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Early Daze: la recensione di Rolling Stone e rassegna stampa internazionale

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clicca per acquistare Prima di Micah Nelson, prima di Nils Lofgren e prima di Frank "Poncho" Sampedro, c'era Danny Whitten. Il chitarrista originale dei Crazy Horse è morto più di 50 anni fa, ma il segno che ha lasciato su Neil Young e sulla band persiste ancora oggi. Basta guardare uno spezzone del recente tour, ora sospeso, in cui Nelson canta "Cinnamon Girl". In quelle armonie - al tempo stesso dolci e roche, che forniscono sostegno senza mai mettere in ombra, potenti e piene di potenziale - riecheggia Whitten. Lui è lo spirito dei Crazy Horse, che non è mai scomparso. "Ogni musicista ha una persona sul pianeta con cui può suonare meglio che con chiunque altro", ha detto una volta Young. "Una sola. La mia era Danny Whitten". Whitten morì per un'overdose di alcol e valium nel novembre 1972. Si tratta di un evento così lontano nel tempo che si verificò appena un anno dopo Jim Morrison e, incredibilmente, prima di Nick Drake e Gram Parson

Neil Young & Crazy Horse: Early Daze (Reprise Records, 2024)

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clicca per acquistare Dance Dance Dance Come On Baby Let’s Go Downtown  Winterlong Everybody’s Alone  Wonderin’  Cinnamon Girl Look At All The Things Helpless  Birds Down By The River Come tanti altri dischi degli Archives, anche Early Daze è una macchina del tempo in grado di riportarci indietro, questa volta nel 1969, anno in cui si formarono i Crazy Horse dopo che Neil Young fece suoi i The Rockets, la band che vedeva Danny Whitten, Ralph Molina, Billy Talbot, George e Leon Whitsell, e che aveva da poco pubblicato un primo album, omonimo. Come sappiamo, Molina, Talbot e Whitten rimasero con Young, ma Whitten avrebbe presto avuto un fatale tracollo nella tossicodipendenza, per poi morire tre anni dopo. Basta ascoltare Early Daze una sola volta per riconoscergli un pregio innegabile: quello di essere piacevole e compatto quanto un album. Però non lo è, trattandosi di un collage che spanna tra due momenti di registrazione ben distinti. Gli Horse infatti si riunirono una prima volta ne

Fu##in' Up: rassegna stampa internazionale e italiana

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Clicca QUI per acquistare Recensioni internazionali "Sebbene Fu##in' Up mantenga la stessa sequenza di brani di Ragged Glory, i titoli sono cambiati, ciascuno prendendo in prestito un testo dalle canzoni stesse. E quando l'album si discosta musicalmente dal materiale di partenza, lo fa con sottigliezza e determinazione. Slant Magazine , voto **** (su 5) "Fu##in Up  cattura Young e gli Horse in forma smagliante. Nelson è un collega capace di duellare con Young, accompagnando con intuito gli assoli della Old Black, mentre il pianoforte honky-tonk di Lofgren conferisce a queste canzoni ruvide e lineari una qualità vibrante." Uncut, maggio 2024 , voto **** (su 5) Young e i Crazy Horse non ripetono mai le loro canzoni nello stesso modo, naturalmente, e Fu##in' Up è un esempio del loro spirito spontaneo ed esplorativo. Ascoltare questi vecchietti scatenare un uragano di suoni monolitici è ogni volta irresistibile. Classic Rock Magazine , voto **** (su 5) C'è un

Neil Young & Crazy Horse: Fu##in' Up (Reprise Records, 2024)

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Clicca QUI per acquistare 1. City Life ( Country Home) 2. Feels Like A Railroad ( White Line) 3. Heart Of Steel (Fuckin ' Up) 4. Broken Circle ( Over And Over) 5. Valley Of Hearts ( Love To Burn) 6. Farmer John 7. Walkin' In My Place ( Mansion On The Hill) 8. To Follow One's Own Dream (Days That Used To Be) 9. A Chance On Love ( Love And Only Love) Crazy Horse: Neil Young, Ralph Molina, Billy Talbot, Nils Lofgren, Micah Nelson Registrato il 4 novembre 2023 al The Rivoli, Toronto Prodotto da "The Volume Dealers" (Neil Young & Niko Bolas) Fu##in' Up  è il nuovo disco live di Neil Young & Crazy Horse (con l'aggiunta di Micah Nelson), registrato durante il "concerto segreto" al Rivoli Club di Toronto, il 4 novembre 2023. La band si è infatti esibita a una festa privata, e mantenuta segreta fino al giorno successivo (quando il sito  Thrasherswheat  lo ha riportato in seguito alla testimonianza di uno dei presenti). Si è trattato di u

