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Neil Young Archives Vol.2 1972-1976

11 anni dopo il primo volume, Neil Young riapre i suoi archivi: 10 dischi, di cui 7 inediti, con le session (quasi) complete di Tonight's The Night, Zuma, Homefires, la Stills-Young Band, il primo tentativo di Time Fades Away in studio e altro ancora. Nei negozi da marzo!

CSNY - Déjà Vu 50th anniversary

Quadruplo box set per festeggiare il mezzo secolo di questo celeberrimo album, con tre dischi di demo, outtakes e versioni alternative, in gran parte inedite.

Neil Young & Crazy Horse - Way Down In The Rust Bucket

Un effervescente live album del Cavallo che comprende la prima performance dal vivo delle canzoni di Ragged Glory più classici e chicche del passato.

Neil Young - Young Shakespeare

La nuova uscita d'archivio è il live album e il film dell'intima performance acustica allo Shakespeare Theater nel 1970.

www.NeilYoungArchives.com

Il sito ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, video, concerti, foto, manoscritti, memorabilia, ma soprattutto contenuti inediti ed esclusivi per gli iscritti.

lunedì 14 giugno 2021

NYA Concert Timeline, i concerti integrali dal migliore al peggiore (finora)


European Tour (Freedom) - 11/12/1989 Paris, France [setlist] con Frank Sampetro e Ben Keith
Il tour solista del 1989 regala grandi emozioni e finisce in testa alla nostra classifica, non solo perché si tratta del "ritorno" in grande stile di Neil Young dopo le varie sperimentazioni degli anni precedenti, ma perché la scelta è caduta su uno show veramente sentito, privo di cadute o esitazioni, dove l'anima acustica del canadese si mischia con la grinta che caratterizza la sua produzione del 1988/89. Brani "a muso duro" come Eldorado, No More, Crime In The City, This Note's For You, Fuckin' Up e ovviamente Rockin' In The Free World costituiscono i momenti topici di un concerto che si fa ascoltare d'un fiato. Eccezionali anche le reinterpretazioni di classici come The Old Laughing Lady e Don't Let It Bring You Down, e non mancano le rarità (Someday, Too Far Gone). A impreziosire il sound intervengono a tratti Ben Keith e Poncho. Un concerto acustico così è più unico che raro persino nella sua carriera e avrebbe dovuto essere oggetto di un'uscita nella Performance Series. Da non perdere: Eldorado, No More, Crime In The City, This Note's For You, Fuckin' Up.


Alchemy Tour - 13/3/2013 
Melbourne, Australia [
setlistcon Crazy Horse
Una delle performance più memorabili dell'Alchemy Tour, il Cavallo in stato di grazia. Neil imbrocca tutte le canzoni con calma e ispirazione, non c'è un istante di esitazione nei lunghi assolo che possiamo ascoltare in questo show. L'esecuzione di Powderfinger rivaleggia con qualunque altra pubblicata su dischi live. Cortez The Killer è lenta e minimalista, ma viene superata dalla successiva Danger Bird, dove anche le difficili armonie vocali vengono azzeccate. Così abbiamo trenta minuti totali di pura trance. Persino Heart Of Gold, eseguita dal solo Neil alla chitarra e all'armonica, è ispirata come poche, specialmente negli ultimi tempi. Born in Ontario, Walk Like A Giant e Ramada Inn sono in versione persino superiore a quelle di Psychedelic Pill. Il Cavallo non ci fa mancare nemmeno una fugace ma energica scappatella negli anni 80 (Prisoners Of Rock'n'Roll, Opera Star), per poi elevare Hey Hey My My al limite del noise. A corollare il tutto due inedite del periodo: Hole In The Sky (abbastanza trascurabile), Singer Without A Song (bellissima). Forse l'unico tratto in cui si avverte un po' di incertezza è la dilatatissima Like A Hurricane finale (20 minuti). Da non perdere: Powderfinger, Walk Like A Giant, Ramada Inn, Danger Bird, Singer Without A Song.


USA Tour
 - 06/11/1976 Boulder, Colorado [setlist] con Crazy Horse
Il più storico dei concerti finora usciti. Siamo in piena epoca Zuma, il primo tour con Frank Sampedro dopo il suo ingresso nei Crazy Horse. Le esecuzioni sono energiche, la setlist variegata e degna di nota dall'inizio alla fine. Un'immersione nelle canzoni del periodo, quasi tutte nuove per il pubblico: Don't Cry No Tears, Drive Back, Cortez The Killer, Homegrown, Like A Hurricane (più veloce delle versioni a cui siamo abituati), Bite The Bullet (antecedente al trattamento country di American Stars 'n Bars). Anche il set acustico rivela momenti alti: l'esecuzione con introduzione di A Man Needs A Maid, e varie canzoni all'epoca inedite: Human Highway, Campaigner, Pocahontas, Too Far Gone. Da non perdere: Pocahontas, Bite The Bullet, Like A Hurricane, Cortez The Killer.

Twisted Road Tour - 29/5/2010 Atlanta, Georgia [setlist] solo
Il tour solista del 2010, a supporto dell'album Le Noise e già oggetto del film Journeys di Jonathan Demme, non è stato il solito concerto unplugged. Qui Neil imbraccia anche la chitarra elettrica e utilizza particolari riverberi anche su quelle acustiche creando un suono avvolgente che eleva il concetto di one-man-band a un livello superiore. Da grande artista le reinterpretazioni di classici come Down By The River, Ohio, Cortez The Killer e Cinnamon Girl. Eccellenti anche le esecuzioni dei brani di Le Noise: le due acustiche Peaceful Valley Boulevard e Love And War, le elettriche Sign Of Love, Hitchhiker, Rumblin' e Walk With Me. Da notare anche tre rare inclusioni da After The Gold Rush: Tell Me Why, I Believe In You e la title-track, quest'ultima con l'organo che riproduce la fanfara di cui Neil canta nel testo. Anche qui corollano la setlist due toccanti inedite del periodo: Leia e You Never Call. Da non perdere: Down By The River, Ohio, Rumblin', Walk With Me.


