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mercoledì 10 giugno 2015

The Oral History: Tonight's The Night, 1975 (pt.1)


Neil Young: Tonight's The Night è un lp incentrato sulla vita e la morte di Bruce Berry e Danny Whitten. Queste morti tragiche furono legate a problemi di droga. […] In verità Tonight's The Night si concentra sugli strascichi di quelle morti. È una sorta di veglia funebre. […] L'album, passatemi il termine, fu registrato in audio vérité completamente intossicati di tequila Jose Cuervo. Si registrava dopo mezzanotte, quando eravamo talmente malridotti da non riuscire quasi a camminare. […] Un vero casino quella registrazione, senza alcun riguardo per gli aspetti tecnici, anche se quando lo ascolti a volume alto suona da Dio grazie all'abile produzione di David Briggs. I missaggi intermedi non furono mai remixati fino a farci sentire soddisfatti e l'album fu bloccato per un anno, per poi essere pubblicato dopo un altro paio di dischi. [10]

Si sente che sei un po’ ubriaco in quell’album.
Young: Dovrei dire che è l’album più liquido che io abbia mai fatto. Hai bisogno di un giubbetto di salvataggio per buttartici, in quello. Pendevamo come dei vecchi cactus… ed è qualcosa che la gente dovrebbe sentire. Dovrebbero sentire com’è l’artista in tutte le circostanze se vogliono avere un ritratto completo. Tutti quanti fanno cazzate, amico. Tutti quanti le fanno prima o poi. Stai solo fingendo se non lasci che la tua musica sia liquida come lo sei tu quando sei ubriaco o fatto. [2]

È questo il punto centrale dell’album?
Young: No. Questo è il mezzo. Tonight’s The Night è come una lettera di un tossico. Tutto quanto è sulla vita, la droga e la morte. Quando abbiamo suonato quella musica pensavamo a Danny Whitten e Bruce Berry, due nostri amici intimi persi per overdose. Le session di Tonight’s The Night sono state la prima cosa di quello che era rimasto dei Crazy Horse da quando Danny era morto. Dovevamo tirare fuori la nostra forza per coprire il vuoto da lui lasciato. L’altro, Bruce Berry, è stato a lungo un roadie di CSNY. Suo fratello Ken conduceva lo Studio Instrument Rentals, quando registravamo l’album. Quindi c’erano molte sensazioni, vibrazioni. C’era molto spirito nella musica che suonavamo. È bello, ricordo l’intera esperienza in bianco e nero. Scendevamo al SIR. alle cinque del pomeriggio e cominciavamo a fumare e bere tequila e giocare a biliardo. Verso mezzanotte cominciavamo a suonare. Suonavamo con loro e nel modo di Bruce e Danny. Non sono un drogato e non voglio mai provarlo… ma quando sei abbastanza fatto, sei su un orlo e cadi dentro quella sensazione. Fu surreale. Probabilmente ho sentito questo disco più di qualunque altro. [2]
Young: Sono stato capace di uscire da me stesso in questo disco, diventare l'esecutore delle canzoni piuttosto che il compositore. Ecco la differenza principale – ogni canzone fu “svolta”. Non mi sentivo la figura solitaria con la chitarra in mano o qualunque altro modo in cui la gente mi vedeva. Non mi sentivo così rilassato. Quindi pensai che dovevo dimenticarmelo e... spazzarlo via. [1]
Dipingere anziché ritrarre fotografie. Mi piaceva l'idea di... catturare qualcosa. Registrare qualcosa che accadeva. Io sono un musicista. Non voglio sedermi e costruire un disco. Avevo costruito un paio di album, bell'affare. […] Per anni ho suonato solo con la registrazione in corso. Registravo tutto – tutti i tour, ogni cosa. Lo facevo per annullare la differenza tra suonare e registrare – è una sola cosa. Così ti dimentichi che stai registrando […] e all'improvviso di rendi conto, “Gesù, questo lo abbiamo registrato!” Ecco il biglietto d'entrata, ecco cosa si deve fare. Quindi mi sono indotto a non preoccuparmi di cosa stavamo registrando o cosa no. […] Tonight's The Night fu la prima registrazione in studio dopo la morte di Danny. […] Su gran parte del disco suono una Broadcaster. Volevo un sound diverso – più funky, ma pulito. C'era molto groove. A ognuno piaceva quello che faceva l'altro e non abbiamo fatto altro. Ci concentravamo finché non era completo. Era una scena molto funky. Scendevamo sul Santa Monica Boulevard tutte le notti, io e Briggs, tornavamo in hotel, a mangiare hamburgers e bere tequila. La tequila era rilassante... voglio dire, dopo averla bevuta per due giorni di fila, è tutta un'altra cosa. Tequila e hamburger. Quella era la base. Quando iniziammo a registrare l'album, non sapevo che diavolo stavo facendo. Ma mi calai nella parte. Non sapevo veramente da dove cazzo uscisse fuori, ma c'era. Era una parte di me. Pensai che mi ero calato in un personaggio – ma forse fu il personaggio a essere entrato in me. [1]

