Time Fades Away: la recensione di Let It Rock Magazine, 1973
Proprio mentre stavo mettendo su il disco entra un'amica. E' depressa come al solito, dice di sentirsi sola, alternando sprazzi di arroganza e di umiltà . Neil Young non le piace. Mi parla dei suoi problemi; io ascolto metà lei e metà il disco. "Non sono mai stata così confusa, e questo la dice lunga", dice con una specie di sorriso. Young borbottava qualcosa sulla "sperimentazione" e la frase successiva che ho colto è stata "I was about as scared as I could be". Restiamo in silenzio per un po', poi lei inizia a camminare avanti e indietro, agitandosi, inveendo contro tutto ciò che le passa per la testa. Alla fine il disco riesce a scalfirla. "Non sopporto questi ricchi stronzi", dice, "non fanno niente, assolutamente niente". Poi scende al piano di sotto per fare una telefonata proprio mentre il caro vecchio Neil cantava "I'm just a pauper in a naked disguise, a millionaire in businessman's eyes, oh friend of mi...