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giovedì 2 aprile 2015

The Oral History: il tour e il disco inedito dei Crazy Horse, 1970


Neil Young: Facemmo un tour per club quando iniziammo – tutto ciò che avevamo era il mio Deluxe, il piccolo ampli di Billy e il Bandmaster di Danny – veramente poca roba. Nessun grosso staff. Nessuna agitazione. Stavamo nel camerino a fumare per poi salire e suonare “The Losing End”, “Cinnamon Girl”, “Everybody Knows” e “Down By The River” oppure “Cowgirl In The Sand” – mai tutte e due insieme, perché pensavamo non fosse una buona idea suonare così tanto in un solo set. [1]
Mi ricordo Danny che faceva “Look At All The Things”. È un peccato che a quei tempi lui non cantasse un numero maggiore di canzoni sue. […] Io facevo cinque o sei canzoni in acustico, poi veniva fuori il Cavallo e scuotevamo il locale a suon di rock. […] A metà del 1970, al Santa Monica Civic ci fu lo show finale dell'ultimo tour dei Crazy Horse insieme a Danny. […] In quel tour ci esibimmo anche al Fillmore East e di recente è stato pubblicato un cd che documenta quei concerti all'interno della Performance Series. Sono davvero felice di averli registrati tutti e diavere qualcosa da mostrare, perché non c'era nulla del genere nei dischi dei Crazy Horse di quel periodo. [6]

Vorrei sapere a proposito del footage dell'epoca di Danny Whitten al Fillmore, e quali out-take o versioni alternative ci sono di Everybody Knows This Is Nowhere e After The Gold Rush.
Ralph Molina:
L'epoca di Danny Whitten? So solo che erano giorni felici, per la maggior parte. L'unico footage che conosco sono le “Scorpitone Songs”, quello del Fillmore East. Prima degli Horse non abbiamo fatto molti filmati, sempre che ne abbiamo fatti. [5]

Quando uscirà il vostro nuovo album? [dal probabile titolo di Oh Lonesome Me, ndt]
Young:
Quello dei Crazy Horse? Sarà fuori in circa due mesi. Sarà davvero funky, sarà un album sporco. Faremo alcune cose vecchie ma le faremo bene. Come questa canzone country che ho imparato alla high school. Ricordo soltanto la canzone, non ricordo chi la scrisse né niente. E poi ci sono alcune altre canzoni che ho scritto che saranno una specie di… non so bene come spiegarlo. Sto cercando di ottenere per questo disco la qualità dei dischi che si facevano nei tardi Cinquanta e Sessanta, come i dischi degli Everly Brothers e di Roy Orbison. Erano fatti con certe qualità. Erano suonati tutti insieme. […] È la qualità del gruppo, il cantante dentro alla canzone e i musicisti che suonano con lui e c’è un’entrata, capisci... È qualcosa di speciale che mi ha colpito, tutte queste persone che pensano le stesse cose e suonano contemporaneamente. [3]

Nel ’69 hai registrato un altro album con i Crazy Horse subito dopo Everybody Knows, che vedeva anche Jack Nitzsche al piano. L’hai gettato via e hai fatto uscire Gold Rush. Come mai?
Young:
Be’, non fu davvero gettato via. Esiste. Vedi, le cose accadevano molto velocemente a quel tempo e quindi è difficile dire esattamente perché andai su After The Gold Rush piuttosto che su quello. Ricordo solo che pensai che Gold Rush fosse il logico passo successivo dopo Everybody. Subito dopo aver cominciato a suonare con CSN&Y, andai in tour e feci della roba molto funky che mi fece capire che il prossimo album sarebbe stato in quel particolare modo. Registrammo “Wonderin’”, “Dance Dance Dance”, “It Might Have Been”, “Winterlong” e molte altre. Appariranno su Archives, le ho trasferite in digitale. [2]

A proposito della mancata incisione di “Helpless”
Young:
La stavamo facendo dal vivo, tutti suonando e cantando insieme, e andò avanti per circa otto o nove minuti... con un lungo strumentale nel mezzo. […] E l'ingegnere non aveva premuto il pulsante. Era più selvaggia di qualunque altra cosa fatta sul palco.
[…] Era come tutte le altre canzoni registrate ai Sunset – aveva grandi cymbals e chitarre. Quando ho perso la registrazione coi Crazy Horse, l'ho preso come un presagio. Ho detto “Bene, allora la farò con CSN”. Quando Briggs e io iniziammo a lavorare insieme, io ero più duro di lui per certe cose. Per registrare tutto dall'inizio senza stoppare tra le varie esecuzioni. Non so perché quella dannata macchina non era accesa quando facemmo quella grandiosa “Helpless”. [1]

A proposito di “Birds”
Young:
La versione elettrica di “Birds” coi vibrafoni era grandiosa, ma era solo metà della canzone. Dopo la prima strofa mi sono fermato. “Wow, è grande!”. “Neil, ti sei fermato!”. Avevo dimenticato la seconda strofa. Heh heh! [1]

Billy Talbot: Nel mentre Young faceva After The Gold Rush, noi eravamo a spasso. [4]

Fonti:
[1] Jimmy McDonough, “Shakey – A Neil Young Biography”
[2] Mojo Magazine 1995
[3] Rolling Stone 1970
[4] Rolling Stone 1979
[5] Rolling Stone 2013
[6] Neil Young, “Il Sogno di un Hippie”