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Visualizzazione dei post da 2020
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Homegrown: sessions complete, evoluzione e tracklist inedite

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[ultimo aggiornamento: 29/12/20] I concept di Homegrown e Mediterranean Alla fine dell'estate 1974, il tour per arene di CSN&Y (il famigerato Doom Tour su cui potete leggere più informazioni QUI ) fa tappa in UK per il concerto al Wembley Stadium, a cui Neil Young fa seguire un breve periodo di vacanza in Europa.  Johnny Rogan, in  Neil Young: Zero To Sixty, racconta: « dopo il suo soggiorno ad Amsterdam, Young aveva in mente l'acqua [...] e compose con ardore una manciata di nuove canzoni accomunate dal tema dell'acqua [...] che secondo lui avrebbero dovuto costituire il cosiddetto  water album : "Frozen Man", "Star Of Bethlehem", "Maui Mama (Hawaiian Sunrise)", "Deep Forbidden Lake", "Love Art Blues" e "Vacancy". C'era anche una title-track già pronta, "Mediterranean", che rappresenta il desiderio di Young di prendersi una vacanza dalla celebrità. [L'album] non andò in porto a causa di que

Archives Vol.2: rassegna stampa internazionale

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Archives Vol. II è l’audioenciclopedia del periodo migliore di Neil Young Il secondo box set dedicato agli archivi del cantautore è pieno di capolavori, ma anche di canzoni imperfette: «La gente deve sapere che facevo musica ora grande e ora pessima» Il 26 agosto 1973, Joni Mitchell arriva allo Studio Instrument Rentals di Los Angeles, mentre Neil Young e la sua band – i Santa Monica Flyers – registrano l’ubriaco Tonight’s the Night. Insieme ai chitarristi Ben Keith e Nils Lofgren, il batterista Ralph Molina e il bassista Billy Talbot, Mitchell e Young cantano Raised on Robbery, un brano che presto sarebbe uscito sull’album della cantante Court and Spark. Se le session di Tonight’s the Night sono state «una veglia irlandese sbronza», come le ha definite Talbot, questa take di Raised on Robbery ne rappresenta l’elogio funebre. Mitchell e Young, due canadesi del segno dello Scorpione le cui strade si sono incrociate ben prima di quella notte, cantano assieme il ritornello, con la voce di

Return To Greendale: recensioni internazionali e italiane

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Una celebrazione della vita quotidiana che dipinge un ritratto delle varie generazioni della famiglia Green in una città immaginaria della California, mentre viene sconvolta dalle sparatorie e dall'invadenza delle multinazionali. (...) Neil è sciolto, elementare, colloquiale, un po' predicatore, un tocco irascibile. Non ci sono sorprese, ma (...) i Crazy Horse sono un sicuro piacere. The Times , voto **** (su 5) Questo disco e il film che lo accompagna sono pieni di dure verità sulla negligenza delle istituzioni soprattutto quando si tratta di affrontare il cambiamento climatico invece di fare profitti a spese dell'ambiente. Questa storia multi-generazionale sembrava destinata sia ai boomers che ai loro eredi, sottolineando che dovremmo preoccuparci tutti dell'amministrazione della Terra in modo progressista e lungimirante. Se questi sentimenti risuonano ancora oggi, è perché Young canta di queste cose da sempre. Exclaim , voto 8 (su 10) Va oltre il concetto di brani in

Neil Young Archives Vol.2 1972-1976 (Reprise Records, 2020)

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Date di uscita: 20/11/2020 Deluxe Limited Edition (3.000 copie, esaurita) 05/03/2021 Deluxe Edition (seconda tiratura) + Retail Edition * inedito assoluto # versione inedita + pubblicato su singolo 45" Disc 1: Everybody's Alone (1972-73) Letter From 'Nam * (NY solo, 15/11/72) Monday Morning [Last Dance] # (NY solo, 15/11/72) The Bridge #  (NY solo, 15/11/72) Time Fades Away # (NY & Stray Gators, 15/12/72) Come Along And Say You Will * (NY & Stray Gators, 15/12/72) Goodbye Christmas On The Shore * (NY & Stray Gators, 15/12/72) Last Trip To Tulsa + (live, NY & Stray Gators, 18/02/73) The Loner # (live, NY & Stray Gators, 01/03/73) Sweet Joni *  (live, NY solo, 11/03/73) Yonder Stands The Sinner (dall'album Time Fades Away, NY & Stray Gators, 17/03/73) L.A. (Story) # (live, NY solo, 01/04/73) L.A. # (live, NY solo, 01/04/73) Human Highway # (Crosby Stills Nash & Young, 29/6/73) Disc 2: Tuscaloosa (live, NY & Stray Gators, 05/02/73) [già e

