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giovedì 3 marzo 2016

The Oral History: Prairie Wind e Heart Of Gold, 2005


So che non è facile parlarne, ma cosa è successo esattamente lo scorso marzo?
Neil Young:
Ho introdotto Chrissie Hynde alla Rock and Roll Hall of Fame, e il giorno dopo mi stavo facendo la barba in hotel, e ho notato questa una bizzarra nel mio occhio, come un pezzetto di vetro. Ho notato che qualunque cosa facessi, c’era sempre. E poi ha iniziato a diventare più grosso. Sono andato dal mio dottore, ho fatto una MRI e il mattino dopo sono andato dal neurologo, Dr. Sun – un tipo cinese, molto simpatico. Ha detto, “La buona notizia è che sei qui e sembri in forma. La cattiva è che hai un aneurisma nel cervello. Ce l’hai da sempre, quindi non c’è niente di cui preoccuparsi, ma è una cosa seria e dobbiamo sbarazzarcene subito.” È un tizio simpatico. Ero pronto per andare a Nashville a registrare alcune cose, quindi ci andai… [1]

Hai volato con un aneurisma?
Young:
Il Dr. Sun disse che avevo volato cent’anni con quella cosa. Quindi andai in studio martedì e registrai tre canzoni. Ne scrissi una durante il viaggio e altre due subito dopo aver registrata quella. Tutto l’album è cronologico – l’ho scritto e registrato nell’ordine in cui appare il disco. Poi sono tornato a New York il lunedì per una questione di pre-chirurgia, poi di nuovo a Nashville, ne ho registrate quattro, cinque, sei, sette, otto e gran parte della nove e della dieci. Poi mi hanno ricoverato e sono andato sotto. [1]

In nessun momento hai pensato “Questa può essere la mia ultima canzone”, e se lo hai fatto volevi che quella, insomma, fosse davvero buona?
Young:
Pensavo a cose del genere, ed è brutto che la gente ne sappia qualcosa, del tipo “L’unico modo perché facesse un bell’album era di avere un aneurisma”, o qualcosa di simile. È abbastanza buffo, perché sapevo che lo avrei fatto comunque l’album, e non sento di andare più lentamente, ma queste cose succedono. Si, ci sono diverse riflessioni. Ha influito su tutte le canzoni. [1]

Stavi ovviamente lavorando veloce, ma canzoni come “Falling Off The Face Of The Earth” vanno dritte al punto, in modo chiaro. Hai avuto effettivamente il tempo per destreggiarti con i testi?
Young:
Molte cose semplicemente escono da sé, ma quella canzone è unica perché gran parte di essa deriva da un messaggio vocale su una mail. Un mio amico mi ha chiamato, sapendo che stavo passando questa cosa, e mi ha lasciato un messaggio vocale che era, “Ti penso – volevo solo dirti che significhi molto per me” e cose del genere. Quindi la trascrissi tutta e ho costruito questa melodia dal timbro basso. La cosa fondamentale nella composizione è di non avere preconcetti, essere aperti completamente e non preoccuparsi mai se è figo o no. Usa tutto ciò che puoi e pensaci dopo che hai finito il disco. [1]

L’intervento è andato liscio, ma il ricovero no. Che cosa è successo?
Young:
Tutto era a posto e pensavo che potevo andare a Winnipeg per i Juno Awards, che è un grande evento in Canada, dove io sono nato, e avevo pianificato di farlo senza problemi. Due giorni dopo l’intervento, puoi cominciare a camminare – sono uscito per una passeggiata e a metà, in strada, la cosa si è aperta, e c’era sangue nella mia scarpa – non so se è il caso che ti racconto questo. C’è stata insomma una complicazione. Era la mia arteria femorale. Ero privo di conoscenza, e i medici hanno dovuto farmi riavere. Non c’era modo che potessi andare ai Juno Awards, così abbiamo dovuto annunciare cosa era successo. Ma sono andato a tanto così dal non farlo sapere a nessuno. Potevo aver avuto un aneurisma, un intervento, e nessuno avrebbe notato la differenza. Sarebbe stato divertente. [1]