Eurotour 01 - 3/7/2001 
Stockholm, Sweeden [setlist] con Crazy Horse
Il fantomatico tour che avrebbe dovuto preludere a Toast, album ancora inedito dei Crazy Horse. Questa serata ci regala una setlist di grandi classici e qualche nuovo brano, con esecuzioni non memorabili ma sempre avvincenti. Da menzionare innanzitutto le due principali tracce inedite, Gateway Of Love e Standing In The Light Of Love, che finalmente possiamo ascoltare in versione ufficiale. Goin' Home è la vera gemma del periodo, ma anche When I Hold You In My Arms è qui presentata in una versione più convincente di quella poi finita su Are You Passionate? Il Cavallo è in ottima forma anche su tutto il resto. Da non perdere: I've Been Waiting For You, Goin' Home, Gateway Of Love, Standing In The Light Of Love.

Rebel Content Tour - 7/6/2016 Belfast, Ireland [setlist] con Promise Of The Real
C'è chi li ama e chi non li sopporta, ma i Promise Of The Real sul palco sanno come incanalare l'energia di Young e assumere tutte le camaleontiche sfumature necessarie al suo vasto repertorio. Questo show ne è la dimostrazione: la band riesce a spaziare tra brani storici e recenti, compresi alcuni ascoltati di rado come Someday, Alabama, Walk On, Words, Vampire Blues, After The Garden e I've Been Waiting For You. Non sempre i risultati sono all'altezza ma nel complesso è un concerto che prende dall'inizio alla fine. Da non perdere: Alabama, Walk On, Vampire Blues, Out On The Weekend.


POTR European Tour - 9/7/2019 Antwerpen, Belgium [setlist] con Promise Of The Real
Un'altra serata con i Promise Of The Real, il cui maggior pregio è la lunga e variegata setlist: da una tonica selezione da Ragged Glory (Mansion On The Hill, Over And Over, Love To Burn, Fuckin' Up), a brani apparsi più raramente che è bello poter riascoltare ogni tanto (The Loner, On The Beach, Throw Your Hatred Down, Are You Ready For The Country, Danger Bird), agli immancabili momenti acustici (Unknown Legend, From Hank To Hendrix, Old Man). Mci sono parecchie stonature e scordature che affossano la resa finale. Da non perdere: Love To Burn, Are You Ready For The Country, On The Beach.

Alchemy Tour - 9/3/2013 
Hunter Valley, Australia [
setlistcon Crazy Horse
Ancora una data australiana dell'Alchemy Tour, con setlist molto simile a quella di Melbourne. Le esecuzioni non sono altrettanto memorabili ma comunque a tratti molto intense. Il momento è magico per il Cavallo, non c'è dubbio. Lo mettiamo in ottava posizione solo perché, a parità di canzoni, la prima scelta è Melbourne. Da non perdere: Ramada Inn, Walk Like A Giant.


Continental Tour - 22/4/2009 Kelowna, Canada [setlist] con Electric Band
Un estratto di questo tour avrebbe dovuto essere tra le prime posizioni della nostra classifica: i musicisti sono storici e la setlist è uno spettacolo, passando dai sempreverdi ad autentiche rarità e brani dell'ultimo periodo: Pocahontas alla chitarra elettrica, Spirit Road, Light A Candle, Speakin' Out, Tonight's The Night, Feel Your Love, Just Singin' A Song. Allora cos'è che non funziona? Le esecuzioni imprecise, troppo spesso claudicanti, i tanti errori e, non da ultimo, un audio scadente. Davvero troppe debolezze che, a un certo punto, diventano irritanti se si pensa al numero impressionante di serate di questo tour molto migliori di questa che avrebbero potuto essere oggetto di pubblicazione. Da non perdere: Light A Candle, Pocahontas (nonostante manchi una strofa), Feel Your Love.

International Harvesters Club Tour - 06/06/1984 San Jose, California [setlist] con International Harvesters
Gli Harvesters suonano bene, non c'è dubbio, ma il "momento country" di Young non è certo uno dei più interessanti, anzi. Inoltre, una data dell'ultima parte del tour avrebbe se non altro regalato qualche traccia più interessante: la parte migliore del materiale qui presente (un'ottima Southern Pacific dal sapore ferroviario, la rara Motor City) la troviamo già in A Treasure. Ma ci consoliamo con una bella The Ways Of Love e una rarissima Hawks & Doves. Solo per hardcore fan.

QUI l'elenco di tutto il materiale pubblicato in esclusiva su NeilYoungArchives.com

martedì 18 maggio 2021

Crosby Stills Nash & Young: Déjà Vu (50th Anniversary) (Rhino Records)


Cd 1 & LP: Original Album
“Carry On”
“Teach Your Children”
“Almost Cut My Hair”
“Helpless”
“Woodstock”
“Déjà Vu”
“Our House”
“4 + 20”
“Country Girl”
“Whiskey Boot Hill”
“Down, Down, Down”
“Country Girl” (I Think You’re Pretty)
“Everybody I Love You”