David Briggs: Bussarono alla porta ed era Neil. Non lo vedevo da anni. Disse, “stavo facendo un disco con CSN e le cose non funzionano. Voglio fare un album rock 'n roll”. […] Non siamo arrivati là con l'idea “facciamo un disco spettrale”. L'album semplicemente si evolse. [1]

Ralph Molina: La nostra testa era completamente fuori. Quando bevi e ti dai una botta del genere, ti si accende la luce. [1]

Joel Bernstein: Dentro era completamente buio, indipendentemente dall'orario. […] Era come fare un documentario sugli animali notturni che uscivano da sotto la loro roccia. Erano come roditori quando gli punti la luce negli occhi. [1]

Nils Lofgren: Il feeling era sospeso nell'aria, lo potevi tagliare col coltello. Neil non aveva bisogno di trasportarci all'interno di quello stato d'animo. Ne eravamo tutti parte a causa della morte di Danny e di Bruce. Ecco di cosa parlava l'intero album – non ci siamo messi a sedere dicendo “oh Dio, che tragedia”. Fu l'opportunità per noi di essere insieme e buttar fuori quella roba. […] Per After The Gold Rush registrammo il più possibile dal vivo, provando un po' le parti prima di registrare. Per Tonight's The Night, Neil fece il passo ulteriore. Sembrava ribellarsi a tutto. Ricordo che parlavo con lui e mi diceva, “ho fatto dischi dove ogni cosa era analizzata, la facevi tremila volte ed era perfetta. Sono stufo marcio. Voglio fare un disco che sia completamente nudo e crudo. Grezzo. Non voglio riaggiustare niente.” […] Era frustrante. Appena capivamo la canzone, registravamo. Pensavo “bene, altre cinque prove e avrò bene la mia parte”. E Neil, “Okay, prossima canzone”. E io, “aspetta un momento!” […] Noi provavamo una nuova canzone per cercare di farla tutti insieme, lui registrava e poteva già considerarlo il take finale. Ci faceva uscire di matto. [1]

Perché suonare una musica così dura, nichilistica e intima a un pubblico appena uscito da Harvest, che poteva fraintendere?
Young: Gli faceva bene. Meglio di qualcosa che potessero capire. Se hai da offrire qualcosa che sai che il pubblico non capirà, la devi far uscire immediatamente, secondo me. Perché il pubblico capisce al volo – capiscono praticamente tutto. Se hai un buon pubblico, loro lo sanno. Non sono spiazzati da qualunque cosa tu fai. […] La gente vuole sempre che tu stia nel medesimo posto, quello che vogliono loro, è la sua natura. Penso che il 90% della gente, quando viene a vederti, sa bene cosa volere. E questo è un limite perché magari non avranno quello che vogliono, magari avranno qualcos'altro. [9]

Young: Mi fa piacere quando alla gente piace ciò che faccio, ma quando alla gente non piace, io continuo ad amarlo lo stesso. Mi piace leggere la critica di un giornalista che ha ascoltato Tonight's The Night e si dichiara disgustato perché ho pubblicato un disco mal registrato... A mio avviso questo genere di critico non sa quello che dice. Io non posso fare la medesima cosa disco dopo disco, o realizzare il disco perfetto... Tutto ciò che posso fare di quel genere, è Harvest, o Comes A Time... Può darsi che, tra cinque anni, io produca un altro “disco perfetto”, ma semplicemente per provare a me stesso di essere ancora in grado di farlo. [4]

