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mercoledì 29 luglio 2015

Graham Nash: intervista con “un uomo molto fortunato”


Cosa ti ha portato a un tour solista?
Sono stato impegnato con la musica di Crosby Stills Nash & Young in modo continuativo per gli ultimi sei o sette anni. Abbiamo la responsabilità di tutti i concerti e di ogni cosa che registriamo, e abbiamo fatto tanto come CSN. Ho speso gli ultimi quattro anni a mettere insieme il cofanetto di CSNY – i 4 cofanetti di CSNY con vinili e tutto. Quindi ho avuto da fare con la nostra musica per molto tempo. Ora è arrivato il momento. Insieme al mio amico Shane Fontayne, che è il secondo chitarrista nella band di CSN, ho scritto 20 canzoni e le abbiamo registrate tutte in 8 giorni. Quindi voglio andare fuori a fare la mia musica! È davvero interessante non dover pensare a David [Crosby] o Stephen [Stills]. Sai, “voglio avere lo stesso numero di canzoni” e cose del genere. È interessante non dover pensare alla musica di David o Stephen.

Nella tua autobiografia, Wild Tales, ricordo che hai parlato della prima volta che ti sei esibito da solo, senza David o Stephen, e quanto difficile è stato, per te come per chiunque. Ti senti più a tuo agio in uno show da solo adesso?
Sì, penso che più diventi maturo più ti senti a tuo agio, come nel mio caso. Non dimenticare che è stato Stephen a dire che a Woodstock ci cagavamo addosso [ride].

In generale, è una questione di nervi o è più il fatto di dover riarrangiare delle canzoni scritte per una band?
No, tutto questo va bene! Ho una quantità incredibile di canzoni scritte nella mia vita. Ovviamente molte sono già note al mio pubblico quindi sento di dover salire sul palco e divertirmi più che posso. […] Sul serio, ogni persona che viene a vedermi, qualunque cosa faccia nella sua vita - che ne so, saranno un miliardo di azioni a persona? - porterà queste esperienze all'Aladdin Theater, quindi perché non divertirsi?

Ho sentito che parte del ricavato del concerto di Portland andrà in beneficenza. Stai sostenendo il Guacamole Fund?
Abbiamo lavorato con Tom Campbell e il gruppo di Guacamole per 40 anni! E sì, una parte va a loro.

Quindi è il Guacamole Fund il punto focale del tuo attivismo adesso?
È solo un'organizzazione in cui abbiamo sempre creduto. Probabilmente il 95% dei ricavati che io o David o Stephen o Neil, o Jackson [Brownie] o Bonnie [Raitt], abbiamo mai fatto, è andato a Campbell e al Guacamole.

Oh, interessante. Perciò c'è un miscuglio.
Oh sì! C'è molta fiducia. Sappiamo doveva ogni singolo dollaro e sappiamo che lavorano bene, conosciamo tutto. Vale la pena sostenerli. E non sono i soli che sosteniamo ovviamente, perché ci sono un tante cose che necessitano sostegno, in particolare l'istruzione dei bambini, insegnare loro a leggere, renderli partecipi dell'incredibile esperienza di leggere un libro, di essere trasportati nel tempo e nello spazio insieme al soggetto del libro. Ci sono tante cose che necessitano di un sostegno e noi facciamo del nostro meglio.

Sembri avere sempre avuto un interesse anche nella tecnologia, per esempio le macchine fotografiche e le stampanti a getto d'inchiostro che hai contribuito a sviluppare con la Nash Editions. Come persona che in primo piano ha assistito alla storia della registrazione musicale, credi che questo progresso abbia inficiato positivamente o negativamente la musica popolare?
Più vicino sei al sound originale che avviene in studio, meglio è, credo. È una delle ragioni per cui ammiro Neil per la sua insistenza sulla qualità audio, metterti il più vicino possibile a quello che accade davvero. Credo che in molti casi la tecnologia sviluppata oggi sia un antonimo. Nel nostro caso la utilizziamo con moderazione. 

A quale punto la tecnologia smette di essere un contributo e diventa una stampella per la creatività?
Sai, in particolare per quelli come me che vanno in tour, se ho un'idea alle 3 del mattino, mi basta accendere il computer e in 25 secondi sto registrando. È solo un 2 tracce ed è grezzo, ma il punto è che posso fissare l'idea in modo da non dimenticarmene. Quindi ci sono molte tecnologie. Uno dei grossi problemi che abbiamo avuto nel fare il box di CSNY è stato prendere i 9 nastri multitraccia registrati in luoghi di diverse dimensioni, sia all'aperto che al chiuso, e dare all'ascoltatore la sensazione di essere seduto a uno dei concerti. Ed è stata la tecnologia, in particolare la compressione, che ci ha aiutato a creare l'illusione.