Cd 2: Demos
“Our House” – Graham Nash *
“4 + 20” – Stephen Stills *
“Song With No Words (Tree With No Leaves)” – David Crosby & Graham Nash
“Birds” – Neil Young & Graham Nash *
“So Begins the Task/Hold On Tight” – Stephen Stills *
“Right Between The Eyes” – Graham Nash
“Almost Cut My Hair” – David Crosby *
“Teach Your Children” – Graham Nash & David Crosby
“How Have You Been” – Crosby, Stills & Nash
“Triad” – David Crosby
“Horses Through a Rainstorm” – Graham Nash
“Know You Got to Run” – Stephen Stills *
“Question Why” – Graham Nash *
“Laughing” – David Crosby *
“She Can’t Handle It” – Stephen Stills *
“Sleep Song” – Graham Nash
“Déjà Vu” – David Crosby & Graham Nash *
“Our House” – Graham Nash & Joni Mitchell *

Cd 3: Outtakes
“Everyday We Live” – Stephen Stills *
“The Lee Shore” – 1969 Vocal  – David Crosby*
“I’ll Be There” – Stephen Stills *
“Bluebird Revisited” – Stephen Stills *
“Horses Through a Rainstorm” – Graham Nash
“30 Dollar Fine” – Stephen Stills *
“Ivory Tower” – Stephen Stills *
“Same Old Song” – Stephen Stills *
“Hold On Tight/Change Partners” – Stephen Stills *
“Laughing”  – David Crosby*
“Right On Rock ’n’ Roll” – Stephen Stills *

Cd 4: Alternates
“Carry On” – Early Alternate Mix *
“Teach Your Children” – Early Version *
“Almost Cut My Hair” – Early Version *
“Helpless” – Harmonica Version
“Woodstock” – Alternate Vocals *
“Déjà Vu” – Early Alternate Mix *
“Our House” – Early Version *
“4 + 20” – Alternate Take 2 *
“Know You Got To Run” *

* inedita


Principale rassegna stampa estera

Un cofanetto enorme, realizzato amorevolmente, che getta luce su questo disco classico (...) a partire dal primo disco, la versione rimasterizzata che migliora la percezione dei singoli strumenti e restituisce il calore delle inestimabili armonie scaturite dall'originale vinile. (...) Il cofanetto contiene prevalentemente la musica acustica su cui il gruppo ha costruito la propria reputazione, e non a caso è Stills che predomina su diversi brani.
Spin, voto 10

La quantità e la qualità delle canzoni che hanno portato alla luce, escluse da Deja Vu, è davvero sorprendente.
Mojo, voto 10

Déjà Vu: 50th Anniversary Edition è come quei cofanetti dei Beatles nei quali possiamo vedere quanto alcune di quelle canzoni non sarebbero state dei classici, almeno non del tutto, senza l'ultimo pezzetto di arrangiamento vocale o un elemento melodico in più che le ha rese grandi.
Variety, voto 9

La maggior parte del materiale proviene da Crosby, Nash e soprattutto Stills. Per esempio le prime versioni di molti brani che presto sarebbero apparsi negli album solisti del trio. (...) Ci sono altre rarità di Stills - "Same Old Song", "Right On Rock'N'Roll" - e il musicista è autore di ben sette delle undici canzoni del cd delle outtakes, rendendo quindi Stills il protagonista principale. A questi si aggiungono diversi brani di CSN completi delle armonie che li hanno uniti sin dal primo giorno.
Uncut, voto ****½ (su 5)

I pezzi migliori non hanno perso nulla del loro splendore. (...) Ciò che traspare chiaramente è che ognuno dei membri della band stava mettendo da parte materiale per i rispettivi progetti solisti.

L'originale Déjà vu presentava il CSNY come un fronte unito anche se il gruppo si stava già logorando. Questo scavo archeologico racconta l'altra parte della storia: quattro uomini che lavorano insieme e, allo stesso tempo, iniziano a scivolare nei loro mondi separati, a volte in collisione.
Rolling Stone, voto **** (su 5)

Le versioni di CSNY di Sea Of Madness e Everybody's Alone di Young sarebbero state carine anche per gli ascoltatori "principianti", ma resta comunque un'enorme quantità di materiale per i fan. Le demo includono alcune gemme assolute: l'interpretazione meravigliosamente languida di Young e Nash della prima Birds; una delicata e inebriante versione solista di Laughing di Crosby; e la riflessiva interpretazione solista di Sleep Song di Nash. Le outtakes, nel frattempo, rivelano il controllo che Stills aveva preso in studio, con abbastanza materiale per un bell'album solista di jam grintose e intrise di soul.
Record Collector, voto **** (su 5)


martedì 30 marzo 2021

Neil Young: Young Shakespeare (Reprise Records, 2021)


1. Tell Me Why
2. Old Man
3. The Needle and the Damage Done
4. Ohio
5. Cowgirl in the Sand
6. A Man Needs a Maid
7. Heart of Gold
8. Dance Dance Dance
9. Helpless
10. Don't Let It Bring You Down
11. Down by the River
12. Sugar Mountain


Registrato allo Shakespeare Theater di Straford il 22 gennaio 1971.


Rassegna stampa italiana e internazionale

L’album - e il relativo film in DVD presente nell’edizione extra comprendente anche LP e CD - è dunque il resoconto di uno show asciutto e disadorno, messo in scena senza il supporto di alcuna band, con le ombre lunghe a riempire i vuoti della chitarra acustica, del pianoforte e di una voce piena di fragilità. Neil resta per gran parte della performance ricurvo sul proprio strumento, seduto e avvolto da una cornice minimale come la musica che va proponendo.
Voto **** (su 5)

Un concerto sorprendente.
Voto 9

Young Shakespeare è un documento affascinante. Prima di "Sugar Mountain" [Neil] dice di avere 25 anni. Immaginare di avere 25 anni, sapere di avere un nuovo album pronto a uscire e stuzzicare il pubblico con qualche anteprima. Davvero sbalorditivo. Un'altra uscita impeccabile che vede Young scavare tra le sue registrazioni dal vivo per pubblicare dischi interessanti.
Voto 9

