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Carnegie Hall 1970: rassegna stampa


Rassegna stampa italiana

Young è in stato di grazia straordinario. Concentratissimo sulle esecuzioni, una voce in pieno vigore giovanile senza alcuna sbavatura, un tocco di chitarra magnifico [...]. Spiccano rese toccanti, intimissime e allo stesso tempo maestose come la pianistica "Expecting to fly"; una "Southern man" che in veste acustica conserva l’ardore e la rabbia dell’originale; una tenerissima "Only love can break your heart"; la perfezione celeste di "See the sky about to rain". Ma nulla in questo disco è da trascurare, anche il divertente battibecco con il pubblico con tre tentativi di attaccare Sugar mountain fino a trovare la chiave giusta.
Il Sussidiario, rece positiva

Quando Neil Young conquistò Manhattan. Il rocker canadese inaugura una nuova serie di bootleg ufficiali con un concerto in solitaria del 1970 a New York. Pieno di fragilità, ma anche di disarmante bellezza. [...] Con Carnegie Hall abbiamo a che fare sì con un’esibizione intima e spoglia, ma in una location molto più impegnativa in termini di audience e di prestigio, quella del Carnagie Hall di New York, per giunta con un repertorio più variegato del solito.
Rockol, voto 8 (su 10)

La generosa scaletta del concerto copre una delle epoche più venerate della carriera di Young, con versioni essenziali dei brani [...]. Un album pieno di gemme.
Radiogold, rece positiva


Rassegna stampa internazionale

Qualsiasi collezionista di Young non si farà scappare Carnegie Hall 1970, ma si tratta di una performance speciale che può essere apprezzata anche dagli ascoltatori più casuali. Da solo al microfono, la purezza, la semplicità e la magia di alcune delle migliori canzoni di Neil Young vengono espresse in un modo ineguagliabile.
Allmusic, voto **** (su 5)

La Carnegie Hall ha una sua atmosfera distintiva, con il cantautore che affronta in tempo reale la sua fiorente schiera di fan, a volte troppo entusiasta.
Uncut, voto 8 (su 10)

L'unico aspetto negativo sembra essere un pubblico con un pessimo senso del ritmo che applaude. (...) Ma è un'eccellente selezione di brani, interpretati magnificamente.
Mojo, voto 8 (su 10)

Due concerti quel giorno, la prima volta che ha suonato in questo luogo leggendario, circa due mesi dopo l'uscita di After The Gold Rush, e la costante qualità del suo materiale è tanto più impressionante perché la scaletta include anche brani che all'epoca non aveva ancora registrato.
Glide Magazine, rece positiva

La sua prima esibizione solista alla Carnegie Hall di Manhattan, la cui integrità acustica dimostra una performance di ispirazione divina. C'è da meravigliarsi che non sia stato pubblicato prima, dal momento che le ventitré canzoni spaziano dai Buffalo Springfield e i primi brani solisti - "Down By The River", "Cinnamon Girl", "Expecting To Fly" - agli inediti a quel tempo "Old Man" e "See The Sky About To Rain".
Classic Rock, voto ****½ (su 5)




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