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Il ritorno del Cavallo tra le nevi del Colorado. L'ultimo album mescola il grunge di protesta alle ballad intimistiche, regalando momenti di puro incanto.

Neil Young & Stray Gators - Tuscaloosa 1973

Il nuovo live d'archivio è tratto dal tour 1973 con la formazione originale di Harvest. 11 canzoni acustiche ed elettriche, solari e oscure, a cavallo tra il successo e il dolore.

Neil Young Archives

Il sito web ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, album, film, inediti, foto, manoscritti, memorabilia, video, radio clips e tanto altro.

mercoledì 5 giugno 2019

Neil Young & Stray Gators: Tuscaloosa (Reprise Records, 2019)




1. Here We Are In The Years (3:56)
2. After The Gold Rush (4:42)
3. Out On The Weekend (5:29)
4. Harvest (4:14) 
5. Old Man (4:17)
6. Heart Of Gold (3:48)
7. Time Fades Away (6:10)
8. Lookout Joe (4:59)
9. New Mama (3:01)
10. Alabama (3:50)

11. Don’t Be Denied (8:09)

Live 1973-02-05, Memorial Coliseum, University Of Alabama, Tuscaloosa

Quarto volume della Performance Archives Series, Tuscaloosa 1973 è uno dei live d'archivio da cui non si può prescindere. Fotografa gli Stray Gators, la band con cui Neil Young registrò Harvest, durante il tour immediatamente successivo al successo del 1972, il famigerato Time Fades Away tour da cui poco dopo Neil trasse l'omonimo album.
Chi ama il sound della parte elettrica di Harvest, denso e stratificato grazie alla pedal-steel di Ben Keith, al pianoforte di Jack Nietzsche, oltre al basso di Tim Drummond e la batteria di Kenny Buttrey, amerà alla follia anche Tuscaloosa. Abbiamo per la prima volta la resa elettrica della magica "New Mama", letteralmente da brividi (anche se a nostro parere sembra tagliata nella seconda parte), e la rara ma celeberrima "Alabama", qui resa nelle stesse modalità di Harvest, al punto da sembrare un alternative take dell'album. Possiamo ascoltare "Lookout Joe" finalmente nel suo contesto autentico, mentre "Time Fades Away" e "Don't Be Denied", anche se suonano molto simili a quelle che già conosciamo su Time Fades Away, riverberano di freschezza e potenza.
Il set elettrico in realtà costituisce il secondo tempo del disco, che si apre con due brani completamente acustici, "After The Gold Rush" forse nella sua versione live migliore mai uscita a livello ufficiale, e "Here We Are In The Years", gemma dell'album d'esordio del 69 che finalmente possiamo apprezzare in una versione spoglia, minimal, decisamente più younghiana.
Poi arrivano in fila quattro pezzi da Harvest, dove Neil suona l'acustica ma è accompagnato dalla band: "Out On The Weekend", "Harvest", "Old Man" e "Heart Of Gold". Anche in questa parte, i cultori dell'album si sentiranno a casa, per non dire che avranno la pelle d'oca.
Tuscaloosa è piuttosto breve, 11 canzoni. Sono state escluse per scelta "On The Way Home" e "The Loner". Peccato. Altre canzoni eseguite quella sera ("Southern Man", "Are You Ready For The Country?" secondo SugarMtn) pare non siano state registrate. Godiamoci questa affascinante fotografia, rigorosamente in un oscuro bianconero come suggerisce la classica cover, mentre aspettiamo ulteriore materiale (NYA Vol.2?) tratto da uno dei momenti più creativi e combattuti del nostro canadese.