Una parte di quello che emerge da questa marea di pubblicazioni d'archivio è essenziale (come l'album inedito del 1974 Homegrown, pubblicato a giugno 2020), alcune cose sono imperdibili anche per i fan di livello medio (Rust Bucket), mentre altre sono solo per fanatici irriducibili (Return to Greendale) [...]. Young Shakespeare appartiene alla seconda categoria, quella media, ed è comunque gratificante.
Voto 8

Nessuna canzone è tirata per le lunghe, qui. Di conseguenza l'inclusione di cavalli di battaglia come "Cowgirl In The Sand" e "Down By The River" è ancora più sorprendente. Ma entrambe le tracce (...) traggono giovamento dalla natura solitaria e cruda delle interpretazioni, così come, in misura ancora maggiore, "Helpless", il contributo di Neil a Deja Vu.
Voto 8

Young Shakespeare è l'ultima gemma venuta alla luce dalla sua cassaforte: una registrazione dal vivo, incontaminata, di Young nella sua essenza più semplice e pura: solo voce, chitarra acustica e armonica (e occasionalmente il piano), registrate nel suo Journey Through The Past tour solista all'inizio del 1971. È affascinante.
Voto 8

Questa esibizione è più modesta che monumentale, e la piccola scala di per sé è affascinante.
Voto 7


giovedì 25 marzo 2021

The Oral History: Neil Young parla di Toast, l'album inedito dei Crazy Horse



Toast è un album a sé stante nella mia collezione. Diversamente da qualunque altro, Toast era così triste che non potevo farlo uscire. L'ho saltato e sono andato avanti, facendo un altro album al posto suo. In quel momento, nel 2001, non potevo gestirlo.
John Coltrane, uno dei miei eroi, ai suoi tempi registrò della musica ai Toast Studios. Allora forse si chiamavano Coast, o forse no. Il nome è cambiato varie volte negli anni. Erano sulla Mission a San Francisco. La porta di servizio dava su un vicolo. Lì dentro e
ra così soffocante che un giorno abbiamo lasciato la porta aperta e abbiamo visto i topi entrare e uscire. Dopodiché siamo usciti a fumare.
La musica di Toast parla di una relazione. C'è un momento in molte relazioni che vanno male, molto prima che si rompano del tutto, in cui una delle due persone, o magari entrambe, si rende conto che è finita. Si trattava di quel momento.
Il sound è torbido, oscuro, ma non in senso negativo. Imponente. Dalla prima nota puoi sentire la tristezza che permea tutto il disco. Quella canzone con quel ritornello, "Non dire che mi ami", si intitola "Quit". Quella dopo, che sembra una hit dei Deep Purple, si intitola "Standing In The Light". "Non voglio andare nel personale, ma mi hai messo in difficoltà" è il verso d'apertura. Poi c'è "Goin' Home", e queste canzoni disegnano un paesaggio dove il tempo non ha importanza, perché tutto quanto va a rotoli. Una donna si è persa con la sua macchina, la città oscura la circonda: passato, presente e futuro. Un posto spaventoso e voi siete il giudice.
Poi la scena cambia, c'è un tizio religioso che ha appena perso il lavoro. Si rivolge a Gesù. E' un taglialegna e non può più abbattere alberi. Infine "Gateway Of Love" che accenna a "rumore di fondo su un cielo che cambia". Mi sono dimenticato di queste canzoni, le ho cancellate dalla mente e sono andato avanti con la mia vita.
Devo dire che i Crazy Horse qui dimostrano una profondità mai vista o sentita prima. Il miglior gruppo che abbia mai incontrato. Questo è un apice. E' stato incredibile dove mi facevano andare, dove mi portavano. "Vorrei stringerti la mano, sig. Delusione". Ora ti vedo negli occhi. Torbido e oscuro. Nessun dubbio in merito. Come puoi essere così reale e intangibile?
Quindi abbiamo proseguito lungo il sentiero. "She's a Healer". Ma non quella volta.

Neil Young 

Traduzione: MPB per Rockinfreeworld

venerdì 19 marzo 2021

Frank Sampedro racconta il suo passato nei Crazy Horse - l'intervista di Stereogum


Il chitarrista Frank "Poncho" Sampedro ci tiene a sottolineare che il concerto di Neil Young e Crazy Horse del novembre 1990 al Catalyst non è stato solo un riscaldamento. La band stava suonando nuove canzoni da un mese prima di salire sul palco del piccolo club di Santa Cruz, a pochi chilometri dal ranch di Young. La serata è stata filmata e registrata ma tutti i piani per un rilascio ufficiale sono stati subito cancellati. Invece, la band - che include anche il bassista Billy Talbot e il batterista Ralph Molina - pubblicò Ragged Glory all'inizio del 1991 e trascorse la maggior parte dell'anno in tour suonando set aggressivi in location che sminuivano il piccolo Catalyst Club. È uno dei tour leggendari di Young, tenutosi nello stesso momento dell'invasione americana dell'Iraq e del boom del rock alternativo.
Poiché quel tour ha in pratica rilanciato la carriera di Young dopo gli abbastanza disastrosi anni 80, è stato a lungo considerato un momento cruciale per l'artista. E poiché lo spettacolo Catalyst non è mai stato rilasciato ufficialmente, è stato a lungo liquidato come una prova generale per ciò che è venuto dopo. Poncho, tuttavia, crede che sia qualcosa di più. "Suonavamo tre set al giorno, cinque giorni alla settimana, per un mese intero", racconta a trent'anni di distanza. "Non era per niente un riscaldamento!" 
Questo fa del quadruplo live Way Down In The Rust Bucket, il cui titolo deriva da un casuale commento di Young, un'aggiunta convincente al suo vasto catalogo e, secondo Poncho, la testimonianza definitiva dei Crazy Horse. "Nel mio cuore penso che Rust Bucket sia uno dei migliori dischi dei Crazy Horse di sempre." (...)
Poncho è uno dei tanti irresistibili personaggi secondari [della storia di Neil Young], che pur avendo trascorso quasi mezzo secolo nei Crazy Horse veniva ancora chiamato il nuovo arrivato. (...) Si è ritirato dopo il tour Alchemy del 2012, quando l'artrite ai polsi gli ha reso troppo doloroso suonare ("Lungo gli spostamenti, nel bus, tenevo entrambi i miei polsi in secchi di ghiaccio"). Oggi vive e fa giardinaggio alle Hawaii, dove ha parlato a Stereogum di come si è divertito a suonare a Zuma Beach, al Budokan e di come si è "messo in quarantena" al ranch di Young.