Stephen Stills: un excursus nei suoi primi anni e il ricordo di Crosby (Independent, 2023)

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Nell'agosto del 1971, Stephen Stills arrivò a Berkeley per le date conclusive del suo primo tour da solista e, a sorpresa, gli fece visita David Crosby. Solo un anno prima il pionieristico supergruppo folk-rock Crosby, Stills, Nash & Young era imploso in una bufera di alcol, cocaina, ego e triangoli amorosi. Quella sera, tuttavia, non ci fu alcun rancore. "Venne a trovarmi nel camerino prima dello spettacolo", ricorda Stills, che invitò prontamente il suo vecchio amico a unirsi a lui sul palco. "Gli dissi: facciamo The Lee Shore, e lui disse, va bene! Non l'abbiamo provata tante volte, e si vede, ma è così che andava all'epoca. Era fantastico". Il loro duetto appare all'inizio del nuovo album di Stills, Live at Berkeley 1971, tratto dalle registrazioni che l'ex chitarrista dei Buffalo Springfield ha recentemente portato alla luce durante un'escursione nel suo archivio. Oggi Stills ha 78 anni e mi parla in videochiamata dalla sua casa sull

"Eravamo tutti gonfi di ego": Stephen Stills ricorda CSNY e Deja Vu (intervista di Uncut, 2021)

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Ciao Stephen, come va? Stills: Sto uscendo dal letargo. Ieri ho fatto la seconda dose [di vaccino Covid, ndt] e non mi sono caduti i capelli, quindi sono ancora della partita. È stato come prendersi un lungo anno sabbatico. Lo stress è diminuito gradualmente, quando ho capito che ero a mio agio nel mio rifugio, mi sono come spento. È stato fantastico, in realtà, e mi ha permesso di vedere le cose da una prospettiva diversa. Vivo nel centro di Los Angeles, sulle colline di Hollywood tra Sunset e Ventura, un po' più in là di Laurel Canyon. Mi piace questo posto. Come vanno le cose negli Stati Uniti? Qui sono impazziti tutti per un po'. Spero che voi, laggiù, stiate bene. Gli inglesi hanno un po' più di disciplina. Ho vissuto a Londra e poi ho comprato una casa nel Surrey e mi è piaciuta molto. Ve la cavate piuttosto bene con gli eccentrici. Lasciate vivere le persone. È vero, come al Chelsea Arts Club. Ha fatto musica mentre eri in letargo? Ho trovato un accordo con il mio b

Last Dance: la storia della prima versione di Time Fades Away in studio

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(Ultimo aggiornamento 19/7/24) Qualche giorno fa, il sito ufficiale NYA  ha rilasciato per i suoi abbonati una manciata di outtakes inedite , tra le quali spiccavano "New Mama" e "Last Dance" tratte dalle sedute di registrazione svolte al Broken Arrow Ranch nel dicembre 1972 da Neil Young con gli Stray Gators, cioè lo stesso gruppo di musicisti che l'aveva accompagnato l'anno prima per Harvest . Erano Ben Keith (alla pedal steel e al dobro), Jack Nitzsche (piano), Tim Drummond (basso) e Kenny Buttrey (batteria). Le sedute rimasero totalmente inedite, salvo per "Lookout Joe" che Young riciclò poi in Tonight's The Night . A essere incisa, a fine '72, fu l'ossatura di un nuovo disco che aveva già persino un titolo: Last Dance . Avrebbe dovuto essere l'antesignano, in versione studio, di Time Fades Away , il famigerato live album del 1973 fatto di materiale inedito e pura abrasività chitarristica. Tutto il contrario, insomma, di quel ch