Neil Young & Crazy Horse: Return To Greendale (Reprise Records, 2020)

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1. Falling From Above 2. Double E 3. Devils Sidewalk 4. Leaving The Drive 5. Carmichael 6. Bandit 7. Grandpa's Interview 8. Bringin' Down Dinner 9. Sun Green 10. Be The Rain Registrato al Air Canada Center, Toronto, il 4 settembre 2003. Prodotto da Neil Young & L.A. Johnson. Mixato da Tim Mullingan, eccetto "Bandit" mixata da John Hanlon. Nel 2003 Neil Young & Crazy Horse tornano in tour portando al pubblico (che nel corso dei decenni ha imparato a conoscere e persino ad amare le bizzarrie del canadese errante) una rock-opera in dieci nuove canzoni. Le melodie sono semplici, molto blues, i testi lunghi e narrativi. Protagonista della storia è la variopinta famiglia Green che abita nel piccolo paesino di Greendale. Alla base delle vicissitudini raccontate ci sono considerazioni sull'ecologia, sulla società dei mass-media e sulla politica. Intendiamoci, la profondità con cui queste tematiche vengono sviscerate non è quella che trovereste in un saggio di Noam

Neil Young: The Times (Reprise Records, 2020 - EP)

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1. Alabama 2. Campaigner 3. Ohio 4. The Times They Are A-Changin' 5. Looking For A Leader 2020 6. Southern Man 7. Little Wing Prodotto da Neil Young & Niko Bolas ("The Volume Dealers") The Times è un EP nato con l'ultimo video della serie delle Fireside Sessions, registrato da Neil Young nella propria casa in Colorado insieme alla moglie Daryl durante i mesi di lockdown. Le sette canzoni selezionate per questa performance hanno connotati politici e l'EP, non a caso, esce a poche settimane dalle elezioni presidenziali americane. Da tempo Young sul suo sito ufficiale ( www.neilyounarchives.com ) sta portando avanti una campagna contro Trump, arrivando persino a fargli causa per l'uso "improprio" di due sue canzoni ("Rockin' In The Free World" e "Devil's Sidewalk"). In The Times la canzone più apertamente anti-Trump è "Looking For A Leader 2020", ovvero la rivisitazione del brano che chiedeva l'impeachment d

La causa di Neil Young contro Donald Trump

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Da  it.businessinsider.com Young vs. Trump: è questo il titolo dell’ennesimo (chissà se ultimo) fascicolo legale aperto contro Donald Trump. A muovergli causa, questa volta, è l’icona rock Neil Young che sostiene che la campagna per la rielezione del Presidente avrebbe violato le leggi sul copyright suonando le sue canzoni durante manifestazioni ed eventi politici. Il canadese ha contestato l’uso di "Rockin in the Free World" e "Devil’s Sidewalk" per quella che ha definito una “campagna antiamericana di ignoranza e odio”. Le canzoni sono state usate anche di recente, nel (non) raduno di Tulsa e in quello sui monti Rushmore lo scorso 4 luglio. Young ha affermato di essersi lamentato dell’uso della sua musica da parte di Mr Trump dal 2015, ma di essere stato “intenzionalmente” ignorato. Il cantante, che ora è ufficialmente cittadino americano dopo aver vissuto nel paese per decenni, chiede danni fino a 150.000 dollari. La campagna Trump non ha ancora commentato. Rasse

