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Neil Young & Crazy Horse - Colorado

Il ritorno del Cavallo tra le nevi del Colorado. L'ultimo album mescola il grunge di protesta alle ballad intimistiche, regalando momenti di puro incanto.

Neil Young & Stray Gators - Tuscaloosa 1973

Il nuovo live d'archivio è tratto dal tour 1973 con la formazione originale di Harvest. 11 canzoni acustiche ed elettriche, solari e oscure, a cavallo tra il successo e il dolore.

Neil Young Archives

Il sito web ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, album, film, inediti, foto, manoscritti, memorabilia, video, radio clips e tanto altro.

mercoledì 11 dicembre 2019

La crisi climatica, la musica digitale e i 50 anni dei Crazy Horse: interviste a Neil Young


La tua cavalcata con i Crazy Horse dura da 50 anni, sin da Everybody Knows This Is Nowhere nel 1969. Come ti senti a riguardo?
E’ grandioso. Voglio che continui ancora. Siamo ancora qui per la stessa ragione: servire la musica. Abbiamo sempre fatto questo. Non faremo un disco scadente dopo essere stati insieme per 50 anni. Questo disco non è poi così diverso dal nostro sound di allora. C’è la stessa scintilla di giovinezza.

Gran parte di Colorado è incentrato sul cambiamento climatico e sull'ambiente.
È la sola cosa che conta davvero. La gente per strada non è in grado di vedere al di là di una settimana. Non stanno pensando ai loro figli o ai loro nipoti. Io non volo più, tranne che in Europa. Non posso fare ciò che sta facendo Greta Thunberg. Lei è eccezionale. Ho provato a raggiungerla ma non ci sono riuscito. […]

“Rainbow Of Colors” parla di intolleranza e immigrazione.
Rifiuto apertamente l’idea di tener fuori le persone e costruire mura. Non ha senso. Una cosa che vedo è che tutti stanno cercando di allontanarsi dalle zone calde, le regioni equatoriali. Più ti avvicini all’equatore, più i problemi politici aumentano e credo che esista una correlazione con il cambiamento climatico. L’immigrazione secondo me è una delle conseguenze della crisi climatica. Le persone si stanno muovendo oltre i confini perché nel posto dove stanno si ammalano. In questo momento il nostro non è un buon pianeta.

Se la radio non passerà Colorado, chi lo ascolterà?
Chi lo sa? Sarà ciò che sarà. Oggi la gente non acquista cd, ascolta in streaming, quindi non sai come andrà a finire. Non c’è nessun riscontro. Nessuno è stato in grado di spiegarmi come vengo pagato per lo streaming. Apparentemente non hanno la tecnologia per dirti quante volte vengono riprodotte le tue canzoni. Quindi lo sto gettando in un buco nero.

Nel 2014 hai lasciato la tua storica casa californiana, il Broken Arrow Ranch di Redwood, e hai divorziato da tua moglie Pegi dopo 36 anni di matrimonio. Lei è morta a gennaio per colpa del cancro. Come hai vissuto queste perdite?
Pegi è stata una perdita devastante. Era una madre fantastica e ha fatto così tanto che nessun altro sarà mai in grado di fare lo stesso. Il ranch era un posto bellissimo, ma andare avanti non è mai una brutta cosa. Lì ho trascorso un periodo davvero bello quando ho cresciuto i miei figli.

Come ti stai adattando all’invecchiamento?
Sto cercando di prendermi cura di me stesso. Daryl è di grande aiuto. È molto orientata alla salute, cosa che io non sono mai stato. Ora sto camminando e nuotando. Ho perso sui 15 chili in 6 mesi. È bello non portarseli più in giro.

C’è qualche ragione per cui non hai annunciato tour per questo album?
Mi hanno appena offerto milioni di dollari per portare in tour Harvest. Tutti quelli che hanno suonato su Harvest sono morti. Non voglio farlo. Che ne dici di piantare anziché raccogliere? Se decido di partire mi piacerebbe fare un tour della democrazia con varie persone, cambiandole strada facendo. Non destra o sinistra. La democrazia non sei tu dalla tua parte e io dalla mia solo per vedere chi vince.