Dopo poche settimane dalla fine di Prairie Wind, tuo padre, giornalista canadese famoso, è morto a 87 anni. Com’era la vostra relazione?
Young:
Avevo un bellissimo rapporto con mio padre, e tutto era ok quando è morto, ero in pace con lui e tutto era a posto. […] Aveva la demenza senile negli ultimi anni della sua vita, così non potevo parlare al telefono con lui – non ricordava con chi stava parlando. Ma è stato un padre amorevole e un amorevole nonno e un grande scrittore. [1]

C’è una canzone divertente a proposito di Elvis alla fine di Prairie Wind. L’hai mai conosciuto?
Young:
No, mai visto. L’ho visto da lontano, e pensai che fosse soltanto un personaggio. […] Era quel che era. Sembrava un ragazzo selvaggio ma un buon ragazzo. [1]

[…] Jonathan Demme ha filmato la prima performance di Prairie Wind per un film che uscirà il prossimo anno. Come avete lavorato?
Young:
Jonathan mi ha chiamato quando avevo appena finito le prime 8 o 9 canzoni e mi ha detto, “Ho un anno di pausa, non sto facendo niente, tu stai facendo qualcosa? Potremmo fare qualcosa?” Quindi gli ho detto che appena finito il disco, o quasi finito, gli spedivo i testi, vedi cosa ne pensi. E ha avuto una grande reazione. Ha detto “Voglio fare un film, voglio fare un film”, finalmente ci siamo organizzati per Nashville. Mi piace molto e ho registrato lì l’album, e so che ho fatto molti generi di musica diversi e molta gente non riesce a capire come posso essere chiamato il padrino del grunge e suonare come Hank Williams, ma per me è tutta musica e non me ne frega delle etichette. […] Jonathan e io decidemmo di andare a Nashville. Lui andò e fece amicizia con il Grand Ole Opry e studiò la produzione, i fondali e tutto quanto. Decidemmo di fare la premiere di Prairie Wind al Ryman Auditorium, uno show d’epoca. […] Avevamo vestiti d’epoca e abbiamo eseguito tutto cronologicamente, così come le canzoni erano state scritte e registrate. Poi abbiamo fatto una selezione dalla mia discografia, cominciando dall’inizio e andando cronologicamente canzone dopo canzone fino agli anni ’90, e lui ha registrato e filmato in modo magnifico, e io ho cercato di raccontare qualche storia sulle canzoni, e le storie che la musica racconta. [1]

Young: Ho preso molto da questo paesaggio per la mia musica. […] Il mio posto è nella prateria, a Winnipeg. Sono stato lì dagli 8 ai 12 anni, dopo che mio padre e mia madre si sono separati. Le mie radici paterne sono il fiume Cyprus e Manitoba. [2]

A proposito di “When God Made Me”
Young:
Penso che la religione e la libertà religiosa e il rapporto che una persona ha con Dio è qualcosa che non dovrebbe essere manipolato da un partito politico. I Padri Fondatori di questo paese, solo alcuni di loro erano religiosi e timorosi di Dio. E ora, nel consiglio di Bush, abbiamo circa il cento percento di cristiani. Penso che sia sbilanciato. Rispetto la loro religione, rispetto il modo in cui la sentono, rispetto qualunque cosa del loro culto, il loro diritto di fare ciò che vogliono. Però voglio essere rispettato per il mio diritto e il mio rapporto con Dio, e non voglio che si accusino partiti politici di essere fedeli o anti-fedeli perché non sono d’accordo con qualche etica cristiana o qualche stile di vita cristiano.
La cristianità può essere rispettata così come le religioni musulmane, quelle ebree, e ogni altra religione. La tua relazione con Dio è la tua relazione con Dio. Quando vai in paradiso, o dovunque tu vada, tu… è tra te e Dio. Non c’è un mezzo, non importa, puoi essere chiamato pagano, immagino, ma se vai abbastanza indietro scoprirai che i pagani erano persone che davvero credevano nella Terra, persone che credevano nell’armonia della natura. Come gli Indiani, come il Grande Spirito, credono nel Grande Spirito ed è stata l’insicurezza della cristianità che ha trasformato il paganismo nell’accezione negativa. [3]

Fonte:
[1] Time 2005
[2] Rolling Stone 2006
[3] World Cafè 2005