Pensi che la digitalizzazione della musica e la sua disponibilità onnipresente l'abbia devalorizzata? Ho chiesto a John Mayall a proposito di questo 2 settimane fa e volevo sapere la tua opinione.
Non sono sicuro che la devalorizzi perché la buona musica è buona musica. Ma quello che è successo quando per la prima volta è apparso Napster, è che le persone hanno iniziato a fare dischi che avevano 2 tracce buone e 10 riempitive. E il consumatore poteva dire “uso Napster per comprare queste 2 che voglio e non devo pagare per le altre 10”. Una volta che il vaso di Pandora è stato aperto non si è più potuti tornare indietro. Penso che da una parte l'abbia devalorizzata perché molti dei ragazzini di oggi si aspettano che la musica sia gratuita ma si devono rendere conto che servono molti soldi per fare della buona musica.

[…] Cosa pensi di Pono, il player di Neil?
Anche in questo caso penso che Neil Young voglia solo il meglio per chi ascolta la sua musica. Pono suona meravigliosamente – io ho uno degli originali, naturalmente un dono di Neil. Il suono è eccezionale! Dio lo benedica per averlo fatto! Il risultato che ho avuto su Kickstarter per quel progetto è stato strabiliante, penso che abbia racimolato 6 o 7 milioni di dollari.

Nella tua autobiografia ho avvertito un conflitto nella tua relazione con Neil. All'inizio sembra che eri ambivalente nel considerarlo o meno un amico, ma più si prosegue la lettura, più sembra che tu abbia un legame più profondo con Neil che con chiunque altro a parte David. Che trovi allettanti le sue idiosincrasie artistiche ma che la sua carente disponibilità come persona sia fonte di delusione. È giusto?
Sì, penso che sia abbastanza giusto. Ed è un pochino deludente, sai, perché con i veri amici c'è molto da imparare e quando ti isoli impedisci a te stesso di avere esperienze con nuove persone, specialmente con persone che conosci e ami. Voglio dire, ci conosciamo da quasi 50 anni. E non cercare un'opportunità per essere un amico decente per una persona, ecco, c'è qualcosa che tocca.

Si, sembra che ci siano stati tanti momenti nei quali avreste potuto relazionarvi, come quando ti ha portato al centro del lago ad ascoltare Harvest riprodotto fuori dal fienile. In altri momenti invece è semplicemente scomparso.
Beh, più vecchio diventi più cose ci sono nella tua vita. Ci sono gli affari con cui te la devi vedere, e gli amici con cui te la devi vedere. E posso capire – è la ragione per cui non sono su Facebook. Ho già poco tempo per gli amici che ho, non ne ho bisogno di altri 760.

Hai scritto di aver incontrato Miles Davis durante l'epoca di Bitches Brew e avete parlato della consapevolezza dell'armonia modale. Alcune canzoni di CSN, come “Dark Star”, mi pare che abbiano parti con modulazioni in terze minori. Tu, David, Stephen o Neil avete deliberatamente considerato gli elementi armonici o compositivi del jazz come una tecnica creativa?
Assolutamente. È stato David Crosby. L'amore di David – a parte il folk, ovvio, e il rock and roll – è il jazz. È stato un grande ammiratore di Coltrane e l'ha visto diverse volte dal vivo. Il suo pianista preferito è McCoy Tyner. David e suo figlio James, che suona le tastiere nella nostra band, sono entrambi fan di jazz.

A parte il tour, cosa altro c'è all'orizzonte per te?
Altra musica – un nuovo album che uscirà circa l'anno prossimo, che è soltanto tra 6 mesi. Molta pittura, molti lavori artistici, e molta musica su cui stiamo lavorando. Sono molto fortunato, Nathan. I miei giorni sono pieni di cose che voglio fare, che fortuna!

Assolutamente. Stai facendo molta fotografia in questo momento?
Sempre, sempre. Farò una mostra in agosto con i miei amici Amy Grantham, Joel Bernstein e Elliott Landy a Woodstock. Sai, porto avanti nella mia vita molte cose oltre alla musica.

In una recente intervista per NPR, hai detto che speri che CSNY possano riunirsi un'altra volta perché avete ancora “tanta altra incredibile musica da fare” e che “i ragazzi più giovani stanno gridando per la realtà”. CSNY possono ancora sentire il polso della coscienza pubblica e fare delle dichiarazioni da far risuonare in lungo e in largo?
Assolutamente. Perché ascoltiamo il nostro battito e l'abbiamo sempre fatto. Non seguiamo nient'altro se non ciò che scorre nelle nostre vene. E non c'è nessun dubbio che CSN siano ancora molto rilevanti, ritenuti ancora una band autentica con musica autentica, e credo che sia meraviglioso fare questa esperienza ancora.

VrtxMag, Luglio 2015
traduzione in esclusiva a cura dello staff Rockinfreeworld