Featured Posts

Neil Young Archives Vol.2 1972-1976

11 anni dopo il primo volume, Neil Young riapre i suoi archivi: 10 dischi, di cui 7 inediti, con le session (quasi) complete di Tonight's The Night, Zuma, Homefires, la Stills-Young Band, il primo tentativo di Time Fades Away in studio e altro ancora. Nei negozi da marzo!

CSNY - Déjà Vu 50th anniversary

Quadruplo box set per festeggiare il mezzo secolo di questo celeberrimo album, con tre dischi di demo, outtakes e versioni alternative, in gran parte inedite.

Neil Young. Cercando il nuovo mondo

Risultato di 10 anni di attività di traduzione per NeilYoungTradotto.com e di un'ampia ricerca storico-bibliografica, il volume porta finalmente in libreria il percorso umano e musicale del canadese attraverso l'analisi delle sue lyrics.

Neil Young - Carnegie Hall 1970

Come prima uscita della Official Bootleg Series è stata scelta una serata storica: la lunga, intima esibizione acustica alla Carnegie Hall il 4 dicembre 1970.

www.NeilYoungArchives.com

Il sito ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, video, concerti, foto, manoscritti, memorabilia, ma soprattutto contenuti inediti ed esclusivi per gli iscritti.

domenica 25 settembre 2016

Interviste a David Crosby: la politica, l'età, la musica


L'intervista del New York Times
Michael League [degli Snarky Puppy] ha detto che [lavorando al nuovo album Lighthouse] gli tornava in mente il tuo album If I Could Only Remember My Name. Ne avete parlato?
Oh, sì. Michael, così come molti altri, adorano quell'album, il mio primo da solista, e lo hanno ascoltato tante volte. Sono in tanti ad averlo, è un buon album. Lo sto dicendo senza modestia, lo so, ma cosa vuoi farci... E' da lì che ha preso l'idea di fare soprattutto brani con chitarre acustiche, con parti vocali ampie e piuttosto complesse. Ma qesto album ha avuto la sua personalità sin dall'inizio, da quando abbiamo cominciato a registrare.

E non è lo stesso punto di vista che avevi nel 1971.
No. Oggi sono molto più felice.

Su Croz c'è una canzone intitolata “Time I Have”. Tu inizi cantando: “La gente fa così tante cose che mi fanno dare di matto/ Ma la rabbia non è il modo in cui voglio spendere il tempo che ho”. Questa filosofia si estende a questo album?
Sono stato arrabbiato per molto tempo nella mia vita, e non mi piace, perché meno vita ti resta, più ne fai tesoro e più cerchi di sfruttare ogni minuto per portare a termine qualcosa. Questa attitudine, che arriva con l'età, pervade l'intero album. Devi fare una scelta per ogni minuto che spendi. E io spendo i miei divertendomi e creando, amico.

Allo stesso tempo, ci sono un paio di canzoni che sono molto critiche.
Oh sì.

“Look In Their Eyes” parla della crisi dei rifugiati siriani. Com'è nata questa canzone?
Ho una vecchia e cara amica, Marsha Williams, che è un membro di Human Rights Watch, e che va in Grecia per dare una mano. Mi ha raccontato di un giorno in cui hanno tirato fuori dall'acqua 1000 persone, inclusi 70 morti: uomini, donne e bambini. La storia mi ha colpito molto. Come cantautori, parte del nostro lavoro è farti ballare, un'altra parte è farti fare dei piccoli viaggi emotivi, ma c'è anche una parte che è quella del banditore del villaggio, che dice: guarda, quelli sono esseri umani. Sono proprio come te. Cercano di tenere in vita i loro figli.

La stampa recentemente ha fatto paragoni tra lo stato della cultura e della politica di quest'anno e quello del 1968. Cosa ne pensi?
Credo che vi sia qualche parallelo. L'idea che Trump possa essere il candidato di un partito maggiore è preoccupante. La situazione del nostro esercito nei confronti del resto del mondo è preoccupante. Ci sono un sacco di cose davvero terrificanti. Riscaldamento globale. Inquinamento atmosferico. Tutte queste cose sono cruciali e allarmanti, e fanno parte del casino mondiale nel quale viviamo. Non credo che siamo agli stessi livelli [del 1968], ma ci sono delle risonanze. Anche dal punto di vista razziale.

Cosa ci puoi dire della tua voce, e della tua situazione come cantante?
Non so spiegare nemmeno come mai ho una voce, dopo tutte le cose brutte che ho fatto. Ma eccomi qui, ce l'ho e onestamente penso di cantare meglio di prima. Probabilmente sono alcune delle cose migliori che abbia mai fatto come qualità della composizione. Non posso che essere felice di poter cantare. È semplicemente una gioia.
(NY Times)


***
Estratti da altre interviste

David Crosby: Non facciamo più i dischi per guadagnare dei soldi. Li facciamo perché dureranno più di noi e rappresentano la musica che facevamo nella nostra vita. Sono fiero di realizzarli, ma non per i soldi. Li faccio perché amo farli. Li finiamo quando li finiamo e li facciamo uscire in qualsiasi momento. Il bello sta nel farli. […] Quello che provo per la musica non è cambiato. La musica è gioia, è una forza che solleva l'umanità. Penso di lavorare meglio oggi di un tempo. Suonerà egoistico, ma il modo in cui ti approcci alla musica è quello che determina la tua evoluzione. I miei sentimenti sono forti quanto prima. Amo la musica e amo farla. Andare in tour è faticoso, ma cantare per la gente è fantastico. E poi io sono presuntuoso e adoro affrontare la gente e questo genere di cose. Rispondo alle domande su Twitter e ai concerti. Se qualcuno ha delle domande a cui vuole che rispondo durante un concerto, me le può mandare a askcroz@gmail.com
[…] Ho una famiglia davvero bella e che amo davvero, e loro amano me. Ed è una forza che mi sostiene e mi fa andare avanti. L'amore è la cosa più grande del mondo. Se non fosse per quello, non ho idea se io sarei vivo […]. Ho un album pronto sul mio computer e un altro in corso. La mia famiglia mi ama, io amo loro, e in tour è uno spasso. Questa è la mia risposta a tutto.
(San Diego Union Tribune)


David Crosby: Quando ci siamo seduti a casa mia abbiamo scritto tre canzoni in tre giorni. Credo che l'unica altra persona nella mia vita che sia stata capace di collaborare con me in modo così eccellente è mio figlio James [Raymond]. Amo comporre insieme a qualcun altro perché l'altro pensa sempre a qualcosa che a te non viene in mente. [...] L'album [Lighthouse] arriva dopo appena due anni da Croz, una velocità insolita per David. “Ho sempre scritto a momenti alterni, ma negli ultimi due anni ho avuto un'inspiegabile impennata. Probabilmente l'ondata creativa più densa e lunga che abbia mai avuto, che a questo punto nella vita è un miracolo. Non so spiegare come mai ma ne sono felice. Sono davvero felice. Forse è questa la chiave di tutto.
(Ultimate Classic Rock)

Traduzioni: MPB, Rockinfreeworld