Hai già avuto modo di scavare nei recenti Archives?
Sampedro: Non sono ancora andato in profondità, è così travolgente passare attraverso tutta quella roba. Non ho mai veramente ascoltato i dischi che Neil ha fatto con altre persone, e ce ne sono tanti lì dentro. Ma qualcuno mi ha mandato "Powderfinger". È stata una delle prime volte che l'abbiamo suonata, e mi ha spaventato sentirla. Stavamo inciampando, era davvero lenta, e Neil usava parole diverse. Non abbiamo suonato uno dei versi. Ma era davvero bello, organico. Tutti mi dicono che devo ascoltare le registrazioni del Budokan.

Cosa ti ricordi di quello show?
Abbiamo preso dell'acido prima di suonare, io e Billy, il bassista. Stavamo solo cercando di essere tranquilli entrando nel locale, e Billy ha detto, "Wow c'è un sacco di fumo qui dentro". Gli ho detto, "Shhh" perché non c'era alcun fumo. Ma appena lui l'ha detto, io l'ho visto. Il posto era strapieno di gente. Era il 1975 e Neil era enorme in Giappone. Quando siamo atterrati all'aeroporto, abbiamo pensato che ci fosse una specie di manifestazione politica in corso. C'erano tutte queste persone trattenute dietro le recinzioni con cartelli e altre cose. Ma erano fan di Neil. Era incredibile.
Quindi io e Billy eravamo in acido. Ho aperto gli occhi solo un paio di volte sul palco perché la prima volta che l'ho fatto, ho colpito le corde della mia chitarra e ho visto come rimbalzavano sul pavimento e poi di nuovo sul soffitto. "Oh merda, meglio lasciar perdere. Suonerò e basta". Chipmunk stava facendo le luci, era così creativo. Billy e Neil erano ai microfoni a cantare le loro parti, e la canzone stava finendo, e ho aperto gli occhi proprio quando Chipmunk stava sparando l'intera gamma di luci. I Mandela fluttuavano fuori dalle loro teste e andavano verso il pubblico. È stato davvero bello, anche se credo di essermi un po' bloccato. Però ricordavo tutte le canzoni e abbiamo suonato davvero bene quella sera. Era quasi impossibile suonare male, c'era così tanta energia positiva. Io e Billy eravamo davvero aperti a tutto, e Neil era entusiasta di quello che stavamo facendo.

Qualcuno ha notato quanto eravate fuori?
Ho guardato Billy e lui sorrideva e si avvicinava, e stavamo per dirci qualcosa. Ma poi Neil ha fatto questi passi da gigante e ha messo la sua testa proprio tra di noi e ha detto: "Ehi, gente, stasera siamo proprio psichedelici!" Fino alla fine dello spettacolo ho continuato a pensare: "Glielo ha detto Billy? Gliel'ho detto io?" In realtà lui non lo sapeva.
L'intera notte finì per essere una folle stravaganza, perché ci portarono direttamente dal locale all'aeroporto. Dovevamo volare a Copenaghen quella notte, e non avevamo con noi un responsabile o un manager. Questo tizio che ci aveva portato in giro per tutta la settimana continuava a dare a Neil una busta gialla, e Neil continuava a restituirgliela. Nessun regalo. Nessun regalo. Ma lui continuava a darla a Neil. Così alla fine sono andato da lui e gli ho detto: "Fammi vedere cosa c'è dentro, Neil". Erano tutti i nostri passaporti e biglietti! "Ci serviranno queste stronzate, amico!"

Eri nei Crazy Horse da meno di un anno, giusto?
Ovunque si dice che ho iniziato a suonare con Neil nel 1975, ma in realtà ci siamo incontrati e abbiamo iniziato a registrare intorno al 1973. Zuma è uscito nel 75, e penso che abbiamo iniziato a registrarlo nel 74. Billy aveva cercato di interrompere un combattimento tra cani sulla spiaggia ed era stato morso alla mano, così abbiamo dovuto aspettare che si riprendesse. Ci vollero dai sei ai nove mesi prima che potesse suonare di nuovo come se stesso. Ma stavamo tutti insieme e ci divertivamo. Nessuno era impegnato in qualcosa. Era tutto abbastanza libero e semplice. Potevamo suonare un po' o non suonare. Naturalmente, quando siamo cresciuti e abbiamo avuto mogli e figli e tutto il resto, le cose sono cambiate. Avevamo delle responsabilità!

