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David Crosby: Here If You Listen (2018)



1. Glory
2. Vagrants of Venice
3. 1974
4. Your Own Ride
5. Buddha on a Hill
6. I Am No Artist
7. 1967
8. Balanced on a Pin
9. Other Half Rule
10. Janet
11. Woodstock

Dopo che si è spenta l’eco delle ultime note di Here If You Listen si  rimane a bocca aperta, incantati. Il crescendo artistico della terza età di David Crosby culmina  in un capolavoro senza tempo. [...] Here If You Listen, semi-acustico e senza percussioni, è una festa di armonie vocali, ed evoca ancora una volta l’arte di Joni Mitchell, faro nitido e costante per Crosby.
TomTomRock, voto 9 (su 10)

Here If You Listen è un piccolo grande gioiello di minimalismo e grazia sonora. Poche chitarre, tante armonie vocali, con Crosby che si fa accompagnare dalle voci di Michelle Willis e Becca Stevens, che spesso vanno oltre i cori e passano in primo piano, andando ad aggiungersi anche a vecchi demo rispolverati e rielaborati ("1974" e "1967").
Rockol, voto 8 (su 10)

Un disco che offre una piacevolezza di ascolto consueta riguardo al personaggio, ma al contempo inedita grazie alle nuove forze messe in campo. Anche i testi risultano interessanti, da riflessioni sulla mortalità (l’uomo ha pur sempre settantasette anni…) ai riferimenti, nemmeno troppo velati, a Trump e Kim Jong-un.
Distorsioni, voto 7,5 (su 10)

Un lavoro di cui ha gridato ai quattro venti di essere fiero e pienamente soddisfatto, questo Here if You Listen, che esce in questi giorni. Ebbene, anche se il nuovo disco ha accorciato la vita di Sky Trails, dobbiamo ringraziare David per averlo fatto. Perchè ci troviamo tra le mani un bellissimo lavoro, carico di passione, gioia, entusiasmo, una vera e propria perla sonora che entra con fascino nelle nostre orecchie, ci prende e ci trascina.
Buscadero, voto **** (su 5)

“Questa è una delle migliori esperienze musicali della mia vita”, lo scrive nel libretto che accompagna il disco ma lo si potrebbe immaginare mentre te lo dice di persona lisciandosi i baffi e aggiustando il berretto di lana calato in testa, con lo sguardo fiero e gli occhi puntati sul futuro. Ascoltando il disco gli si crede pure, perché nei 45 minuti traspare un senso di leggerezza, freschezza e purezza che hanno il potere di avvolgenti come una buona e vecchia coperta nei momenti di gelo.
Enzo Curelli Blog, rece positiva

Ci risiamo: David Crosby non sbaglia un colpo. Quattro album in quattro anni, con l'ultimo, quello qui recensito, che più si avvicina al suo meraviglioso esordio del 1971, quel "If I Could Only Remember My Name" ineguagliabile manifesto del movimento hippie al suo tramonto. [...] Come allora, anche oggi Crosby mette a segno i suoi obiettivi intimistici, traducendo in musica l'ennesima visione onirica.
Artistsandbands, rece positiva

Nonostante siano stati bene accolti, gli album Croz, Lighthouse e Sky Trails avevano un piccolo difetto di fondo, e cioè il fatto di averci fondamentalmente confermato che l’uomo sa scrivere un solo tipo di canzone: la qual cosa, quando gli viene bene, è senza rivali, ma l’idea di base è pur sempre quella di un folk che gli permetta di valorizzare la sua voce quasi come se fosse uno strumento. C’era dunque bisogno di qualche cambiamento, ma sembra che questo Here If You Listen non riesca troppo a smuoverlo dalla sua rassicurante consuetudine musicale.
Rootshighway, rece positiva




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