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Neil Young - Homegrown

Il celeberrimo album inedito del 1975, rimasto fino a oggi negli archivi, vede finalmente la luce in via ufficiale. 12 canzoni, tra inedite e prime versioni di brani già conosciuti, provenienti da un momento d'oro per il Canadese. Imperdibile!

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Neil Young Archives

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mercoledì 15 luglio 2020

Homegrown First Draft: la prima stesura e le tracklist inedite


Alla fine dell'estate 1974, il tour per arene di CSN&Y (il famigerato Doom Tour su cui potete leggere più informazioni QUI) fa tappa in UK per il concerto al Wembley Stadium, a cui Neil Young fa seguire un breve periodo di vacanza in Europa. Johnny Rogan, in Neil Young: Zero To Sixty, racconta: «dopo il suo soggiorno ad Amsterdam, Young aveva in mente l'acqua [...] e compose con ardore una manciata di nuove canzoni accomunate dal tema dell'acqua [...] che secondo lui avrebbero dovuto costituire il cosiddetto water album: "Frozen Man", "Star Of Bethlehem", "Maui Mama (Hawaiian Sunrise)", "Deep Forbidden Lake", "Love Art Blues" e "Vacancy". C'era anche una title-track già pronta, "Mediterranean", che rappresenta il desiderio di Young di prendersi una vacanza dalla celebrità. [L'album] non andò in porto a causa di quelli che successivamente furono definiti "problemi tecnici" [...], Young decise subito di registrare un lavoro completamente nuovo.»
Questo nuovo lavoro sarà Homegrown, la cui genesi viene raccontata da Rogan in questi termini: «dopo un mese concluse la sua vacanza e rientrò al ranch il 13 ottobre [1974] per un ultimo tentativo di risollevare il suo rapporto con Carrie [Snodgress, la sua prima moglie]. [...] Il dualismo che aveva drammatizzato in "Love Art Blues" si era virtualmente concluso con la vittoria dell'arte sull'amore.»
Nonostante il songwriting tradizionale e le atmosfere musicali pacate e nostalgiche sullo stile di Harvest, la forza compositiva di Homegrown sta tutta nei toni tragicamente romantici scaturiti dalla rottura con Carrie. "Un album depresso", ha detto in seguito Young, oltre che fortemente intimo. Per questa ragione dopo la seduta di ascolto, nel 1975, scelse di non farlo ascoltare a nessuno e pubblicare Tonight's The Night (che, casualmente, era sulla stessa bobina).
Il risultato di tutto questo è che tra il giugno 1974 (una sola session, poi le successive a partire da settembre di ritorno dal tour CSN&Y) e il gennaio 1975, Neil Young andò in studio varie volte per registrare numerosi pezzi, accumulando materiale che poi utilizzò solo in parte frammentandolo dal contesto originale.
I pezzi attualmente pubblicati, sia sulla versione di Homegrown finalmente uscita per la serie Archives, sia su altri album e raccolte sparse, ci danno un'idea delle principali sessions di quel periodo. Naturalmente l'elenco che per ora riusciamo a stilare (per il quale ringraziamo Renzo Cozzani) è parziale, in attesa che nuove pubblicazioni completino il mosaico.

Studio, Broken Arrow Ranch
74/06/16 Love Is A Rose
74/06/16 Pardon My Heart (con Crazy Horse)
74/06/17 Trough My Sails

Ramport Studios, Londra
74/09/12 White Line

Quadrafonic Sound Studios, Nashville
74/12/11 Separate Ways
74/12/11 The Old Homestead
74/12/11 Try
74/12/13 Deep Forbidden Lake
74/12/13 Homegrown
74/12/13 Star Of Behtlehem

Studio, Broken Arrow Ranch
74/12/31 We Don't Smoke It No More
75/01/04 Vacancy

Village Recorders, Los Angeles
75/01/21 Florida
75/01/21 Kansas
75/01/21 Little Wing
75/01/21 Mexico

Mancano all'appello tutti i brani di cui abbiamo conoscenza diretta (per esempio attraverso demo circolate tra i collezionisti) o indiretta (riferimenti scritti) che avrebbero potuto far parte dei concept originali di Mediterranean e Homegrown. I due progetti si intersecano senza una precisa linea di confine: nonostante l'idea del primo avesse a che fare con le isole e il mare, già da "Pardon My Heart" e "Love Is A Rose" (registrate nel giugno 74) trapelano le difficoltà sentimentali di Neil al cuore di tutte le composizioni successive. L'interesse per le mete tropicali sembra in effetti rappresentare il disperato bisogno di fuga, isolamento e pace, un nuovo inizio e un nuovo ambiente da esplorare per Young, che, guarda caso, proprio su una spiaggia di Malibu chiamata Point Dume, poco dopo (maggio 75) comincerà a registrare Zuma insieme ai "nuovi" Crazy Horse con Sampedro al posto di Whitten.
Lasciando per ora da parte Mediterranean (finché Archives Vol.2 non ci darà ulteriori delucidazioni a riguardo), di Homegrown conosciamo alcune sequenze di canzoni differenti rispetto a quella considerata per la pubblicazione dell'album nel 2020, che secondo quanto dichiarato da Neil rispecchia l'originale decisa nel 1975.

