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Graham Nash: Now (2023)

 
1. Right Now
2. A Better Life
3. Golden Idols
4. Stars & Stripes
5. Love of Mine
6. Theme From Pastoral
7. In a Dream
8. Stand Up
9. It Feels Like Home
10. Buddy’s Back
11. Follow Your Heart
12. I Watched It All Come Down
13. When It Comes to You
 
 
A 81 anni e con una carriera che si colloca tra le più prolifiche e influenti negli annali della musica moderna, Graham Nash non ha certo più nulla da dimostrare. Questo potrebbe spiegare la sua assenza nell'ultimo periodo. Il suo album precedente, This Path Tonight, è uscito quasi sette anni fa e dava l'impressione che l'artista stesse guardando la propria vita nello specchietto retrovisore. Erano passati 14 anni dall'album che l'aveva preceduto, il che suggerisce che forse era semplicemente stanco e si era adagiato sul riflettere sulle glorie passate, piuttosto che intraprendere un altro viaggio già percorso più volte.
Se così fosse, allora Now potrebbe essere considerato una sorta di rinascita, che vede Nash celebrare ripetutamente le benedizioni che gli sono state concesse e rendersi conto di essere stato davvero un uomo fortunato. Molte delle canzoni ("In a Dream", "It Feels Like Home", "Follow Your Heart", "When It Comes To You" e la candida e confessionale "Right Now") sono incentrate sulla gratitudine per l'amore e la compagnia, argomenti su cui Nash ha affrontato più volte nel corso degli anni, in particolare nella classica "Our House" (che qui "It Feels Like Home" ricalca da vicino) e in "Sleep Song", che mostrava un'intimità a cui torna volentieri. Il nuovo materiale possiede una sua luce soffusa e trasmette il suono calmo, dolce, sobrio, che ha così tanto contribuito a CSN e CSNY (Crosby Stills Nash & Young).
Questo non vuol dire che non ci siano anche grida di protesta. Sia "Golden Idols" che "Stars and Stripes" ricordano gli inni indignati di un tempo, l'insurrezione che lo ha sempre caratterizzato in canzoni come "Chicago" e "Military Madness". I riferimenti al MAGA, al 6 gennaio e all'ipocrisia politica lasciano pochi dubbi su quali siano le sue mire. "Stand Up" si presenta come una chiamata alle armi, un'esortazione diretta a tutti, ovunque, a far sentire la propria voce.
D'altra parte, Nash tradisce anche un pizzico di nostalgia. Il suo duetto con l'ex compagno degli Hollies, Allan Clarke, su "Buddy's Back", ricorda con affettuosità la gioia del vecchio duo nel fare musica, nonché l'amore comune per Buddy Holly, che inizialmente ispirò i loro sforzi al punto che si appropriarono del cognome per battezzare la band. Ma, dall'altro lato, l'artista offre uno sguardo poco lusinghiero a tutto ciò che è accaduto da allora, nel brano che porta l'eloquente titolo di "I Watched It All Come Down". 
I watched it all come down
To a paperweight at the business end of town
Loaded up and loaded down, it’s a mess, a mess

C'è una certa amarezza in questo brano, in netto contrasto con la serenità dell'album nel suo complesso. In particolare, Nash non offre alcun pensiero finale sul suo compagno d'armi di lunga data, David Crosby, con il quale aveva litigato negli ultimi anni. Detto questo, "Follow Your Heart" potrebbe essere interpretata come un affettuoso addio (After all these years together, I’ll never forget to say I love you… and after all this time together, I’ll never forget that you love me…).
Se questa canzone sia effettivamente diretta al suo ex partner musicale è una pura congettura. Potrebbe anche essere l'elogio a un amore perduto. Difficile dirlo, anche se una cosa è certa. Graham Nash non è il tipo che assapora per forza un rimorso.

American Songwriter, voto **** (su 5)
Traduzione: MPB, Rockinfreeworld




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