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domenica 19 gennaio 2020

A Heart of Tube: numeri e considerazioni su Neil Young e Youtube


La parodia di Neil Young in un episodio di I Griffin
(https://www.youtube.com/watch?v=W4QcXygj0b8)
“Heart Of Gold” è il singolo di maggior successo di Neil Young. Nel 1972 arrivò al numero 1 negli U.S.A. e in Canada e raggiunse la Top Ten in vari paesi un po’ in tutti i continenti. Il 26 gennaio 2020 questa canzone festeggerà i 49 anni dalla sua prima apparizione live; il caso vuole che fu in Colorado, esattamente dove ora Neil ha casa. Da allora è stata suonata in concerto ben 850 volte, ed è la canzone più  proposta da Young on stage. Possiamo quindi dire senza tema di smentite che è la canzone più rappresentativa del catalogo younghiano? O almeno che la è stata? La è ancora?
Nell’era in cui per stilare le classifiche di vendita ci si basa anche su streaming e video, cerchiamo di rispondere affidandoci soprattutto a YouTube e al numero di visualizzazioni. Prendiamo in considerazione i dati degli ultimi 12 mesi.
L’unica canzone a insidiare il primato di “Heart Of Gold” pare essere “Harvest Moon”, in odore di sorpasso. La tendenza è confermata anche dai dati Spotify relativi allo streaming: nel 2019 “Heart Of Gold” è stata ascoltata circa 45.000.000 di volte contro i circa 39.000.000 di “Harvest Moon”, portando i rispettivi totali a circa 129 e 86 milioni. Insomma, in un anno “Harvest Moon” ha quasi raddoppiato.
Piccola digressione riguardante gli album: nel 2019, in tutto il mondo, Harvest ha collezionato streams per l’equivalente di circa 85.000 copie vendute, mentre Harvest Moon e Rust Never Sleeps, rispettivamente secondo e terzo in classifica, si sono fermati a circa 40.000 e circa 28.000.
Su YouTube, nell’ultimo anno Neil Young ha totalizzato oltre 98.000.000 riproduzioni, 17 dei quali solo di “Heart Of Gold” e quasi 16 di “Harvest Moon”. Seguono “Old Man”, la versione live della stessa “Heart Of Gold”, “Four Strong Winds” (siete sorpresi?), “The Needle And The Damage Done”, “Rockin’ In The Free World”, “Down By The River”, “Out On The Weekend” e “Sugar Mountain”.
New York, Chicago e Los Angeles sono le città con più visualizzatori, seguite da Londra, Parigi, Quezon City, Sidney, Bangkok, Dallas e Melbourne, mentre Milano è dodicesima. I paesi principali sono Stati Uniti (41,5 milioni), Canada, Inghilterra, Germania, Francia, Italia, Filippine, Australia, Brasile e Spagna. In Italia vince Milano (quasi 590.000, sui 3.550.000 totali), poi abbiamo Roma al secondo posto (440.000), quindi Torino, Bologna, Napoli, Firenze, Genova, Venezia, Verona e Catania.
Ecco, in Italia “Heart Of Gold” ha goduto esattamente del doppio delle visualizzazioni rispetto ad “Harvest Moon”. Però, ad esempio, negli States e in Canada è proprio “Harvest Moon” a vincere il duello.
Nelle classifiche di alcune nazioni abbiamo scovato alcune sorprese. Nelle Filippine (ma anche a Hong Kong e Singapore) la canzone più vista è di gran lunga “Four Strong Winds” (1,5 milioni) seguita da “I Believe In You” (550.000) e, solo al terzo posto, “Heart Of Gold” (260.000). Addirittura, in alcuni paesi dell’Est europeo compare tra le prime dieci “Guitar Solo #5” dalla colonna sonora di Dead Man. “Are There Anymore Real Cowboys?” è in classifica in Brasile, in Argentina, in Messico, insomma un po’ in tutta l’America Latina, e anche in Sud Africa. In Tailandia c’è la recentissima “A Rock Star Bucks A Coffee Shop” (da The Monsanto Years). In India c’è “It’s A Dream” (da Prairie Wind). Qua e là appare “Long May You Run”, che nella classifica generale è l’undicesima, mentre “Cinnamon Girl” è solo la diciottesima. Poche menzioni per le canzoni di Colorado, disponibili però solamente dalla fine dello scorso ottobre. Purtroppo non è possibile avere dati riguardanti un mercato enorme come potrebbe essere quello della Cina, essendo laggiù YouTube, come altri siti web,  bloccato dal governo.
Per fare paragoni nello stesso arco temporale, le canzoni di Bob Dylan hanno totalizzato 108.000.000 riproduzioni. “Like A Rolling Stone” (quasi 12 milioni, quindi meno sia di “Heart Of Gold” che di “Harvest Moon”) è davanti a “Hurricane” e a “Mr. Tambourine Man”. Stati Uniti e Inghilterra, seguiti da Brasile e Italia, sono i paesi principali. Tra le città, Londra sopravanza New York (bella sorpresa!), Milano è ottava, Roma decima.
Bruce Springsteen ha totalizzato, nel corso del 2019, 351.000.000 di visualizzazioni. I brani più visti sono stati “Dancing In The Dark” (oltre 57 milioni), “Streets Of Philadelphia” (31 milioni) e “Tougher Than The Rest” (appena al di sotto dei 18 milioni). L’Italia (25,8 milioni) è seconda solo agli Stati Uniti (74 milioni) tra i paesi principali, ma Milano è la prima città (4,3 milioni), seguita da Londra, Lima, Roma e New York.
Tornando a Neil Young, la risposta ai quesiti posti all’inizio è sì: vince ancora e sempre “Heart Of Gold”, dunque. Ma qualcosa sta lentamente cambiando. Rimanendo in ambito YouTube, “Harvest Moon” nella versione di Reina del Cid risulta essere la cover con più visualizzazioni nel corso dell’anno appena finito: 1.225.000, addirittura in soli sei mesi, essendo stata pubblicata ad inizio luglio. Lo sterminato canzoniere di Young viene rivisitato incessantemente dai suoi colleghi, che ripescano anche le canzoni più oscure e meno famose.
E nell’attesa che dalle varie uscite discografiche (nuove o d’archivio, effettive, annunciate, rimandate, promesse, cancellate, sperate, o solo sognate) arrivi un capolavoro che ci possa accompagnare per anni come è stato per “Ohio” o “Hey Hey My My”, ci sarà comunque sempre almeno una garage band pronta a mettere in repertorio, magari massacrandola,  ma comunque sempre cantandone a squarciagola il ritornello, quell’inno arrabbiato, straccione e indispensabile che è “Rockin’ In the Free World”.

Luca Borderwolf Vitali, Rockinfreeworld