Woodstock - Back To The Garden: il set completo di CSNY

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Il gigantesco box-set uscito nel 2019 per il 50° anniversario di Woodstock, intitolato Back To The Garden (38 dischi con i 3 giorni di musica al completo) contiene un intero cd dedicato a Crosby Stills Nash & Young. Finalmente possiamo ascoltare il loro set (18 agosto 1969) per intero, compresa la "Sea Of Madness" di Young originale (in tutte le edizioni precedenti per questo brano è sempre stata inserita una versione live eseguita al Fillmore East). Anche "Wonderin'" è inclusa qui per la prima volta. Sebbene l'audio non sia ovviamente di qualità ineccepibile in tutte le tracce, questa testimonianza è davvero preziosa per i fan di CSNY: il concerto di Woodstock rappresenta infatti la seconda apparizione in pubblico del supergruppo, che aveva debuttato solo due giorni prima, il 16 agosto, a Chicago. Stampato in un numero di copie limitato, visto anche l'impegno, è molto difficile da recuperare nella sua interezza (esistono varie versioni, sia fisi

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Homegrown: rassegna stampa italiana

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In quegli anni Young stava attraversando un periodo difficile, mentre la relazione con l'attrice Carrie Snodgrass (i due erano legati dal 1971), stava finendo e molte delle canzoni che stava scrivendo erano riferite proprio a questa vicenda. Canzoni "troppo personali" disse Young a Cameron Crowe in un'intervista per Rolling Stone dell'epoca. Il cantautore aveva messo tutta la sua sofferenza nella musica, ma non si sentiva a suo agio nel farla ascoltare al mondo. TGcom24 , comunicato  “Non chiederò scusa”, annuncia Young nella prima canzone, Separate Way, mentre le parole si fondono con la pedal steel di Ben Keith. In Mexico piange la sua perdita su poche note di pianoforte: “Il sentimento è svanito, perché è tanto difficile tenersi stretto un amore?”. La lenta Try è lievemente più ottimistica, con Young che canta in modo giocoso: “Tenterei la fortuna, ma cazzo, Mary, non so ballare”, una citazione di una delle battute preferite della madre di Snodgress.

Homegrown: recensioni internazionali

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Sette canzoni non sono mai state rilasciate prima d'ora, inclusa la sentita "Separate Ways" in apertura. Sopra la solida e minimale batteria di Levon Helm, il coro e Young danno il meglio di sé, tanto melodico quanto meditativo, tanto pensieroso quanto potente. [...] La sciolta "Vacancy" è l'ultima nuova canzone, un instant-classic (se si può definire "istantaneo" un brano rimasto nel cassetto per 46 anni). New Musical Express , voto ***** (su 5) Homegrown è un'aggiunta essenziale al catalogo di Young e la migliore delle sue numerose pubblicazioni d'archivio da quel Live at the Fillmore East (registrato nel 1970 e pubblicato 36 anni dopo) che è stato altrettanto essenziale. Variety , rece positiva Homegrown si afferma come un legittimo capitolo - forse persino richiesto - dell'eredità [di Young], l'ennesima audace affermazione di uno dei giganti della musica dell'ultima metà del secolo. Paste Magazine , voto 9

Neil Young: Homegrown (Reprise Records, 2020)

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1. Separate Ways 2. Try 3. Mexico 4. Love Is A Rose 5. Homegrown 6. Florida 7. Kansas 8. We Don't Smoke It No More 9. White Line 10. Vacancy 11. Little Wing 12. Star Of Bethlehem Prodotto da Neil Young & Elliot Mazer, Ben Keith, Tim Mulligan Che dire di un album entrato nella leggenda e rimasto nel cassetto (anzi, negli Archivi) per quasi mezzo secolo? Dopo averlo assemblato principalmente in alcune session tra il dicembre 1974 e il gennaio 1975, Neil lo accantonò in favore dell'uscita di Tonight's The Night (registrato nell'estate del 1973), e forse col senno di poi si può anche comprendere questa decisione (TTN è senz'altro più coeso e peculiare da un punto di vista artistico). Homegrown ha una natura di collage come molti dischi di quel periodo e si assesta interamente su binari musicali di pacata rilassatezza, ben rappresentata dalla copertina bucolica col contadinotto che si sbafa la pannocchia. La chitarra elettrica c'è, ma è tenu