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Neil Young Archives Vol.2 1972-1976

11 anni dopo il primo volume, Neil Young riapre i suoi archivi: 10 dischi, di cui 7 inediti, con le session (quasi) complete di Tonight's The Night, Zuma, Homefires, la Stills-Young Band, il primo tentativo di Time Fades Away in studio e altro ancora. Prima edizione già sold-out.

Neil Young & Crazy Horse - Return To Greendale

Live album e film tratto dal Greendale tour 2003, quando il Cavallo portò per la prima volta sui palchi questa discussa rock-opera a tema eco-politico.

www.NeilYoungArchives.com

Il sito ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, video, concerti, foto, manoscritti, memorabilia e contenuti esclusivi per gli iscritti.

martedì 16 febbraio 2021

Followers: il 2020 di Neil Young in streaming e video


Esattamente vent’anni fa, nel 2000, erano stati venduti 785.000.000 di album solo negli Stati Uniti, all’epoca circa il 25% del mercato mondiale.  Lo scorso anno, allo scadere del 31 dicembre, il conteggio si è fermato alla misera cifra di 102.400.000 unità, anche se con lo stratagemma di gonfiare i numeri con TEA e SEA tenteranno di farvi credere che il totale è di 756.800.000.
Cosa sono TEA e SEA? In poche parole, Tracks Equivalent Album significa che ogni 10 canzoni dello stesso album acquistate in download (non importa se canzoni diverse o 10 volte la stessa canzone) viene conteggiata come venduta 1 copia dell’album. Allo stesso modo, Streams Equivalent Album significa che ogni 1.250 streams (anche della stessa canzone) on demand a pagamento, oppure ogni 3.750 ufficiali on demand supportati da pubblicità, portano a conteggiare 1 copia venduta dell’album.
Tutto ciò favorisce, e spiega, i grossi volumi che riescono a raggiungere gli artisti più famosi di questo momento, con singoli che trainano le (false) vendite degli album e li posizionano ai primi posti delle classifiche. Un esempio, tanto per portare il discorso su Neil Young: quando Homegrown ha esordito alla posizione 17 della Billboard Top 200 con 26.000 copie, al primo posto c’era Lil Baby con 70.000. Ebbene, parlando di vendite reali, Neil Young era alla posizione 3 (23.000 copie), mentre Lil Baby non era nemmeno nei primi 100 (delle 70.000 copie favoleggiate quelle vere saranno state al massimo 1.200, probabilmente meno).
Già, ma in quanti seguono Neil Young in streaming? Fermo restando che la maggior parte dei fans probabilmente si collega a neilyoungarchives.com (sito dal quale non arriveranno mai dati ufficiali), possiamo però aprire una finestra sul fan medio o sull’ascoltatore casuale sfruttando le significative informazioni reperibili su Spotify, che conta ben 207 dei 310 milioni di abbonati ad una piattaforma streaming nel mondo occidentale.
Su Spotify Neil Young ha 2.100.000 followers, pochi in confronto ai 3.800.000 di Bruce Springsteen e ai 4.800.000 di Bob Dylan, niente in confronto ai 75.400.000 di Ed Sheeran, ad oggi l’artista che ne ha di più in assoluto.
Anche nel 2020 i tre dischi che hanno totalizzato più streams sono stati Harvest, Harvest Moon e Rust Never Sleeps. Ma Everybody Knows This Is Nowhere e Freedom hanno sopravanzato After The Gold Rush, che perde posizioni anno dopo anno. Homegrown, uscito a fine giugno, è ottavo. Per quanto riguarda i singoli, Heart Of Gold tiene a distanza Harvest Moon, mentre più staccate troviamo Old Man, My My Hey Hey (Out Of The Blue) e Ohio.
Siccome anche i video vengono conteggiati per classifiche e certificazioni, diamo uno sguardo ai dati degli ultimi dodici mesi di YouTube.
Nell’arco del 2020 Neil Young ha totalizzato 102 milioni di visualizzazioni (4 milioni in più rispetto all’anno precedente); nello stesso periodo Bob Dylan è passato da 108 a 160, Bruce Springsteen da 351 a 410.
Incredibilmente, ma era nell’aria, Harvest Moon (18.800.000) ha sorpassato Heart Of Gold che è crollata rispetto all’anno precedente (da 17.000.000 a 10.600.000). Seguono Old Man (5.230.000), Down By The River, Rockin’ In The Free World, The Needle And The Damage Done, Cowgirl In The Sand, Ohio, Four Strong Winds (questa con poco più di 2.000.000, dei quali quasi la metà nelle sole Filippine) e Cortez The Killer. Nella Top 20 c’è Shut It Down 2020 che con oltre 800.000 visualizzazioni è la migliore di quelle uscite nel corso dell’anno, seguita da Try con 509.000 e da Lookin’ For A Leader 2020 con 459.000. 
A conti fatti, non è quindi un caso che le due cover più viste risultino essere le due Harvest Moon interpretate da Foxes & Fossils (2.360.000 dall’ottobre 2019) e da Reina del Cid (1.570.000, in totale 2.800.000 dal luglio 019), oltre alla The Needle And The Damage Done proposta da Jewel (1.230.000).
Dalle nostre parti Heart Of Gold (463.000) resiste ancora, a fatica, davanti ad Harvest Moon (415.000), quando nel 2019 era avanti del doppio. Milano balza dal dodicesimo al nono posto (679.000) nel ranking globale delle città, spingendo l’Italia al quinto posto con 4.160.000 visualizzazioni (era sesta un anno prima), lasciando ovviamente gli Stati Uniti (42.800.000) a guidare la classifica, davanti a Canada, U.K. e Francia.
Ma questo ormai è il passato e chissà cosa ci riserverà il 2021. Forse anche nello streaming Harvest Moon sorpasserà Heart Of Gold? Harvest sarà sempre l’album più ascoltato dell’anno o avremo la sorpresa di un disco nuovo che possa minare la sua leadership? Daryl Hannah ci “allieterà” con le sue scarse qualità come regista? Sono queste le domande che mi sto ponendo, proprio mentre cerco di decidere quale album “fisico” ascoltare, non importa se in compact disc, vinile o cassetta. Perché quando si parla di “liquido”, io sicuramente non penso ad un file musicale, ma me ne verso un buon bicchiere. Cheers!

Luca Borderwolf Vitali, Rockinfreeworld