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sabato 27 ottobre 2018

Floatin' in a stream: Neil Young e lo streaming, classifiche e dati di vendita


Neil Young e lo streaming, un amore mai sbocciato. Le battaglie del canadese per sensibilizzare i fruitori di musica alla qualità dell’ascolto hanno fatto sì che, nel dicembre 2017, dopo la disastrosa esperienza Pono (un costoso lettore portatile di musica digitale ad alta risoluzione), Young lanciasse il suo neilyoungarchives.com, dove è possibile ascoltare tutta la sua sterminata discografia, dapprima gratis, successivamente con un abbonamento a costo contenuto, in un primo momento solo da computer, in attesa di essere disponibile anche su smartphone. Arrivati in ritardo sulle varie piattaforme di streaming rispetto a tanti colleghi, i dischi di Young vennero rimossi dal luglio 2015 al novembre 2016 in modo quasi totale: quasi, perché i dischi dell’era Geffen rimasero, e anche perché quelli Reprise furono poi resi disponibili all’ascolto almeno su Tidal.
Storia più recente, la causa con Spotify per diritti d’autore mai pagati. Proprio Spotify però, ci viene in aiuto per capire quanto “vendano in streaming” i lavori di Young. Cerchiamo di chiarire il virgolettato. Da ormai diciotto anni consecutivi le vendite degli album musicali calano vertiginosamente, e ormai siamo a livelli degli anni ’60, quando però uscivano molti meno dischi. Si è passati dai 785 milioni del 2000 ai 169 del 2017, venduti in totale negli States.
Per gonfiare un po’ le cifre, con la scusa di verificare così il grado di popolarità di un artista, l’industria musicale ha iniziato a utilizzare i numeri derivanti dallo streaming e sommarli a quelli delle vendite “fisiche” e dei download. Già da alcuni anni, infatti, 10 canzoni scaricate da un album (anche se si tratta della stessa canzone) equivalgono a 1 copia venduta dell’album. Per lo streaming si è stabilito che 1.500 streams di una canzone equivalgono a 1 album “venduto”. Molti paesi adottano ormai il sistema vendite fisiche+download+streaming anche per le certificazioni a Oro e Platino (e presto verranno probabilmente aggiunti anche i video visti su YouTube). Va da sé che gli artisti giovani che vanno per la maggiore, sfornando singoli di successo, in questo modo spopolano nelle classifiche, relegando le vecchie glorie ai margini. È interessante fare il confronto, nei pochi paesi che le hanno a disposizione entrambe, tra le classifiche SPS (sales plus streaming) e quelle Pure Sales (soltanto vendite): spesso, se non sempre, in testa alla prima vi sono nomi che sono molto in basso nella seconda.
Ma a noi interessa Neil Young e vogliamo conoscere quanti dischi ha venduto con lo streaming, sia nel 2018 che in totale. Il suo sito mostra settimanalmente una classifica per gli album e una per le canzoni, ma non ci sono cifre. Ci viene in aiuto Spotify: brano per brano, è possibile sapere il totale degli streams. È sufficiente (si fa per dire, è un lavoro lungo e noioso!) fare il totale delle canzoni di un album e poi dividere per 1500 per avere un primo numero. Sappiamo (da un rapporto del 2018 della IFPI, la Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica) che su 272.000.000 utenti del servizio in streaming, 157.000.000 sono utenti Spotify, quindi la formula è fatta.
Di seguito ci sono le seguenti classifiche: una relativa agli ultimi dodici mesi per gli album, quella totale relativa agli album, e quella delle singole canzoni (questa, a differenza delle altre due, riferita solo a Spotify).

Alcune doverose precisazioni:
1) dati ufficiali non ce ne sono, quindi questo lavoro va inteso come una finestra sulle vendite streaming di Young, senza la pretesa di avere la verità in tasca, giusto per averne un’idea che si avvicini il più possibile alla realtà partendo dai dati crudi di Spotify e non avendone dalle altre piattaforme;
2) prima del 2018 il rapporto tra utenti Spotify e utenti globali era di 132 a 212;
3) le raccolte (Decade, Lucky Thirteen, Greatest Hits, Archives Vol. 1) non sono in classifica, perchè le canzoni possono essere calcolate una sola volta ed è stato scelto di farlo per gli album d’origine;
4)  per il motivo di cui sopra, alla voce Storytone - Deluxe, è conteggiata solo la parte acustica;
5) gli album doppi sono contati come singoli; vale a dire, il totale diviso 1500, ma non ulteriormente diviso per 2;
6) Live At Massey Hall 1971 non è su Spotify, in questo caso è stato estrapolato da Archives Vol. 1, e i dati disponibili sono solamente quelli totali e non quelli relativi agli ultimi 12 mesi; anche per Live At Fillmore East, seppur questo reperibile separatamente da Archives Vol. 1, abbiamo disponibili solo i dati totali;
7) oltre a Live At Massey Hall 1971, altre Archives Performance Series non sono su Spotify  e quindi non sono in queste classifiche;
8) i dati sono stati raccolti nei primi dieci giorni dell’ottobre 2018 e confrontati con quelli raccolti a metà ottobre 2017.

Dando uno sguardo alle classifiche, come prevedibile, Harvest stravince, soprattutto trascinato dal singolo “Heart Of Gold”. Tutte le canzoni di Harvest sono sopra il milione di streams (ricordiamo che, nel caso delle singole canzoni, abbiamo preso in considerazione solo Spotify). Lo stesso accade ad altri due dischi: Harvest Moon e After The Gold Rush (a On The Beach manca, ma per un pelo, Motion Pictures). Lo stesso After The Gold Rush è stato superato nella classifica degli albums da Rust Never Sleeps. Nelle due charts possiamo vedere quanto è importante avere una canzone trainante: “Heart Of Gold” (Harvest), “Harvest Moon” (l’album omonimo), “My My Hey Hey” (Rust Never Sleeps), “Rockin’ In The Free World” (Freedom); Like A Hurricane da sola vale ben più della metà di American Stars’n’Bars, e lo stesso si può dire di “Razor Love” in Silver & Gold e “Cortez The Killer” in Zuma.
Ben 76 canzoni hanno superato la soglia del milione, qui sono diventate 77 perché abbiamo inserito, a titolo di curiosità, “Campfire”, duetto con DRAM tratto dalla colonna sonora del film Bright. Hanno avuto un peso positivo nel ranking album degli ultimi dodici mesi i recenti The Visitor, Roxy 1973 e Paradox. Nel computo totale, Hitchhiker è ormai ad un passo dalla Top Ten. Stupiscono in positivo Old Ways e Trans, in negativo Prairie Wind, Psychedelic Pill e Le Noise, ma qui entriamo nel campo delle aspettative soggettive e ci fermiamo.
Dopo tutti questi dati, queste formule, queste cifre, non vi sentite anche voi “like a leaf floatin' in a stream”?

Luca "Borderwolf" Vitali, Rockinfreeworld

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