Before & After: rassegna stampa italiana

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Il disco scorre con gran leggerezza, nobilitato dalla voce del burbero canadese. Una voce sempre chiara, anche quando rispolvera brani  di cinquant’anni fa (On The Way Home, Burned, Birds, Mr.Soul). Un solo inedito, If You Got Love, brano escluso dalle sessioni futuristiche di Trans, completa la selezione, che pesca anche da Ragged Glory,  Comes A Time, fino recente Barn e, con ben due brani, dal sottovalutato Sleep With Angels. TomTomRock , voto 8 (su 10) Before And After è [...] la commovente riflessione sul tempo e le cause per cui vale la pena battersi che Neil Young ha voluto consegnarsi, all’alba dei suoi 78 anni. Un lungo flusso di coscienza senza alcuna sovrastruttura o levigatura, non certo per mostrare il fianco, quanto per fare il punto sui grandi slanci fin qui intrapresi. Scombinati sì, ma anche carichi di emotività e calore. Rockol , voto 7,5 (su 10) L’immagine che si stampa nella mente è quella di un ex-giovane che canta con voce tremolante, curvo sulla chitarra acustica

David Crosby: tutti i testi tradotti in italiano

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18 gennaio 2024: o ggi cade il primo anniversario della scomparsa di Croz. Per rendergli omaggio abbiamo atteso oggi per pubblicare la traduzione italiana di tutte le sue canzoni, un progetto che stavamo preparando da un paio d'anni. Le potete trovare su questa nuova sezione , che ospiterà le traduzioni complete di Crosby, Stills & Nash. David Crosby è il primo dei tre cantautori che pubblichiamo. Trovate tutte le sue lyrics, sia quelle che hanno costituito la sua carriera solista (da  If I Could Only Remember My Name  all'ultimo  For Free,  compresi i progetti dei CPR), sia quelle facenti parte degli album collettivi di Crosby Stills & Nash, Crosby Stills Nash & Young, e Crosby & Nash. Buona lettura e buon ascolto (o ri-ascolto) di queste meravigliose canzoni.

Before & After: recensioni internazionali

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Le canzoni raramente migliorano, fedeli a un'asperità che dà la sensazione di ascoltare delle demo semilavorate. Ma il songwriting è, ovviamente, stellare. DIYmag , voto **** (su 5) Senza le distrazioni e le variabili di una band al completo, si può apprezzare meglio il modo in cui l'album è stato assemblato, con sottili passaggi musicali, un montaggio intelligente e l'attenzione alle tematiche ricorrenti delle liriche. Slant Magazine , voto **** (su 5) L'unico passo falso è Mother Earth, dove la chitarra distorta della versione originale viene sostituita da un organo a pompa, e dato che la voce di Young ruba ancora la scena, la scelta sembra limitarsi a un cambiamento puramente estetico, rispetto alle più fantasiose rielaborazioni del resto della scaletta. The Observer , voto **** (su 5) Mostra la persistenza di certi temi e certi stati d'animo nel tempo, ripercorsi da un uomo che fa i conti con il proprio passato e che getta nuova luce sui propri solchi più profon

The Road Home: una conversazione con Neil Young (KCBX, 2023)

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Raccontaci com'è nata l'idea dell'album. Non suonavo da qualcosa come tre anni, tre e mezzo, da quando è arrivato il Covid, e pensavo che avrei potuto anche non andare più in tour, ma ho continuato a fare album, a scrivere canzoni. Solo che non suonavo in pubblico. Poi, all'inizio di quest'anno, mi è tornata la voglia di farlo. Ma di solito quando faccio un tour ho delle nuove canzoni, perché sono quelle che tengono acceso il mio fuoco, diciamo così. In questo caso non ne avevo scritta nessuna ma la cosa non mi turbava, perché arrivano quando arrivano, dopo averne scritte tante so come funziona. Non mi costringo ad averle. Così ho deciso che avrei cantato delle canzoni che avevano un significato per me, anche se magari non erano le hits che la gente voleva sentire, o quel genere di cose che un artista normalmente fa. Ho pensato che sarei andato in tour e avrei fatto ciò che volevo, avrei cercato di suonare quelle canzoni e vedere come mi sentivo. Ho scelto una manci