intorno alle 918.000 visualizzazioni che potrebbero aumentare in vista della cerimonia di premiazione fissata per il 6 febbraio; sarebbe un sogno (per noi, ma soprattutto per la regista Daryl Hannah), portarsi a casa la statuetta-grammofono.
Tornando a parlare di "Heart Of Gold", stavolta quella di Harvest, bisogna notare che rimane la canzone di Neil più amata dagli italiani anche per il 2022 appena concluso, ma ormai il sorpasso da parte di "Harvest Moon" pare annunciato (495.000 contro 485.000). Già, l’Italia: si posiziona al 9° posto (3,1 milioni di visualizzazioni) dietro USA (45,6), Filippine (8,18), Canada (7,85), UK, Australia, Francia, Brasile e Germania, mentre Milano rimane la città principale davanti a Roma e Bologna (614.000, 285.000 e 40.800 rispettivamente). 
Abbiamo citato YouTube, Spotify, Amazon, Apple e Tencent, ma non dobbiamo dimenticare che molti younghiani lo streaming lo fanno utilizzando neilyoungarchives.com: sarebbe bello avere a disposizione quei dati, per scoprire le scelte dei fans più affezionati, ma rimarrà un altro sogno. 
“Vieni ad aprire il tuo regalo!” dice la vocina stridula che arriva da un’altra stanza. E dentro al pacco trovo... il box in vinile di Harvest 50th Anniversary Edition! Mah... sarà stato il cotechino con le lenticchie, sarà stato il vino, sarà stato il divano troppo comodo... Quando apro gli occhi so che anche questo è, e rimarrà, solo un sogno.
“Che sorpresa, zia, un maglione! Non dovevi disturbarti!”

Luca Borderwolf Vitali

mercoledì 4 gennaio 2023

Neil Young album/live poll: il sondaggio


Pubblichiamo in accordo con Nicola Gervasini (una delle voci di TomTomRock e RootsHighway) i risultati di un sondaggio condotto sulla sua pagina Facebook durante le festività natalizie, dove chiedeva ai partecipanti di stilare la propria classifica dei dischi di Neil Young, separatamente per studio e live.
Cliccare sulle immagini per ingrandire.

Live [fonte]

Studio [fonte]




mercoledì 14 dicembre 2022

Harvest Time: rassegna stampa internazionale e italiana


Senza una voce narrante fuori campo, il film è un'esperienza coinvolgente, in particolare nelle sequenze delle sessions nel fienile. [...] Guardare il film è un'esperienza toccante per Young. "Vedere tutti quei ragazzi", dice oggi riferendosi agli Stray Gators, "oggi nessuno di loro è vivo. Quindi è davvero un viaggio. Li guardo e io sono l'unico rimasto." 

Le riprese, realizzate nel 1971, offrono una brillante visione del genio musicale di Young e del suo carattere caloroso e senza pretese. Le prove nel fienile (a partire dalla meravigliosa Alabama) sono musicalmente mozzafiato, impressionanti anche considerando che i musicisti si erano riuniti da pochi giorni [...]. Il film mette in luce l'immenso talento di Young, il suo appetito per la perfezione musicale ma anche la sua bellissima anima.

Sebbene molti dei filmati siano affascinanti, l'assenza di un plot si manifesta nel prodotto finale: si tratta di due ore piene di prove, registrazioni e lunghi spezzoni in cui Young si intrattiene con la sua neonata backing band, gli Stray Gators, o in cui registra i cori con gli ex-compagni Stephen Stills e David Crosby.

Harvest Time non è solo la cronaca di un talento che si affina e si incanala in qualcosa di concreto, anche se questo è certamente un merito di Young. In questo film, candido e intimo, che cattura momenti spontanei di collaborazione artistica in piena regola e che raramente manca di una sostanza drammatica necessaria a rendere piacevole la visione, Young è sia un musicista e cantautore anticonformista che un'avvincente protagonista. Sia che scriva, che registri o si intrattenga con amici e colleghi artisti, possiede una sorta di magnetismo rilassato combinato con un'evidente attitudine artistica, anche se mai ostentata.

Harvest Time è un documento accattivante su un giovane con una ricchezza che va oltre la sua immaginazione, la cui vita è stata un turbine, che si concede il tempo e lo spazio per capire chi è e cosa vuole fare. Nel corso del film, Young è ritratto mentre scoppia in un grande e buffo sorriso: "Mi sento più libero ora di quanto mi sia mai sentito prima", dice a un certo punto. È il suono di un uomo che si gode la vita e trova il suo posto.

Sebbene la metafora dell'"orgasmo mentale" di Young sia la più vicina alle intuizioni di Young in fatto di scrittura di canzoni, c'è molto da dire sul suo approccio al film, ambiguo e amatoriale. Ciò che viene mostrato è l'atmosfera intima e rilassata tra lui e i suoi collaboratori, che ha portato a un album che, come dimostra l'esistenza di questo film, ha superato la prova del tempo.

Harvest Time non rivela mirabolanti segreti da dietro le quinte, ma svela che la magia di Harvest ha più a che fare con la sua spontaneità che con la post produzione: con la visione, più che con la tecnologia. Anche i piccoli escamotage - come quello di mettere i microfoni all’esterno, creando un’enorme cassa di risonanza - sono un regalo della location bucolica. [...] Harvest Time racconta la storia di una musica biologica, suonata “facce nel vento… al sole”, di un prodotto oggi difficilmente replicabile nell’era frenetica della grande distribuzione e dei supermercati dello streaming.

In un’epoca di dischi eccessivamente post-prodotti e canzoni create quasi in laboratorio fa impressione constatare quanto Harvest nasca in maniera spontanea e quasi naturale. “Non so come sono nate le canzoni, è successo e basta, ho già cercato di spiegarlo, ma non ci sono riuscito”, dice sincero l’artista in questo documentario dal titolo quasi omonimo a quello dell’album. Harvest Time racchiude in più o meno due ore un momento speciale nella vita di Neil Young e in generale nella storia della musica. [...] Anche le riprese che oggi sono il corpus di questo documentario nacquero senza un piano preciso e con naturalezza, al punto che è lo stesso cantante ad ammettere a un certo punto: Stiamo solo facendo un film su… non so, solo sulle cose che vogliamo filmare. Non c’è davvero un grande progetto o altro. Lo sto facendo come un album, più o meno.”

Nelle due ore di immagini non c'è una vera e propria struttura narrativa, ma vediamo l'atmosfera e lo stato di grazia portò all'incisione delle canzoni: nel film sono presenti praticamente tutti i brani del disco in versione "live in studio", in parte nel ranch, in parte a Londra dove Young incise "A Man Needs a Maid" e "There's a World" con la  London Symphony Orchestra sotto la direzione di Jack Nitzsche e a Nashville, dove venne registrata un'altra parte dell'album, più delle sessioni a New York.