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mercoledì 25 giugno 2014

The Oral History: CSNY 1974 (prima parte)

 
Due settimane all'uscita di CSNY Live 1974. Rolling Stone ha pubblicato un articolo intitolato The Oral History of CSNY's infamous Doom Tour, ma anche noi di Rockinfreeworld stavamo preparando una raccolta di interviste per conoscere i retroscena dell'anno più intenso di CSNY direttamente dalla voce dei protagonisti. Così, abbiamo unito gli sforzi. Vi proponiamo in esclusiva una selezione di straordinarie interviste a Crosby, Stills, Nash, Young e l'entourage di musicisti, collaboratori e conoscenti che presero parte al tour, e in seguito alla realizzazione del box set live, divise per tematiche e tratte sia dall'articolo di RS, sia da molte altre interviste vecchie e nuove. Non si parlerà solo del tour, ma si inizierà dal primo tentativo di reunion a fine '73, e si arriverà al più volte annunciato album live.

 
LE PRIME SESSION

Elliot Roberts: Mi cantarono “Human Higway” al telefono [dalle Hawaii, luogo delle prime sessions nel tardo 1973]. Le sessions invece furono un problema perché Stephen voleva far uso di droghe e stare alzato tutta la notte a registrare. Graham e David volevano alzarsi presto al mattino, guardare le udienze del Watergate e poi suonare. Quando Stephen si alzava, loro erano pronti ad andare a letto, quindi non era molto il tempo in cui stavano insieme. [1]


LE PROVE

Stephen Stills: Fare le prove all'esterno del ranch di Neil fu una mia idea. Dissi, "Neil, stiamo venendo al tuo ranch e costruiremo un palco sulla strada di fronte al tuo studio, perché dobbiamo imparare a suonare fuori." Non voleva tutta quella gente a casa sua, ma in effetti funzionò. [9]

Joel Bernstein: [...] Provavano dal lunedì al venerdì. Il suono viaggiava per miglia attraverso le colline. Ho iniziato a vedere gente camminare per la strada, che veniva da dovunque. Ho raccolto un autostoppista che era arrivato quel mattino dall'aeroporto di Burbank solo per venire a sentire. Arrivavano fino a un cancello che chiudeva la strada. Salivano sulle colline e ascoltavano tutto. Era una cosa selvaggia! [9]

Stills: Ero appena tornato dalle Hawaii dove facevo immersioni tra i coralli. Ero abbronzato e in forma. La foto di copertina di un mio album solista [del 1975] fu scattata durante quelle prove. La guardo oggi e dico, "Voglio riavere indietro quel corpo!" Indossavo le magliette del football prima che diventasse una moda. […] [9]

Neil Young: Non volevo urtare nessuno per colpa di come mi sentivo – anche se lo potevano sentire lo stesso. Durante le prove del tour del 1974 ero veramente annoiato. […] Semplicemente triste. Non era così orribile – facevamo musica ogni giorno e ci preparavamo per andare in tour – andavamo a nuotare ogni giorno, facevamo esercizi e gironzolavamo per la piscina parlando di quel che avremmo fatto. Era difficile per via delle emozioni – ma tutti ce la mettevano tutta perché funzionasse. […] Fu un periodo difficile ma creativamente fu un gran periodo. Senza dubbio. […] [1]

Carrie Snodgress [prima moglie di Neil]: Neil non socializzava con loro. Ricordo che vennero tutti al ranch, un giorno, e Neil andò via con Elliot. Loro lo aspettarono fino alla sera. Accadde spesso. Graham invitava Neil in città e lui gli diceva che sarebbe venuto, poi non arrivava. Oppure si mettevano d'accordo per un pranzo e lui rimaneva per trenta minuti. Poi diceva “devo andare, non mi sento bene”. [1]

 
IL TOUR

Graham Nash: I Beatles avevano suonato allo Shea Stadium e gli Stones avevano fatto un paio di concerti a Hyde Park, con oltre 100 mila persone, ma era il primo tour ad avere queste proporzioni. [9]

Russ Kunkel (batterista): Suonare in posti così grandi creò una sorta di atmosfera circense. C'era semplicemente troppa gente. Devi capire che non erano solo CSNY. C'erano le aperture, i set di Joni Mitchell, Santana, i Beach Boys, The Band. Era uno spettacolo favoloso. Riesci a immaginarti qualcosa del genere oggi? [9]

Tim Drummond (bassista): I duelli di chitarra tra Stephen e Neil erano a colpi di volume. Io mi mettevo tra gli amplificatori per fare le mie cose, così potevo sentirmi. Sono stato fortunato a fare tutto questo senza rovinarmi l'udito. [9]

David Crosby: Avevamo dei buoni monitor, ma Stephen e Neil li tiravano a oltre 100 db. Graham e io non riuscivamo a fare le armonie perché non ci sentivamo. [...] Molti di loro [degli spettatori] erano lì per le canzoni. Ascoltavano i nostri dischi. [9]