fonte: neilyoungarchives.com
Considerando la lunghezza di tre di queste liste (una ha 16 canzoni, un'altra solo 5 e una 7), più che vere e proprie tracklist sembrano semplici liste di brani considerati per il disco. Una soltanto potrebbe di fatto essere una bozza di tracklist e infatti è molto simile a quella effettivamente pubblicata. (Potete esplorare questi e altri memorabilia all'interno della scheda di Homegrown su NeilYoungArchives.com.)
Facciamo qualche considerazione.

#1
  1. Long May You Run: versione antecedente a quella incisa per l'album omonimo.
  2. Barefoot Floors: inedita.
  3. Homefires: inedita.
  4. Bad Fog [Of Loneliness]: brano del 1970 mai incluso su album e qui riconsiderato.
  5. Give Me Strength: versione antecedente ma probabilmente molto simile a quella inclusa in Hitchhiker.
  6. Carmelina: presumibilmente è Saddle Up The Palomino, versione antecedente a quella su American Stars 'n Bars.
  7. Looking For A Love: versione antecedente a quella incisa per Zuma.
  8. Like An Inca: versione antecedente a quella inclusa su Trans.
  9. Day And Night: presumibilmente è Sad Movies, inedita.
  10. Hawaii: versione antecedente ma probabilmente molto simile a quella inclusa in Hitchhiker.
  11. Deep Forbidden Lake: la versione che conosciamo in Decade.
  12. Try: la versione che possiamo ascoltare nell'attuale Homegrown.
  13. Homegrown: la versione che possiamo ascoltare nell'attuale Homegrown.
  14. Vacancy: la versione che possiamo ascoltare nell'attuale Homegrown.
  15. Pardon My Heart: la stessa di Zuma, incisa in questo periodo.
  16. Bad Dream: presumibilmente è Kansas, che possiamo ascoltare nell'attuale Homegrown.

#2
  1. Florida
  2. Kansas
  3. Deep Forbidden Lake
  4. Love Is A Rose
  5. Homegrown
  6. Try
  7. Separate Ways
Di questa breve scaletta, l'attuale Homegrown comprende tutte le canzoni tranne "Deep Forbidden Lake" (in Decade).

#3
  1. Try
  2. Love Is A Rose
  3. Homegrown
  4. Separate Ways
  5. We Don't Smoke It No More
  6. White Line
  7. Homefires
  8. Vacancy
  9. Deep Forbidden Lake
  10. Little Wing
  11. Star Of Bethlehem
In base al numero di canzoni, delle quattro è la tracklist che più realisticamente avrebbe potuto essere quella definitiva. L'attuale Homegrown comprende tutte le canzoni tranne "Deep Forbidden Lake" (in Decade) e "Homefires" (ancora inedita).

#4
  1. White Line
  2. Vacancy
  3. Daughters
  4. Love Art Blues
  5. Try
Rimangono fuori dallo Homegrown pubblicato, e inedite, due canzoni su cinque: "Love Art Blues" e "Daughters".
    I master di Homegrown negli Archivi di Neil [neilyoungarchives.com]

    Tirando le somme, ecco quali sono i desaparecidos del periodo stando alle varie fonti che abbiamo consultato (non è certo se esista per tutti una registrazione in studio).

    Inediti su album
    • Homefires
    • Love Art Blues
    • Daughters
    • Barefoot Floors
    • Hawaiian Sunrise
    • Pushed It Over The End
    • Mediterranean
    • Frozen Man
    • Four Walls
    • Tie Plate Yoddle #3

    Editi su album in altre versioni
    • Changing Highways
    • Hawaii
    • Give Me Strength
    • Long May You Run
    • Looking For A Love
    • Like An Inca
    • Saddle Up The Palomino

    A questo punto non rimane che attendere l'uscita (imminente, pare) di Archives Vol.2 per ascoltare altre incisioni di questo fertile periodo. Rispondendo ad alcune domande sul NYA-Times Contrarian, in più occasioni Neil ha anticipato che il Vol.2 comprenderà un disco intitolato The Old Homestead con almeno una parte di questi brani, tra cui la title-track, "Homefires" e "Hawaiian Sunrise" (gli unici nominati in modo diretto).


    Fonti:
    - NeilYoungArchives.com
    - Sugarmtn.org
    - Stefano Frollano - Neil Young: Discografia Illustrata
    - Johnny Rogan - Neil Young: Zero To Sixty


    MPB, Rockinfreeworld