Com'è stato unirsi al gruppo? E' stato difficile sostituire Danny Whitten?
Avevano una bella band ma quando Danny è morto... non è stato come se le ruote fossero cadute, ma d'un tratto c'era una ruota mancante. Quando sono arrivato ero così eccitato di essere in una band. Ho portato un sacco di energia. A quel punto della mia vita avevo rinunciato alla musica, anche se suonavo da quando avevo 11 anni e mi ero trasferito a Hollywood nel 1966 per entrare nelle band e fare dischi. Avevo 16 anni. Ci ho provato con tutte le mie forze senza riuscirci. Avevo fatto domanda per un lavoro all'ufficio postale, avevo venduto le mie chitarre. Ero stanco di non avere soldi per l'affitto, di non avere cibo, di vivere nel mio camion e tutte le altre cose folli che devi fare quando sei al verde. Poi arriva Billy e tutto a un tratto stiamo suonando a casa sua e sto incontrando Neil Young. Proprio quando mi ero arreso ce l'ho fatta.
Ho incontrato Neil a Chicago durante le sessions ai Chess Records. Dopodiché è venuto da noi a Echo Park a Los Angeles, e poi ci siamo trasferiti tutti a Zuma Beach, dove abbiamo iniziato a registrare a casa di David Briggs. Ricordo che Neil venne da me e mi disse, "Poncho, sai, ora mi dirigo a San Francisco". Aveva un posto là, e disse che dovevamo andare con lui. "Oh, amico, stai scherzando? Perché dovremmo lasciare Los Angeles? Questo posto è uno sballo". Eravamo sulla spiaggia! C'erano conigliette di Playboy e ragazze di Hustler e tutto andava bene! Facevamo dischi, suonavamo. Cos'altro si poteva desiderare?

Com'era il nord della California rispetto a tutto questo?
Non ho capito cosa stava succedendo finché non siamo arrivati al suo ranch. Era un altro posto incredibile per fare musica. Siamo stati lì per anni. Questa è la differenza tra allora e quello che sarebbe successo in seguito con i Crazy Horse: Neil diceva, "Penso di avere una canzone", e iniziavamo a suonare insieme. Suonavamo alcune canzoni che conoscevamo e poi ne provavamo di nuove. Registrando e divertendoci. Poi andavamo a mangiare fuori. Dopo un po' Neil ci chiamò e disse: "Ehi amico, ho appena ricevuto una chiamata dalla Warner Brothers, dobbiamo fare un disco". Quello era Zuma. Non avevamo un'idea in mente, una cosa oppure l'altra. Era tutto molto aperto. Stavamo solo suonando e registrando, e non sapevamo cosa gli altri facessero con le registrazioni. Continuavamo a produrne di nuove. Non abbiamo mai pensato di mettere insieme una scaletta di esecuzione o altre stronzate del genere. Ci stavamo solo divertendo.

Lo si può sentire nelle registrazioni degli Archivi. C'è un sacco di energia nei take spontanei. Suonate come una band che si sta godendo l'opportunità di esplorare le canzoni, scavarci dentro.
Ecco perché amo quella versione di "Powderfinger". Mi ha davvero riportato a quei giorni a casa di David Briggs quando le stavamo imparando. Neil non aveva ancora finito di scriverle. Ci muovevamo in punta di piedi. Nessuno di noi conosceva la propria parte perché nessuno ne aveva una. Era tutto molto spontaneo. Stavamo trovando la nostra strada insieme. Ed eravamo rilassati. Nessuno era nervoso. Stavamo solo giocando. Continuavamo a migliorare sempre di più. Era la nascita di una nuova band anche se aveva lo stesso nome.
Poi si passa a Rust Bucket, che è stato 15 anni dopo. Neil ci chiama al ranch e ha circa 12 o 14 canzoni pronte. Abbiamo iniziato a suonarle e poi Briggs ha avuto questa grande idea: "voi ragazzi starete in studio a suonate le canzoni più e più volte, ma non potrete mai ascoltare i playback". "Briggs ascolterà i playback. Ci dirà quando siamo bravi." Abbiamo letteralmente suonato tutte le canzoni, cinque giorni alla settimana, per quattro settimane, senza mai riascoltarle. Abbiamo continuato a suonarle e suonarle e suonarle. A quel tempo avevamo una famiglia e stavamo al ranch di Neil, ma non c'era un telefono nella casa dove stavamo. L'altro giorno ho avuto un flash a questo proposito: è stata la mia prima volta in quarantena! Eravamo rinchiusi!

Come ha cambiato il vostro modo di suonare questa strategia di non riascoltare i playback?
C'erano momenti in cui era frustrante. C'erano momenti in cui pensavi: "Amico, ce l'abbiamo fatta! Questo è il take definitivo!" E poi Briggs viene fuori e dice: "Siete stanchi? Sembra che siate un po' stanchi. Forse dovreste fare una pausa". Briggs non ci ha mai fatto capire quanto fossero buoni o meno. Quando ci sentiva suonare bene ne approfittava per spingerci un po' oltre. Ci avrebbe sbattuto in faccia tutti, persino Neil. Era pazzesco vedere questo tizio mettersi davanti a Neil, dicendogli che non sta cantando bene e che sta solo suonando la chitarra. E Neil rispondeva: "No, no, hai ragione, ne faremo un'altra". Allora tutti noi ci rialziamo e facciamo un'altra take come se fosse questione di vita o di morte.
Briggs aveva quel modo di fare. Ci ha motivato, ha tirato fuori il meglio da Neil. Era divertente il modo in cui lo faceva. Certamente non usava una mano gentile. Ci sgridava, ci intimidiva. "Questo è un gruppo rock and roll? Non dovreste suonare il rock and roll?" Ma quando ci ripenso, tutto quello che ha fatto è stato perfetto. Era la nostra bussola, e ci ha davvero portato dove dovevamo andare. Ha fatto sì che la musica fosse tagliente.