Nash: Eravamo bravi in ciò che facevamo, ma quando non riesci a sentire è molto facile stonare. Era difficile suonare negli stadi, ma l'abbiamo fatto. Che altro potevamo fare? Era così eccitante cavalcare il palco di Wembley, per esempio, e avere di fronte qualcosa come 90.000 persone. Ce ne dovevamo fare una ragione e semplicemente affidarci alla musica. La gente non era lì per vedere Brad Pitt. Non siamo dei rubacuori. Dipendevamo solo dalla musica e abbiamo suonato sempre musica vera. [9]

Young: L'ultima data era in Inghilterra, allo stadio di Wembley, insieme a Joni Mitchell, The Band e Jesse Colin Young. La maggior parte di questi concerti nei grandi stadi non era buona. Per il suono, la tecnologia non era all'altezza. Tutto ruotava attorno all'ego dei protagonisti. Il gruppo era più interessato a mettersi in mostra che alla musica. Fu una grande delusione. Riascoltando i nastri di Wembley, risulta abbastanza ovvio quanto fossimo troppo fuori di testa o anche solo pessimi. Sto dicendo troppo fuori di testa. So che eravamo davvero bravi quando eravamo al meglio. Lo sentivo e lo percepivo. Ma su quel nastro no. [8]

Nash: Il tour fu una sfida. Cercavamo di tenere alto il nostro umore e focalizzarci sull'essere una band, ma con tutto il caos e le droghe e le distrazioni continue, sono stupefatto di ciò che siamo riusciti a fare, in effetti. [6]

Crosby: Nessuno ti ha detto come feci quel tour? C'erano due schianti di ragazze in tour con me. La mia vita era un eccesso a quei tempi. Non mi importava che le persone mi fregassero milioni di dollari. [1]

Nash (da Wild Tales, il suo libro del 2013): Crosby portò con sé in tour due splendide ragazze... Spesso bussavo alla sua stanza d'albergo, che teneva sempre aperta, e lui era lì che se le faceva entrambe, e nel frattempo parlava al telefono, faceva affari, si rollava spinelli, fumava e beveva. Crosby aveva un'energia sessuale incredibile. Era diventata una scena di routine nella sua stanza. [9]


LA MUSICA

Drummond: Avevamo una vagonata di canzoni. Neil era il migliore. Doveva solo tirarne fuori una dal suo culo o dal suo cappello e gli altri pendevano dalle sue labbra. Questo rese il tutto più fresco ed eccitante. Non c'erano state prove per quelle. [9]

Kunkel: Qualche volta c'era una setlist, ma cambiava parecchio. Non facevamo molti soundcheck. Quello che devi ricordare a proposito di questi ragazzi, è che sono dei maghi e la musica è magia. Avevamo gli arrangiamenti per le canzoni e sapevamo come farle, ma quando arrivavano gli assoli non c'era modo di sapere per quanto tempo Neil avrebbe suonato. Era come se dicesse, "Potrei anche morire facendo questo assolo. Sto dando tutto ciò che ho, quindi è meglio se mi seguite". Fu un'esperienza incredibile. [9]

Crosby: Il vantaggio di avere quattro compositori è che hai un'enorme tavolozza con cui lavorare. Scrivevamo nuove canzoni ogni notte. Saranno state dozzine le volte che uno di noi arrivava dicendo, "Ehi, ho un nuovo pezzo. Ecco come fa. Cosa ne pensate?" Prendi "Time After Time". Alla fine di quello, Neil e Stephen si sono aggiunti a cantare con me. Stephen aveva con sé il suo figlioletto Christopher. Non conoscevano la canzone, ma si sono uniti. E poi Neil... Mio Dio. "Pushed It Over The End", "Don't Be Denied", "Mellow My Mind". Un colpo dopo l'altro. Faceva schizzare alle stelle il termometro. [9]

Stills: "Old Man" era semplicemente bellissima con le nostre armonie. Ho appena sentito un assolo di piano da quel tour. Potevo giurare che non avevamo un suonatore di pianoforte sul palco, e invece, "Cosa? Chi? Io non sono capace di suonare il piano in quel modo". Ma poi si è scoperto che lo ero. [9]

Nash: Tutti noi scrivevamo così tante canzoni che era difficile fare una setlist. Scrivevamo continuamente. Durante il tour composi un brano intitolato "It's All Right". Decisi di suonarlo sul palco, sebbene gli altri non lo avessero mai sentito. Sul nastro puoi sentire Stephen che dice, "Quali sono gli accordi?" E io, "Dunque, è tipo da Re a Sol, poi scendi in La". Durante l'esecuzione gli parlavo, spiegavo loro gli accordi mentre la suonavamo. Era da pazzi.
Una delle ragioni per cui Neil ha finito per avere il maggior numero di canzoni sul box set, rispetto a noi, è che in quel momento era come sotto un incantesimo di creatività, una cosa incredibile. Scrisse "On The Beach", "Don't Be Denied", "Pushed It Over The End", "Hawaiian Sunrise". Come band, noi volevamo solo presentare il meglio di noi, ecco perché sono sue così tante canzoni. David e Stephen non si sono ancora lamentati, ed ora è troppo tardi. [9]

