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Psychedelic Pill - Recensioni internazionali

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Una rassegna stampa dalle principali testate internazionali Per Neil Young, gli anni Sessanta non sono mai finiti. La musica, i ricordi e i cambiamenti infestano le sue canzoni e i suoi album migliori come profumo dolceamaro: ispirazione rinnovata, vitale e senza fine che pure rimandano sempre a promesse infrante e ideali traditi. In "Twisted Road", una delle otto nuove canzoni di questo turbolento, doppio cd, Young ricorda, in una metafora brillantemente amalgamata, la prima volta che ascoltò "Like A Rolling Stone" di Bob Dylan: "La poesia fuoriusciva dalla sua lingua / Come Hank Williams che masticava una gomma". E Young ti dice cosa ha fatto di quel momento: "Ho avvertito la magia e l'ho portata a casa / L'ho rivoltata e l'ho fatta mia", canta sopra all'andatura spavalda e grezzamente country dei Crazy Horse, come se la meraviglia di quei giorni e i suoi sogni fossero ancora a portata di mano. Ecco quindi la c

Psychedelic Pill - Rassegna Stampa (pt.3)

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A soli quattro mesi di distanza dall’uscita del suo primo album di cover, Americana, Neil Young ritorna in studio insieme ai suoi collaudatissimi e fidati Crazy Horse nella formazione al completo, regalandoci l’ennesimo capolavoro discografico. Psychedelic Pill, il 35esimo disco del sessantaseienne Neil Young è un viaggio nel centro degli anni 70 a cavallo tra il country e la psichedelica attraverso nove tracce dilazionate in un doppio cd (o un triplo vinile per i nostalgici) e lungo oltre un’ora e mezza. L’album si apre con “Driftin’ Back”, splendida jam lunga ben 27 minuti dove i quattro cowboys del rock si divertono e giocano con i loro strumenti affidando la prima parte del pezzo ad un’esecuzione unplugged, asciutta e precisa, colorata solo dalla voce di Young, una chitarra e i cori dei Crazy Horse. Ma l’atmosfera dura ben poco, giusto un paio di minuti, il tempo per fare entrare l’intera band elettrica al completo su un solo di chitarra semplice ma poderoso. A seguire troviamo

Psychedelic Pill - Rassegna Stampa (pt.2)

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Ci sono pillole e pillole. A Neil Young, 66 anni di età, piacciono quelle psichedeliche. In realtà non si arriva a questa età facendo ancora così grande musica se si abusa di stupefacenti, anche se il canadese in vita sua non ha mai disdegnato certi abusi, per sua stessa ammissione. Oggi quelle sostanze, pillole psichedeliche comprese, sono un modo per far riferimento a un'epoca e a una stagione, musicale soprattutto, che Psychedelic Pill, il nuovissimo disco, il 35esimo della carriera, di Neil Young celebra ampiamente con un senso di malinconia incombente. Un disco che segna il ritorno dopo molti anni dei suoi accompagnatori preferiti, quei Crazy Horse che cominciarono con lui appunto in era psichedelica e che da tempo erano stati messi da parte. Si sa che quando Young lavora con il Cavallo Pazzo il risultato può essere uno solo: musica estrema, metallo urlante, infinite cavalcate chitarristiche. E qua ce ne sono di cavalcate chitarristiche visto che un paio di brani arrivano

Psychedelic Pill - Rassegna Stampa (pt.1)

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  Neil Young & Crazy Horse: La leggenda continua con Psychedelic Pill Accade sempre più di rado che il rock fa breccia nelle classifiche di vendita USA, ma il gioco è riuscito qualche mese fa a Neil Young con Americana ed è probabile che si ripeta con Psychedelic Pill, album in uscita il prossimo 30 ottobre. Sembra proprio che il grande cantautore canadese abbia fatto un patto con il diavolo e non voglia lasciarsi travolgere dal peso degli anni. E se un segreto per tanta energia esiste, è probabile che sia l’amicizia della sua storica band, i Crazy Horse, al suo fianco sia in Americana sia in Psychedelic Pill. Quest’ultimo disco – doppio cd e triplo vinile, con un brano, “Driftin’ Back”, che dura quasi mezz’ora (!) – è l’ennesimo tassello di una leggenda cominciata nel lontano 1969. Sarebbe complicato ripercorrere qui le vicissitudini di questo sodalizio, ma dobbiamo almeno ricordarne le tappe salienti, da Everybody KnowsThis Is Nowhere a Zuma, da Rust Never Sleeps a Ragge