Com'è nato lo spettacolo al Catalyst dopo quella maratona di sessions?
Briggs ha deciso che avevamo finito e ha scelto i pezzi per l'album che è diventato Ragged Glory. Ha detto: "Ragazzi, dovete andare a suonare in mezzo alla gente e ricaricarvi di energia prima di portare questo disco in giro". Così abbiamo suonato al Catalyst. Era un concerto nell'area locale. Conoscevamo metà delle persone presenti. Ci abbiamo messo dai 45 minuti a un'ora solo per entrare, perché fuori parlavamo con tutti. Alla fine dello spettacolo non siamo partiti con un tour bus. Siamo andati al bar e siamo usciti con i nostri amici, per poi tornare al ranch.
C'erano circa 800 persone. È una specie di salone storto, tutt'altro che facile. C'è un'ala che si chiude di lato e c'è un muro che è tutto costituito dai vetri delle finestre. Si può vedere la strada. C'erano persone rimaste fuori che potevano sentirci suonare attraverso le finestre. Ovviamente stavamo suonando forte come l'inferno. Quindi c'era un'intera festa di quartiere fuori dal Catalyst. Non c'era altro posto dove suonare lì intorno, nessun altro posto dove le persone potessero vedere il concerto. Quindi sono venuti tutti ed erano tutti nostri amici. Direi che tutti nell'edificio avevano una storia su Neil. "Oh, una volta ho lavorato nel ranch di Neil." Oppure, "Una volta ho lavorato alla sua macchina". "Gli ho consegnato quella chitarra." Qualcuno mi ha detto di aver raccolto Neil che camminava per strada con il suo cane pochi giorni prima. Tutti avevano una storia. L'intero posto è collegato a Neil e al suo ranch. C'era atmosfera, è stato un bene per noi e per la musica.

Dev'essere stato bello uscire dallo studio dopo un mese.
È una delle cose che lo rendono un concerto davvero speciale. La gente dice che l'album Weld, che è stato registrato nel tour successivo, è migliore. Dicono che lì abbiamo suonato più duri ed è stata una performance migliore, e credo che ci sia del vero. Ma qui puoi sentire l'energia rilassata di quella notte, e l'entusiasmo. Si capisce che non eravamo sotto pressione. Non facemmo riscaldamento. Credimi, conoscevamo le canzoni ed eravamo pronti a partire! Neil era elettrico quella notte. Quando ho avuto il disco per la prima volta e ho messo su "Country Home", la prima traccia, ho dovuto stoppare e rimetterla daccapo ancora e ancora. Non l'avevo mai sentita così. O l'avevo dimenticata.
È stato emozionante sentirci suonare così. Dubito che abbiamo mai più raggiunto questo livello. Nell'ultimo tour, Alchemy, che è stato 30 anni dopo, non suonavamo allo stesso modo. Avevamo imparato molto di più sulla musica e padroneggiavamo i nostri strumenti un po' meglio, e nel complesso forse eravamo una band migliore. Ma non credo che avessimo la stessa esuberanza giovanile e l'abbandono sconsiderato nel fare quello che volevamo, e ridere e divertirci. Eravamo più tecnici. Ovviamente i Crazy Horse non potrebbero mai essere definiti una band tecnica! Ma eravamo al massimo della nostra tecnica.


Traduzione originale fornita da Paolo Palù
Revisione della traduzione: MPB, Rockinfreeworld

lunedì 15 marzo 2021

NYA: elenco del materiale inedito esclusivo (outtakes, concerti e video)


Di seguito l'elenco del materiale reperibile solo su NYAin costante aggiornamento man mano che viene rilasciato sul sito.


TRACCE (OUTTAKES)

L'elenco è in ordine cronologico e per agevolarne la lettura è raggruppato per periodo; viene indicato l'album di riferimento anche se non sempre si tratta di outtakes dell'album (per i dettagli si veda NYA e Archives Selected Tracks). Comprende i BD-Live e le hidden tracks del box versione bluray di Archives Vol.1.

Early Years
  • I Wonder (The Squires) 64/11/23
  • I Wonder (The Squires) 65/03/8-12
  • I Ain't Got The Blues 65/12/15
  • Go On And Cry (Mynah Birds) 66/01/??
  • It's My Time (Mynah Birds) 66/01/??

Buffalo Springfield
  • Flying On The Ground Is Wrong (demo) 66/06/10
  • Runaround Babe (demo) 66/06/10
  • Mr Soul (live at Hollywood Bowl) 67/04/29
  • Expecting To Fly (demo) 67/05/02
  • Whiskey Boot Hill 67/05/06
  • Broken Arrow (demo) 67/08/15
  • High School Graduation 67/08/15
  • This Is It (estratto dall'ultimo concerto degli Springfield) 68/05/05

Neil Young
  • What Did You Do To My Life? (mix originale con CSG) 68/09/28
  • Here We Are In The Years (NY Remix 2009) 68/10/02
  • Here We Are In The Years (mix originale con CSG) 68/10/02
  • If I Could Have Her Tonight (mix originale con CSG) 68/10/07

Everybody Knows This Is Nowhere
  • Cinnamon Girl (single version) 69/03/20

Oh Lonesome Me
(incisioni per un secondo disco dei Crazy Horse non completato)
  • Birds (take integrale) 69/08/03
  • Wonderin' 69/08/05 [inclusa anche in After The Gold Rush 50th ann.]

