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Visualizzazione dei post da agosto, 2015
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The Oral History: Ragged Glory, 1990

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Neil Young: Intorno al 1990 Briggs e io facemmo il tour di Ragged Glory coni Crazy Horse e con John Hanlon come fonico. Molte canzoni di quell'album erano state scritte nel capanno delle auto. Quel posto era un enorme edificio in metallo con la ghiaia a terra dove avevo montato i miei amplificatori, in mezzo a una serie di vecchie auto. Era tutta la mia roba migliore. Il Fender Deluxe con un Fender Reverb collegato al whizzer, il Magnatone e pure il Baldwin Exterminator come finali. […] Avevo appena iniziato a riascoltare i miei archivi e avevo da poco risentito alcune delle mie cose migliori, perciò sapevo chi ero e chi avrei potuto essere. Ogni mattina mi mettevo lì, fumavo un po' d'erba e iniziavo a suonare. Poi arrivavano le canzoni. Ragged Glory. Le canzoni furono scritte. Iniziammo a registrare suonandole tutte di fila due o tre volte al giorno per una o due settimane. Senza ripetizioni. Facevamo solo qualche set al giorno. Era molto figo fare un disco così. Nes

The Oral History: Times Square (inedito) e Freedom, 1989

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Larry Cragg: Neil cominciò a fare strane combinazioni con gli amplificatori. Perché? Per avere il più selvaggio, pesante rock sound che si fosse mai sentito. Ma diversamente da chiunque altro Neil non usò pedaliere, ma veri amplificatori. […] Il suono più colossale e distorto che potevi sentire. Era assordante lì dentro. Terribilmente. [1] Anthony Aquilato : Le sessions duravano tutta la notte, erano molto intense. […] Aveva un sistema di speaker che gli rispedivano indietro la sua voce, cosa che normalmente non fai quando stai registrando un album perché che vuoi essere più isolato. Lui voleva sentire la voce ritornare indietro ad alto volume. […] Ricordo che non riuscivo letteralmente a stare seduto in sala controllo. [1] Niko Bolas: Il disco che ne risultò fu la diretta conseguenza di CSNY. Neil era così scocciato di dover fare un disco che non voleva fare – con canzoni carine che odiava – che semplicemente si vendicò. […] Non credo che la Reprise apprezzò il disco [Ti

Harvest: le certificazioni e le copie vendute nel mondo

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Finalmente un riconoscimento per Neil Young anche dall’industria discografica italiana! Alla fine di luglio 2015 è arrivata una certificazione a Disco d’Oro per Harvest, uno degli album che hanno fatto la Storia della musica rock. Attualmente, in Italia, Disco d’Oro significa 25.000 copie vendute. Ma come? Possibile che Harvest abbia venduto solo 25.000 copie in Italia dal 1972? Infatti non è così. In Italia è la FIMI che rilascia le certificazioni, avvalendosi dei dati della GfK che ha il compito di rilevare le vendite al dettaglio sul territorio nazionale. Questo però da gennaio 2009, mentre prima era la Nielsen ad occuparsi dei rilevamenti. Quindi le 25.000 copie in questione sono calcolate dal gennaio 2009. Significa che Harvest sta vendendo ancora al giorno d’oggi, nel nostro Paese, quasi 4.000 copie l’anno, che non è male, considerando la crisi del mercato discografico e il fatto che in tutto questo periodo Harvest è sempre rimasto al di fuori della Top 100. Purt

Stephen Stills: il passato, il nuovo box set, The Rides e altro (interviste 2006-12)

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Graham Nash ha co-prodotto per te il box set. Come avete lavorato? Ti spediva per email gli mp3? Gli mp3 sono una schifezza, mi dovevano portare le canzoni e le casse. Non potevo ascoltare tutto in una volta, e nemmeno loro. Credo che nessuno di noi abbia ascoltato di fila tutte le 5 ore e mezzo di musica. E' la durata di un viaggio da New York a Montreal... Metti su i cd e tempo che hai finito, sei arrivato. Ma non potevo lasciar fuori niente. Mi portavano una ventina di canzoni alla volta e io dovevo passare in rassegna tre o quattro take alternativi. Ho prodotto io gran parte delle registrazioni originali, qualsiasi cosa dicano i credits... All'inizio ero molto generoso con i credits, ma in realtà tiravo io le fila. Comunque loro [Nash e Bernstein] hanno fatto gran parte del lavoro per questo progetto. Ti sei divertito nel riascoltare la tua vecchia musica? Non vorrei mai doverlo rifare. Ci sarebbero probabilmente un altro paio di cd che si potrebbero estrarre d

Stephen Stills: il nuovo tour, CSN, The Rides e altro (interviste, 2015)

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Ho parlato con Graham Nash della sua autobiografia quando avete suonato ad Austin l'anno scorso, come Crosby, Stills & Nash. Ho capito che anche tu stai lavorando a un'autobiografia ma ancora non è completata. A che punto sei? Quello che posso dire del libro di Nash è che dice la verità ma non è accurato. Ha scritto molto sulle altre persone ma tutti ricordano i fatti in modo diverso, così sarò felice di avere l'ultima parola. Certo la mia intenzione non è di scrivere una specie di articolo di gossip stile People di 300 pagine. Mi prendo il mio tempo e scendo in profondità nelle vicende della nostra specie di istituzione. E Dio benedica Graham per aver fatto uscire il box set [CSNY 1974] con Joel Bernstein, l'anno scorso, e di aver messo insieme il mio box set. Io non avrei mai avuto la pazienza di ripassare tutti quei nastri. Ora posso solo pensare a quelli che lui non è riuscito a trovare. Ne sono venuto in possesso di alcuni. […] So anche che il nuovo albu