Briggs: Terminate le registrazioni, diedi i nastri a Neil. Dissi, “ecco l'album”. Era fatto. Era un capolavoro. Poi andammo nello studio di Neil dove c'era una ridicola console che Elliot Mazer lo aveva convinto a comprare. Cercai di mixare Tonight's The Night con Neil e senza di Neil, e lui cercò di mixarlo con me e senza di me. Quella fottuta console rovinò Tonight's The Nigh. Che incubo. Andò avanti per mesi, fottuti mesi, e ogni volta che facevo un mix dicevo “suona da merda, c'è qualcosa di sbagliato”. Alla fine dissi “portiamolo fuori di qui, questo studio fa schifo, andiamo agli Heider a mixarlo”. Ma non ci siamo andati, né io né lui. […] Per me, l'originale Tonight's The Night era un capolavoro. Poi loro ci hanno infilato quelle altre fottute canzoni [tre brani di periodi precedenti] e hanno eliminato tutti gli intermezzi parlati. Molte persone pensano che Tonight's The Night sia il vero album, ma io so che in realtà è la versione slavata. […] Lo hanno rovinato. [1]
Young: Tonight's The Night uscì in un periodo in cui stavo facendo altri due dischi con lui, quindi eravamo insieme quando successe. […] Io portai a casa i master di Tonight's The Night. A un certo punto mio figlio Zeke si mise a giocare con il registratore, faceva andare avanti e indietro il nastro. Ci ha giocato per circa sei mesi. E il disco non è mai uscito. […] L'originale aveva nove canzoni. Era bello. Ma dovevo diluirlo. Lì entrarono in ballo le altre canzoni. Lo tenevano unito, ma lo diluirono un po'. L'originale era più artistico rispetto a quello che uscì. […] Con le parti parlate, cazzate farfugliate, tutte quelle cose bizzarre […] ubriache ed isteriche. […] Avevamo un mix grezzo di tutto quanto, con i rap e tutto. A un certo punto i discorsi furono tagliati, non ricordo perché. Se Briggs afferma che il disco era pronto e finito, non è vero. Perché se avesse detto che era finito, non avremmo continuato a cazzeggiare con quei master. […] La Warner non la riteneva una grande idea far uscire Tonight's The Night in quel momento della mia carriera. Ma dicevano sempre, “se vuoi farlo, lo faremo. Quello che vuoi tu”. Però fu la prima volta che dissero, “allora sei proprio sicuro di volerlo far uscire?”. Tutti pensavano che fosse orribile. Tutti quelli che conoscevo. CSN? Lo odiavamo, non lo menzionavano neanche. “Quello non è un disco”. Poi c'erano gli Eagles, specialmente Glenn Frey – quando facemmo il tour [con gli Eagles come opening band] loro pensavano che fossimo impazziti. Glenn venne da me e mi disse, “perché stai facendo questo a te stesso?” […] Per i tempi era un disco piuttosto selvaggio. Sapevo che era un gran disco. Aveva qualcosa di irriverente. […] Quando lo senti la prima volta pensi, “Oh Dio, cosa è successo a queste persone? Sono perdute?” Vera musica, suonata da gente che non aveva nient'altro da fare che suonare, e non perché stavano registrando. Questa cosa doveva uscire. […] Credo che Tonight's The Night sia zeppo di droghe, ma che sia pro-droga? Non direi... spero che non glorifichi le droghe. [1]

continua...

Fonti:
[1] Jimmy McDonough, “Shakey”
[2] Rolling Stone 1975
[3] Best 1967
[4] da Ivano Casamonti, “Neil Young”
[5] Rolling Stone 1979
[6] Mucchio Selvaggio 1988
[7] Melody Marker 1985
[8] Mucchio Selvaggio Extra 1993
[9] Mojo Magazine 1997
[10] Neil Young, “Il Sogno di un Hippie”