Crazy Horse 1970 Live Tour
  • Cinnamon Girl (live at Fillmore East) 70/03/07

Harvest
  • Dance Dance Dance 71/02/07

Time Fades Away studio
  • Come Along And Say You Will 72/11/15

Time Fades Away Live Tour 1973
  • The Loner (live at Tuscaloosa) 73/02/05

Tonight's The Night
  • Wonderin' 73/08/21
  • Walk On 73/08/26

On The Beach
  • Ambulance Blues 73/12/05
  • Human Highway 73/12/05
  • Mellow My Mind 73/12/08
  • Tonight's The Night 74/03/04

Homegrown
  • Barefoot Floors 74/06/15
  • Changing Highways 74/12/04 (primo take)
  • Daughters 74/12/11

Dead Man Soundtrack
  • Dead Man Theme 95/03/27

Le Noise
  • Sign Of Love (mix con Dave Grohl) 10/04/27


CONCERTI INTEGRALI (CONCERT TIMELINE)

Da marzo 2021 questo materiale è disponibile solo per gli abbonati di tipo Rust e Patron (leggi qui cosa significa).
  • USA Tour - 06/11/1976 Boulder, Colorado [setlist] con Crazy Horse
  • International Harvesters Club Tour - 06/06/1984 San Jose, California [setlist] con International Harvesters
  • Sponsored By Nobody Tour - 18/08/1988 Toronto, Ontario, Canada [setlist] con Bluenotes
  • European Tour (Freedom) - 11/12/1989 Paris, France [setlist] con Frank Sampetro e Ben Keith 
  • Eurotour 01 - 3/7/2001 Stockholm, Sweeden [setlist] con Crazy Horse 
  • Continental Tour - 22/4/2009 Kelowna, Canada [setlist] con Electric Band
  • Twisted Road Tour - 29/5/2010 Atlanta, Georgia [setlist] solo
  • Alchemy Tour - 9/3/2013 Hunter Valley, Australia [setlistcon Crazy Horse
  • Alchemy Tour - 13/3/2013 Melbourne, Australia [setlistcon Crazy Horse
  • Rebel Content Tour - 7/6/2016 Belfast, Ireland [setlist] con Promise Of The Real
  • POTR European Tour - 9/7/2019 Antwerpen, Belgium [setlist] con Promise Of The Real


VIDEO (FILM, CONCERTI, CLIPS)

Questa lista raccoglie i principali streaming video esclusivi di NYA (anche quelli passati in streaming una volta sola poi non più disponibili). Per comodità vengono elencati a parte i filmati sempre disponibili per tutti nella sezione Cabinet, ovvero allegati alle schede delle canzoni.
Da marzo 2021 parte di questo materiale è disponibile on demand per gli abbonati di tipo Rust e Patron (leggi qui cosa significa). Oltre a quelli in elenco sono disponibili su NYA anche gran parte dei filmati storici (si veda Filmografia).

Lungometraggi (concerti e film)
  • BBC In Concert (1971)
  • Solo Trans (1983)
  • Austin City Limits (1984)
  • In A Rusted Out Garage (1986)
  • Live at Buffalo War Memorial 16/02/91 (1991)
  • Sleeps With Angels Sessions (1994)
  • Dead Man Sessions (1995)
  • Big Island Transmission (2000)
  • Live in London 14-15/03/08 (2008)
  • Trunk Show (2009)
  • Le Noise Complete Sessions (2010)
  • Home Town: Live in Omemee 01/12/17 (2017)
  • Live at Warnors Theater 01/05/18 (2018)
  • Live at Lobero Theater 20/06/18 (2018)
  • Live at Fox Theater 03/07/18 (2018)
  • Live at State Theater 29/01/19 (2019)
  • Live in Winnipeg 03/02/19 (2019)
  • Live in Winnipeg 04/02/19 (2019)
  • Live in Kilkenny 17/07/19 (2019)
  • Mountaintop: Colorado Sessions (2019)
  • Timeless Orpheum (2019)
  • Fireside Sessions (2020)
  • Fireside Sessions II (2020)
  • Fireside Sessions III (2020)
  • Fireside Sessions IV (2020)
  • Fireside Sessions V - Barnyard Edition (2020)
  • Fireside Sessions VI - Porch Edition (2020)

Video brevi
  • Throw Your Hatred Down - Dublino w/Pearl Jam (da Mirror Ball Live) (1995)
  • Mr. Soul (da Alchemy) (2012)
  • Like A Hurricane (da Alchemy) (2013)
  • Hometown rehearshals clip (2017)
  • Comes A Time - Hometown rehearshals (2017)
  • Ohio - Music Hall (2018)
  • Green Is Blue - Polar Vortex Tour (edit diverso rispetto a T. Orpheum) (2019)
  • Southern Man - Polar Vortex Tour (edit diverso rispetto a T. Orpheum) (2019)
  • Thrasher - Polar Vortex Tour (edit diverso rispetto a T. Orpheum) (2019)
  • Think Of Me - Mountaintop outtake (2019)
  • Love To Burn - w/POTR Eugene (2019)
  • Fuckin' Up - w/POTR Eugene (2019)
  • Like An Inca - w/POTR Eugene (2019)
  • Words - w/POTR Eugene (2019)
  • Turn Off The News - w/POTR Eugene (2019)

Cabinet
  • Alabama CSNY studio overdubs (1971)
  • Santa Monica Flyers in LA - clip (1973)
  • Tonight's The Night release party - clip (1975)
  • NY in Glasgow (Old Laughing Lady/Sugar Mountain) (1976)
  • My My Hey Hey with Devo extended cut (1978)
  • Cry Cry Cry - music video (1983)
  • Wonderin' - music video (1983)
  • Are There Anymore Real Cowboys? - music video (1985)
  • Weight Of The World - music video (1986)
  • People On The Street - music video (1986)
  • Pressure - music video (1986)
  • Touch The Night - music video (1986)
  • Hey Hey - music video (1988)
  • This Note's For You - music video (1988)
  • From Hank To Hendrix - Deer Creek (1992)
  • Harvest Moon - music video (1992)
  • Unknown Legend - music video (1992)
  • Big Time - music video (1996)
  • This Town - music video (1996)
  • Who's Gonna Stand Up? live (2014)
  • John Hanlon mastering Homegrown (2019)