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The Oral History: Americana (2012)

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Qual'è stato l'input che ha portato a Americana? Young: Facile. Non avevo canzoni che desideravo fare ed ero pronto a suonare nuovamente con i Crazy Horse. [...] In pratica abbiamo scelto le canzoni che eravamo in grado di suonare. [...] Non sono ciò che pensi che siano. C'è molto di più, in esse, di quanto mi era sembrato quando le sentii suonare da quei sorridenti cantanti folk. Loro lasciavano da parte molti dei versi originali e sono molto più oscure, molto più politiche. Quindi abbiamo cercato di creare l'intensità originaria, anche se non abbiamo usato le stesse melodie o abbiamo ristrutturato i versi. Abbiamo conservato l'intonazione, il ritmo. [1] Hai anche scritto le note alle canzoni, un altro elemento vecchio stile. Nessuno lo fa più. Young: Be', torneranno ad esserci. Sono importanti. Fare un disco è una forma d'arte ed è andata smarrita per colpa di chi fornisce un surrogato della musica tecnicamente basso come mai prima d'ora. Siamo ...

David Crosby in Italia: i concerti dell'estate 2018

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David Crosby si ĆØ esibito in Italia l'11 e il 13 settembre 2018 rispettivamente a Milano e a Roma, accompagnato da James Raymond (tastiera), Mai Agan (basso), Steve DiStanislao (batteria), Jeff Pevar (chitarra) e Michelle Willis (tastiera e voce). Questa la scaletta delle due serate: In My Dreams Morrison Naked in the Rain Thousand Roads At the Edge Guinnevere What Are Their Names Long Time Gone DĆ©jĆ  Vu The Lee Shore Homeward Through the Haze Sky Trails Delta Janet Eight Miles High Wooden Ships Almost Cut My Hair Ohio Video: David Crosby a Radio Capital Video: In My Dreams Rassegna stampa e gallerie fotografiche Il Sussidiario Rai News La Repubblica (Blog Ernesto Assante) Music Attitude Jam TV XL Repubblica Musica dal palco Onstageweb 

The Oral History: Psychedelic Pill (2012)

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Neil Young: Mentre suono non penso a ciò che faccio. Per fortuna mi assento completamente, vado da qualche parte, e semplicemente produco suono, e lo sento. Quindi si tratta di divertirsi e produrre un suono, ma per farlo devi avere una ragione. Ecco perché io scrivo canzoni e le canzoni hanno un messaggio. Dopo un po', però, ti dimentichi del messaggio e lasci solo che il suono vada avanti, e poi le due cose si fondono, e se sei fortunato scrivi un'altra canzone. Ci dev'essere qualche cosa da dire che dia validità a ciò che viene suonato, non è che puoi suonare per sempre tanto per suonare. [3] La maggior parte dei tuoi contemporanei, quando tornano ad accostarsi al loro passato, non riescono ad andare avanti... Young: E' la piega che voglio evitare a tutti i costi. Mi sono imposto una regola stretta: non dedicare troppo tempo a lavorare sugli Archivi a discapito dei miei progetti futuri. Il presente deve restare una priorità. E' facile lasciarsi attrarre dal p...

The Oral History: Le Noise (2010)

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Daniel Lanois : Mi ha chiamato e mi ha detto, “Potrei aver bisogno del tuo aiuto”. Ha detto, “Ho visto i tuoi film dei Black Dub su Youtube... mi sono piaciuti molti. Vorresti filmarmi e registrarmi mentre faccio 10 nuove canzoni?” Io ho sempre voluto fare un album con Neil Young. Ho detto di sƬ, assolutamente. Direi che abbiamo fatto centro con questo sound di due amplificatori. Uno ha i bassi della chitarra, l'altro gli alti, e questo mi ha permesso di trattare ciascuno in modo diverso... Sonicamente siamo stati innovativi e motivati. Gli dissi che sono sempre stato un po' imbarazzato a non far caso alle vacanze e alle domeniche, ho sempre lavorato senza fermarmi. Lui ha detto, “Oh, io sono fatto nello stesso modo. Non ti preoccupare. Sono solo riferimenti del tempo decisi da qualcun altro.” Ho pensato fosse un bel modo di pensare. Fa sƬ che una persona forte capisca che l'immaginazione non dorme mai. Ti svegli una notte, hai un'idea... Siamo molto simili da que...