Ora che hai il tuo streaming ad alta risoluzione, Xstream, stai riversando la tua eredità sui Neil Young Archives.
Ci sarà tutto ciò che ho fatto, in ordine cronologico, alla massima qualità possibile. Lo sto facendo per me stesso prima di tutto, e per tutti coloro a cui interessa. Amo prendermi cura della musica e non mi importa se ci guadagno. C’è così tanto materiale… Tra Ragged Glory e Weld feci un concerto a Santa Cruz con i Crazy Horse, registrato con sei videocamere e il miglior sistema digitale disponibile ai tempi. Abbiamo fatto tre set e un bis. Potrebbe essere la miglior performance dal vivo dei Crazy Horse e la abbiamo appena scoperta. Cercheremo di ricavarne un disco.

In To Feel The Music [il nuovo libro scritto insieme a Phil Baker, ndt] racconti l’ascesa e la caduta di Pono, il tuo lettore digitale ad alta risoluzione. Dove hai sbagliato?
Pono ha avuto un buon inizio. Ha dimostrato che la gente voleva qualcosa. Ero nella corsia sbagliata, quella per il download. Tutti gli altri erano in quella dello streaming. Sono stato cieco, ma lo streaming faceva schifo. È stato un mio errore.

Ti senti più positivo riguardo ai miglioramenti della qualità audio?
Amazon è la prima grande azienda a proporre l’alta risoluzione [Amazon Music HD, ndt]. Loro hanno visto la luce. A loro piacciono le cose dirompenti e hanno fatto un grande favore alla musica. […] Sono molto più avanti di Apple e Spotify. […]

Quando è probabile una riunione di Crosby, Stills, Nash & Young considerando che David Crosby ha bruciato così tanti ponti?
Crosby dovrebbe scrivere un libro introspettivo: “perché la gente non mi parlerà più”. Ha fatto molta musica per molto tempo. Non so cosa sia successo con David. Non ho niente da dire. Adoro Stephen, adoro Graham. Se una reunion capitasse, sarebbe una sorpresa. Non chiuderò la porta a nulla. […]

In qualità di co-fondatore del Farm Aid, come vedi lo stato dell’agricoltura in America?
Dico di buttare giù tutto e ricominciare. Stiamo danneggiando la terra continuando a crescere così. L’agricoltura industriale è una piaga sulla terra. Hanno sostituito tutti i lavoratori che amavano la terra e se ne occupavano. […] Abbiamo bisogno di leader mondiali dotati di cervello. Niente più agricoltura chimica. Basta usare semi OGM. Perché i semi devono essere di proprietà di qualcuno? Io dico che sono proprietà di Dio.

Pensi di continuare a lavorare a tempo indeterminato?
Non potrei mai fare un tour di pensionamento. Mi sentirei come Cher. Non bisogna andare in pensione a meno di non essere più interessati a niente. Io lo sono ancora. Suonare è un po’ più difficile oggi rispetto a prima. Non ci sento più così bene come prima. La mia voce non è più come prima. Mostrami qualcosa che sia come prima! Mi sento bene per il futuro. L’idea è non smettere mai di muoversi.
aarp.org, 2019


Neil Young: [Mountaintop, il documentario delle sessions di Colorado] parla della creazione della musica. È la storia della musica. Tutti devono sapere cosa stanno facendo lì dentro. Non stanno facendo altro che quello. Se stai suonando una canzone, dovresti davvero suonarla una volta e basta. Se la esaurisci per accontentare l’ingegnere del suono, procurati un nuovo ingegnere. Loro dovrebbero sapere come si fa. Non si può prendere tempo. […]
Di solito prendi uno dei migliori [take] e sei a posto. Se non va bene, significa che non avresti dovuto essere lì. Tutti dovrebbero conoscere la canzone, i suoi cambi, la melodia. Dovrebbero sapere di cosa parla la canzone prima di andare in studio. Non la dovrebbero mai prosciugare a furia di prove. I musicisti entrano e suonano, la suonano una volta e hanno finito. Se la vogliono suonare 100 volte per renderla perfetta, va bene, ma quello è il disco di qualcun altro.
Questo è il patto: ottieni l’atmosfera, ascolti la canzone, la vivi. Vedi nella tua mente le immagini che hai pensato quando la stavi scrivendo. Nessuna quantità di aggiustamenti cambierà questa cosa. Si vedrà se correggere alcune cose o meno, ma il fatto è che se quell’atmosfera c’è, è l’unica cosa che conta. Puoi avere anche un disco perfetto, ma non sarebbe la stessa cosa. Quindi è così che faccio perché è quello che mi piace fare. […]
Non vedo l’ora di cominciare a lavorare sulle prossime cose. Stiamo cercando tutto ciò che abbiamo, come gli inediti con i Crazy Horse e i Pearl Jam. È un’incredibile quantità di materiale. Stavo andando piuttosto veloce negli anni 70, 80 e 90. Ho fatto più dischi e più film di quanti ne potessi pubblicare. Non ho nemmeno avuto la possibilità di finirne alcuni. Lo sto facendo adesso, mentre ripercorro quei progetti decidendo se sono abbastanza buoni o meno, se c’è il feeling. A volte c’è da fare un po’ di lavoro per renderli tecnicamente migliori. C’è così tanto da fare in futuro… […]
cbc.ca, 2019


