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venerdì 29 gennaio 2016

The Oral History: Toast, 2001 (inedito)


Neil Young: Stavo registrando un album con i Crazy Horse in un vecchio studio chiamato Toast nell'area [di San Francisco, ndt] chiamata SoMa [….]. Lo studio era in vendita quando c'eravamo noi e sembrava che non sarebbe rimasto ancora a lungo. Tutto sembrava temporaneo, anche i Crazy Horse. Le cose non andavano bene in studio. Sebbene ci fosse qualche grande momento e la musica fosse molto sentita, non era allegra né decisiva. Era capricciosa, jazzata. Lì Coltrane ha inciso alcuni dei suoi primi classici e noi lo sentivamo. Usavamo la porta metallica che dava sul retro per prenderci alcune pause per fumare. Tutte le sere andavamo a un ristorante su Market Street e cenavamo insieme, poi tornavamo in studio e suonavamo un altro po', cercando di ritrovare la magia che sempre ci ha accompagnato. A metà di queste sessions, abbiamo fatto un concerto in Sud America chiamato Rock in Rio […] per poi spostarci in Argentina. Il pubblico ci ha adorato. […] Quando siamo rientrati da Rio e abbiamo ripreso a registrare Toast, avevamo una nuova energia e abbiamo registrato una canzone chiamata “Gateway Of Love”. Abbiamo inciso alcune grandi cose su Toast, tra cui “Mr. Disappointment” e “Quit”, ma alla fine ho mandato all'aria l'album. Mancava qualcosa, proprio come nella mia vita personale, dove c'erano alcuni seri problemi di matrimonio. Non ero contento del disco, o forse non ero contento in generale. Non lo so. Era un album desolato, triste e senza risposte. Una cosa di cui immagino di non voler parlare. Toast era il titolo per il disco. In effetti era come un toast. C'è molta anima, dentro. Ho suonato la mia chitarra come un vecchio corno, con un sound grande e grosso e triste. Ralphie, Billy e Poncho gli hanno aggiunto il vecchio stile funky. Potrebbe essere una gemma. I fantasmi di Coltrane e dei suoi musicisti erano dappertutto nei Toast studios. Era spirituale. [David] Briggs mi mancava ma avevamo [John] Hanlon, e lui ha dato forma a un grande sound. Non è stata colpa di nessuno. C'è qualcosa, dentro, e magari è anche meglio di quel che ricordo. [4]

Neil vi richiamò in studio nel 2000 per un album chiamato Toast. Cosa accadde? Non è mai uscito.
Frank Sampedro:
Tutti la presero male. Registravamo l'album e stava riuscendo davvero bene. Poi andammo in Sud America per un tour proprio a metà delle sessions. Una delle serate era Rock in Rio. Era un enorme pubblico, 300.000 persone circa. Il pubblico divenne selvaggio e ci ispirò molto. Facemmo “Like A Hurricane” e loro cantavano la melodia tutto il tempo come un inno da stadio. Ci spazzò letteralmente via. Guardai Neil e lo vidi dissolversi. Teneva la testa al cielo e suonava la chitarra e basta. Gigantesco. Tutti ricordiamo quel momento.
Tornati a casa ci rimettemmo su Toast. Tutto ciò che tentammo di suonare assunse uno stile latino. Avevamo le idee confuse. Non intendo che non eravamo in grado di suonare i nostri strumenti o che non sapevamo cosa stavamo facendo o che Toast faceva schifo, ma ad un tratto andavamo in tutt'altra direzione. Non eravamo nello stesso posto in cui eravamo prima di andarcene. Abbiamo continuato a registrare delle cose, ma non funzionava.

Young: È un'esperienza d'ascolto incredibile. Fu registrato in 5.1. È un disco potente, non penso sia un album commerciale ma è grande rock and roll, molto lunatico, tipo jazzato. Fu registrato nello stesso luogo dove registrava Coltrane, quindi c'è un sacco di roba pesa dentro. Tutto l'ambiente fa parte del suono registrato, quindi tutto quanto ha un sound massiccio. Voglio fare una premiere in una grande galleria d'arte con casse in tutti e quattro gli angoli della stanza, e grandi casse, e occuparmi dell'acustica della stanza, così si potrebbero avere due o trecento persone nel bel mezzo che ascoltino. Si può fare un'esperienza di ascolto irripetibile in qualunque altro posto. [1]

Quindi fu registrato con i Crazy Horse circa sette anni fa, ma poi hai fermato le sessions? Perché lei hai fermate e perché le hai rispolverate ora?
Young:
Be' non ho fatto niente di nuovo. Lo stesso ingegnere che lavorò con me sull'album è ritornato sui mix insieme a me e li abbiamo fatti in 5.1 ed è pazzesco. [1]

L'album ha un sound diverso dagli altri soliti album dei Crazy Horse?
Young:
Totalmente. È diverso tanto quanto Tonight's The Night lo è da Everybody Knows This Is Nowhere. […] È davvero oscuro. Ha tutto dei migliori dischi dei Crazy Horse. Non sarà il disco più commerciale dei Crazy Horse, e non so nemmeno io parlare di questo, perché il modello è cambiato, i tempi sono cambiati. […] Non mi piaceva subito dopo averlo registrato. Andai avanti e feci Are You Passionate? E alcune delle canzoni di quello sono in Toast. [1]

Qual'è il mistero che riguarda Toast?
Young:
Toast è un buon album, molto oscuro. A molte persone non piacerà; a molte altre farà impazzire. Alcune canzone di Toast sono su Are You Passionate?, e forse altre canzoni sono da qualche altra parte. Non ricordo. Ma nessuna di esse suona come su Toast. [3]

C'è un'idea per quando uscirà?
Young:
È completato perciò uscirà. Lo abbiamo masterizzato. Insomma, è pronto per partire. Non è un album perfetto ma è sicuramente essenziale. Ma non voglio mischiarlo alle cose che sto facendo adesso. Ci sarà il suo momento propizio. [3]

Fonti:
[1] Rolling Stone 2008
[2] Rolling Stone 2013
[3] Uncut 2012
[4] Neil Young, “Special Deluxe”