The Oral History: Chrome Dreams II (2007)

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Neil Young a proposito di Chrome Dreams (anni 70, inedito): Ero lƬ lƬ per pubblicarlo. E dopo non l'ho fatto. Ho lasciato molte cose a metĆ . Scrivo sempre qualcosa di nuovo piuttosto che tornare indietro per fissare qualcosa di vecchio. […] Chrome Dreams rappresenta un tipo di album che mi piace fare quando ci sono molti tipi diversi di musica. Li facevo sempre negli anni '70. Ogni disco che ho fatto ha canzoni acustiche e elettriche. Poi le cose sono cambiate negli anni '80 e nei '90. I dischi si sono focalizzati più su un solo genere di musica. E le stazioni radio tengono ogni cosa separata, quindi ho fatto dischi cosƬ per un po'. Chrome Dreams II ha lo stile del passato. [1] Adoro il tuo precedente disco, Chrome Dreams II, e la grandissima “Ordinary People” che fa la sua apparizione ufficiale dopo le esecuzioni alla fine degli anni '80. La versione di Chrome Dreams II quando ĆØ stata registrata? Young : Chrome Dreams II ĆØ una raccolta di canzoni che copr...

Ruggine Insonne: speciale Year Of The Horse

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PerchĆ© rimarcare dieci anni dall’uscita di un album live? Spesso i dischi registrati dal vivo sono puramente celebrativi, quando addirittura non tradiscono una creativitĆ  col fiato corto. ƈ raro che un live ci fornisca tante indicazioni su un artista. Ma per Neil Young non ĆØ cosƬ. I suoi album dal vivo sono emblematici, ricchi di segni e sintomi, più utili a cogliere indicazioni di rotta e precisazioni stilistiche di quanto non lo siano i dischi incisi in studio. Il live The Year Of The Horse (del 1997 – dieci anni ora) si apre con When You Dance I Can Really Love. Versione incendiaria. Nell’album di studio da cui ĆØ tratta, il giustamente celebre After The Goldrush (1970), la canzone dura tre minuti ed ĆØ un chiaroscuro naĆÆve, un po’ fricchettone, con qualche coretto, un pianoforte boogie squillante. Nella versione live di 27 anni dopo – dilatata fino a sei minuti e mezzo – diventa una locomotiva che arranca e sbuffa lenta vapori lugubri, giocata su timbri bassi. Tenebrosa e sinistra...

Neil Young: parla il ribelle. Interviste sugli Archivi, lo streaming, l'arte

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Ci siamo incontrati nel 2000 e giĆ  allora parlavi del tuo progetto Archivi. ƈ passato parecchio tempo… Be’, era giĆ  passato parecchio tempo anche allora. Abbiamo iniziato nel 1990. C’ĆØ mai stato un momento durante il lavoro in cui hai pensato di mandare a monte tutto? No. No, ho sempre voluto farlo. L’unica cosa che ci ha trattenuto ĆØ stata la tecnologia. In che modo la tecnologia vi ha frenato? La tecnologia non era abbastanza buona per riprodurre la musica. Inoltre, la raccolta delle informazioni presenti negli Archivi ĆØ un processo continuo e che prosegue anche oggi. Poi l’architettura degli Archivi stessi, l’architettura fisica per farli funzionare, e tutto il resto, ha richiesto molto tempo per essere costruita e rifinita. Sin dall’inizio abbiamo cercato di assemblare il tutto tramite molte diverse iterazioni, molti diversi approcci alla tecnologia, specialmente lo streaming e la tecnologia audio. Qual ĆØ la motivazione? Be’, io non accetto lo status quo di quello ch...