Neil Young: Ho superato tutti i test, ho il mio appuntamento e se tutto va come previsto farò il mio giuramento di cittadinanza. […] Resterò comunque un canadese: non c’è nulla che mi porterà via questo. Ma vivo qui, pago qui le mie tasse. La mia bellissima famiglia è tutta qui – loro sono americani – e intendo votare. […] Abbiamo un’emergenza climatica e i governi non agiscono. […]
Gli Horse non hanno un programma. Sta tutto nel feeling: certe canzoni, luoghi, tempi. È così che sono i nostri strumentali. Come facciamo a sapere dove stiamo andando? Come siamo riusciti a fare una jam così melodica quando non l’abbiamo mai suonata prima? È così che vogliamo essere. È quasi come il jazz, ma non come quello. […]
Ho ricominciato a fumare [marijuana]. Mi ero fermato per un po’, poi ho ricominciato, ma sono molto più sano di prima. Peso quindici chili in meno rispetto ad allora. La mia vita è piena di esercizio, felicità e creatività. Quindi sono molto felice. […] E’ un nuovo mondo. Grazie a Dio mi sono sposato con Daryl. […] Facciamo sempre cose insieme. Apprezziamo la vita. Siamo felici. […]
Non saprei cosa dire [sul documentario Mountaintop]. Mi ha aperto davvero gli occhi. Rivela molto di quello che avviene, più di quello che la gente di solito sa. È stata Daryl a volerlo fare, io non volevo, all’inizio. Ho detto di no, perché sarebbe stato d’intralcio alla musica. Poi abbiamo provato e alla fine ho detto, ok, va bene.
L.A. Times, 2019


Neil Young: I Promise Of The Real hanno un’energia straordinaria, un gran feeling, ed è stupendo suonare con loro. Detto questo, i Crazy Horse non sono una grande band e non sempre hanno un gran feeling, eppure sono capaci di arrivare in posti dove non posso andare con nessun altro. So che con loro posso dividermi in due, diventare cosmico, andare dove voglio quando suoniamo gli strumentali e la band inizia a diventare come un grande, unico battito cardiaco. È questa la cosa speciale che sperimento solo con i Crazy Horse. Altri ragazzi hanno le loro band e sarà così anche per loro. Per me questa è la band più cosmica con cui abbia mai suonato, punto. Non ci sono confronti. […]
Ci siamo resi conto che Poncho non riesce più a essere dei nostri, sta alle Hawaii e si sta dando da fare. Adoro Poncho, ma abbiamo deciso che avremmo continuato comunque. […] [In studio] abbiamo iniziato facendo qualcosa che non avevamo mai fatto prima, solo per vedere cosa sarebbe successo. […] Ogni volta che fai una canzone è un’opportunità per definirla, capire cosa significa e come ti senti a riguardo. Se senti tutto questo mentre la suoni in diretta, è fatta, hai già il pezzo. Succede così solo una volta, quando c’è quel feeling. L’ho sentito in un paio di canzoni, sapevo che erano pronte e non volevo rifarle.
Wired, 2019


Traduzioni: MPB, Rockinfreeworld