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Neil Young Archives

Il sito web ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, album, film, inediti, foto, manoscritti, memorabilia, video, radio clips e tanto altro.

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Il nuovo live d'archivio è la testimonianza del celeberrimo tour del 1973 con i Santa Monica Flyers, una selezione dai concerti inaugurali del Roxy Club di Los Angeles.

Neil Young + Promise Of The Real - Paradox

L'ultimo esperimento è un "pastiche" cinematografico surreal-western a base ecologista, più relativo soundtrack che mischia brani live, jam, cover e strumentali.

sabato 6 settembre 2014

Neil, il mattatore del Doom Tour: uno sguardo sui concerti del 1974


Neil Young nel 1974 viveva uno dei periodi più introspettivi e creativi della sua vita (quindi della sua carriera). Il Time Fades Away Tour era finito giusto l'anno prima, c'erano già state le sessions di Tonight's The Night (ancora segrete al pubblico) e di On The Beach (disco che usciva in luglio, proprio durante il tour di CSNY). Il repertorio di Neil cresceva costantemente, nuove canzoni venivano tentate dal vivo per la prima volta in assoluto. Alcune di queste sarebbero state il motore del nuovo album in studio di CSNY, i quali tentarono di dare un seguito discografico alla reunion, senza successo.
E questo periodo di grazia, seppur legato a difficoltà personali (era prossimo il divorzio dalla prima moglie Susan, al primo figlio Zeke era stato diagnosticato un handicap cerebrale, oltre ai ben noti fatti dell'anno prima, la morte di Danny Whitten dei Crazy Horse e la crisi personale legata alla celebrità), non sarebbe finito lì. Dopo l'ultimo show a Londra, infatti, Neil si fermò in Europa e compose diverse canzoni dai toni "mediterranei" (inedite), poi un nuovo tentativo (vano) di un album di CSNY, poi Homegrown (disco-capolavoro completato ma mai uscito)... Ma queste sono altre storie. Il punto è che il surplus creativo dal 1973 in poi rimane in gran parte disgregato in una miriade di esecuzioni studio/live sconosciute, e tante idee per album mai realizzati.
Nel Doom Tour, le canzoni di Neil furono molte più di quelle dei compagni. Nel box si inizia "Traces", composta e incisa nelle session di Tonight's The Night (1973) e che non ha mai visto la luce né in versioni studio, né live, fino ad oggi. Ancora nel primo set, "On The Beach" debuttava per la prima volta, in concomitanza con la pubblicazione dell'omonimo album.
Il set acustico vede "Long May You Run", che oggi è un classico ma allora nessuno lo aveva ancora sentito. In seguito CSNY lo incisero per l'ennesimo tentativo discografico, e quell'incisione (col ritornello a quattro voci) la recuperiamo nell'antologia Decade di Young (solo per un errore di master, non è stata una scelta!). Neil prosegue al banjo con una traccia più unica che rara: "Goodbye Dick", brano umoristico di un minuto e mezzo, mai più apparso (questa è la prima e sola esecuzione), che fa da sarcastico contrappunto alle dimissioni di Nixon. "Mellow My Mind" è facilmente riconducibile a Tonight's The Night ma, ai tempi, era un altro brano nuovo (sebbene già apparso in concerto nel 1973). Il secondo set, acustico, è molto ricco di rarità: Neil rientra per due inedite composte in quell'ultimo periodo, "Love Art Blues" e "Hawaiian Sunrise" (talvolta bootleggata col titolo di "Maui Mama"). Il primo brano è una meditazione (apparentemente allegra nella melodia ma sofferta nel testo) sulla propria situazione familiare e artistica e lo scontrarsi di questi due mondi. Il secondo è un rilassato brano ispirato dal clima e dal paesaggio hawaiano (fu lì che CSNY tentarono la prima reunion), ma anche qui Neil accenna in modo sottilmente drammatico al proprio figlio.
Il terzo set vede quattro brani di quelli elettrici e taglienti, a parte "Ohio" sono tutti mai sentiti in queste versioni. "Revolution Blues" è nuova al pubblico (On The Beach) mentre "Don't Be Denied" proviene dal sottovalutato Time Fades Away, ma la resa qui è poderosa. La vera gemma dell'intero cofanetto è "Pushed It Over The End", lunga e intimistica composizione la cui pubblicazione in versione ufficiale si attendeva da tempo. All'inizio degli anni 80 uscì su un 45" in edizione limitata per l'Italia e da allora viene rimbalzata sulle collezioni bootleg; Neil rifiutò poi a Nash di inserirla nel box set CSN del 1991. Va detto che entrambe le esecuzioni sono straordinarie!
In conclusione, il tour e questo cofanetto testimoniano l'esordio di alcune delle composizioni più importanti e significative, sebbene non sempre popolari, del canadese. Ma il box rimane comunque una sintesi ridotta all'osso perché nel tour vi fu molto di più. Neil regalò, letteralmente.
Facciamo una breve panoramica di cosa è stato tralasciato per scelta e cosa non ascolteremo mai, basandoci sulle informazioni riportate dal sito Sugar Mountain, dalle dichiarazioni di Nash e dal booklet del box CSNY 1974.
Questi sono i concerti registrati in multitraccia da cui sono state estratte le canzoni del box.
  • 14, 15 agosto, Nassau Coliseum, Uniondale
  • 19, 20, 21 agosto, Capital Centre, Landover
  • 27, 28, 29 agosto, Chicago Stadium, Chicago
  • 14 settembre, Wembley Stadium, Londra
Esaminando le setlist integrali di quelle serate, ecco il repertorio di Neil Young di cui esiste registrazione professionale.
  • Pardon My Heart/The Old Homestead (medley)
  • The Old Homestead
  • Star of Bethlehem
  • Ambulance Blues
  • Walk On
  • Homefires
  • Heart Of Gold
  • Down By The River
  • Birds
Una serie interessantissima di rarità e debutti assoluti, di cui speriamo emerga qualcosa in Archives Vol.2. Infine, ecco gli altri pezzi che Neil Young eseguì durnate il tour. Va detto che molti di questi e dei precedenti brani furono eseguiti con la band al completo e/o con le voci di CSN, pertanto si tratta di versioni diverse dal solito.
  • Cowgirl In The Sand
  • The Losing End
  • Sugar Mountain
  • On The Way Home
  • A Man Needs A Maid
  • The Needle And The Damage Done
  • Harvest
  • Roll Another Number
  • Out On The Weekend
  • Human Highway

Matteo 'Painter' Barbieri per Rockinfreeworld