 
LA DROGA

Sandy Mazzeo: La cocaina sostituì la marijuana. Prima ci si sedeva e ci si passava una canna. Poi si passarono la fiala. Non lo puoi fare. Non è una droga sociale. È personale. [1]

Snodgress: Tutti quanti facemmo la nostra parte, ma a Neil non andava giù. Si sentiva male moralmente, sentimentalmente. Una notte si fecero di cocaina, e a Neil bastò per mesi. [1]

Si è spesso detto che è stata la cocaina a uccidere CSN&Y.
Young: Per l’esattezza la cocaina e i problemi di ego. Si può sopravvivere alla coca, si possono superare i problemi di ego. Ma se le due cose si mischiano, è l’esplosione. [2]

Chris O’Dell (road manager): Quando andai a San Francisco prima del tour, un gruppo di persone era riunito intorno a un tavolo. Aprivano le sigarette Marlboro, tiravano fuori tutto il tabacco, le riempivano con erba e le rimettevano nei pacchetti. Era un lavoro di precisione perché dovevano passare per le dogane e sembrare che non fossero mai state aperte. Poi presero capsule di vitamina C, le riempivano di cocaina e le mettevano in una bottiglia. Ci portammo questa roba in giro in un camion e la band veniva a prenderne un po’ quando ne aveva bisogno. Fu un tour all’insegna delle droghe. Ricordo che una volta arrivò Stephen e aveva con sé la più grande palla di cocaina che abbia mai visto. Non potevo crederci. [9]

Nash: Assumemmo un tizio allo scopo di procurarci la cocaina. Avevamo bisogno di una quantità incredibile di energia per poter completare il tour e sono sicuro che fu d’aiuto, da un lato, ma è una droga molto distruttiva e ce ne fu tanta. Eravamo star del rock and roll all’apice della nostra potenza, della commercialità e della capacità di mettere a sedere le persone. Avevamo tutto. E qualche volta dovevamo rompere dalla tensione. Droghe e donne erano parte di questo processo. [9]

Drummond: I promoters ci procuravano la cocaina, se la chiedevamo. Io c’ero dentro, allora, ma avevo la mia. E poi arrivarono gli altri a chiedermela! Ho dovuto spedire qualcuno ad aiutarli. Ce n'era un mucchio, la trovavi dovunque. Anch'io ne ebbi una parte, e sono ancora qui. È questione di quanto riesci a esser furbo. Non c'era eroina, però. Quella ti prende per sempre. [9]

Crosby: La cocaina divenne parte del nostro mondo sin da quando iniziammo a lavorare al primo album [1968]. La gente che ce la diede la prima volta disse che non dava assuefazione. [Ride] Eravamo idioti. Non avevamo idea. La musica è una forza che ti spinge in alto. La cocaina e le altre droghe pesanti portano tutto giù: il livello di coscienza, di concentrazione, di performance, di umanità, la tua capacità di essere empatico, la tua energia e il tuo spirito. Tutta quella merda ti abbatte pesantemente. E' una droga orribile e ha terribili effetti sulla tua psiche e sul tuo lavoro. Più andavamo avanti più le cose peggioravano. La odiavo. Odio gli anni passati con quella roba. [9]

O'Dell: Una volta fecero cadere la cocaina sul tappeto. Si chinarono e la sniffarono dal tappeto. Io pensai, Dio mio, è davvero troppo. Non avevo mai visto una cosa del genere. Loro probabilmente neanche se lo ricordano. [9]

Nash: Cominciai a prendere anche il Percoced e il Percodan. Le chiamavo le "pillole del non-mi-frega-un-cazzo". Qualcuno poteva dirmi, "Ehi, la tua gamba va a fuoco", e io avrei risposto, "Non m'importa, amico". Stavamo in piedi tutta la notte. Era una follia. Non lo raccomanderei a nessuno perché il viaggio da cocaina e metaqualone dovrebbe essere messo tra i numeri dell'orrore del circo. [9]

Stills: Per quanto le cose fossero brutte, non penso sia stato il tour più folle che abbia fatto. Ho avuto diversi tour solisti, in seguito, lubrificati oltre misura, e anche con i Manassass... Per alcuni anni solisti il Re Bourbon fece la sua apparizione e rese le cose folli. Non scappavo. C'ero dentro. La mia voce andava rovinandosi e io lasciai fare. Adesso è figo, perché mi è tornata. Riesco di nuovo ad arrivare alle note più alte. Il momento presente, per me, è ottimo. [9]

Crosby: Credo che non abbiamo mai sposato alcuna causa sbagliata, ad eccezione delle droghe, in particolare le droghe pesanti. Sul resto eravamo dalla parte del giusto: i diritti civili, i diritti delle donne, contro la guerra, contro il nucleare... [9]

(Le fonti delle interviste saranno riportate alla fine della parte 2.)