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La politica, l'etĆ , la musica: interviste a David Crosby (2016)

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L'intervista del New York Times Michael League [degli Snarky Puppy] ha detto che [lavorando al nuovo album Lighthouse] gli tornava in mente il tuo album If I Could Only Remember My Name. Ne avete parlato? Oh, sƬ. Michael, cosƬ come molti altri, adorano quell'album, il mio primo da solista, e lo hanno ascoltato tante volte. Sono in tanti ad averlo, ĆØ un buon album. Lo sto dicendo senza modestia, lo so, ma cosa vuoi farci... E' da lƬ che ha preso l'idea di fare soprattutto brani con chitarre acustiche, con parti vocali ampie e piuttosto complesse. Ma qesto album ha avuto la sua personalitĆ  sin dall'inizio, da quando abbiamo cominciato a registrare. E non ĆØ lo stesso punto di vista che avevi nel 1971. No. Oggi sono molto più felice. Su Croz c'ĆØ una canzone intitolata “Time I Have”. Tu inizi cantando: “La gente fa cosƬ tante cose che mi fanno dare di matto/ Ma la rabbia non ĆØ il modo in cui voglio spendere il tempo che ho”. Questa filosofia si estende a...

The Rides: Can't Get Enough (2013) & Pierced Arrow (2016)

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Can't Get Enough (2013) Rassegna stampa italiana 7 (su 10) Spaziorock.it 3 (su 5) Rockol.it 7 (su 10) Storiadellamusica.it "Forse l’obiettivo era un po’ ambizioso, ma il disco ĆØ sicuramente piacevole, diretto e suonato come Dio comanda" Mescalina.it Rassegna stampa internazionale ( Metacritic ) 8 (su 10) American Songwriter 7 (su 10) Classic Rock Magazine 7 (su 10)  Allmusic 6 (su 10) Mojo Pierced Arrow (2016) Rassegna stampa italiana :-)  (voto positivo) Rootshighway ***** (su 5) Musicoff "Ottima conferma per il supergruppo formato da Stephen Stills, Kenny Wayne Shepherd e Barry Goldberg" Lateforthesky "Disco pimpante, divertente, suonato magistralmente, a cui non manca proprio nulla" Magazzininesistenti Il Giornale intervista Stephen Stills: "Sono diventato sordo ma suono ancora il rock vecchia scuola" Rassegna stampa internazionale ( Metacritic ) 7 (su 10) Uncut 7 (su 10) Classic Rock Magazine 6 (su ...

All alone the captain stands: Neil Young su musica, ambiente e democrazia (interviste 2016)

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All alone the captain stands - L'intervista di Flood Magazine, 2016 [...] Ricordi la prima volta che ti sei reso conto dei problemi in cui ĆØ il nostro pianeta? Mmm... probabilmente nel 1970. Era una sorta di consapevolezza insidiosa. In quel momento vivevo a Los Angeles da tre o quattro anni. La prima volta che andai a LA l'aria puzzava. C'era cosƬ tanto inquinamento... Ma non so descriverlo più di cosƬ. LA era il posto più inquinato tra tutti quelli in cui ero stato fino ad allora. Mi ci ĆØ voluto un po' per capire che non era il solo posto in quelle condizioni. Nel corso del tempo la mia consapevolezza ĆØ cresciuta senza mai fermarsi. Quando hai iniziato ad agire direttamente nelle politiche ambientali? C'ĆØ stata un'evoluzione. Sono cambiato, e più sono diventato vecchio, più le cose si sono fatte importanti. Ho iniziato a pensare ai figli dei miei figli, a leggere del corso della vita e della storia lungo i secoli – le stesse cose che succedono...

Neil Young + Promise of the Real: Rebel Content Tour Italy 2016

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Quattro concerti indimenticabili quelli che Neil Young + Promise of the Real hanno tenuto nel luglio 2016 in Italia. Apertura solista, set acustico con la band (e, a sorpresa su un paio di pezzi, papĆ  Willie Nelson, ospite davvero gradito), quindi un lungo e focoso set elettrico: la struttura dei concerti ĆØ un'escalation di energia e volume. Come avevamo giĆ  notato ascoltando The Monsanto Years , il nuovo live album Earth e i bootleg delle precedenti performance americane ed europee, la band dei fratelli Nelson sa infondere una variegata vitalitĆ  al repertorio vecchio e nuovo di Neil, e soprattutto gli fornisce una pacca che non si sentiva probabilmente dai tempi della collaborazione con i Pearl Jam. Davvero belli i momenti di interplay tra Neil e Lukas Nelson, che ci ricordano quelli con Stills o Danny Whitten. Da menzionare anche il basso di Corey McCormick , un vero caterpillar che sorregge l'intera sezione ritmica, ma anche le percussioni di Tato Melgar e le chita...

Neil Young + Promise Of The Real: Earth (Reprise Records, 2016)

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Se avete già letto almeno una recensione di Earth saprete già che Neil Young, in questo album, ha mixato suoni dell'ambiente e versi di animali insieme alle canzoni e agli applausi del pubblico. La base dell'album è stata registrata dal vivo durante il Rebel Content Tour 2015 di Young e i Promise Of The Real, ma al di sopra della base live Young ha allestito un contorno di sovraincisioni di voci, qualche strumento e, appunto, suoni. Detto così potrebbe sembrare un esperimento bizzarro e criptico, di dubbia bellezza o efficacia. Non è così: per fortuna il live album è la parte preponderante e porta con sé tutta la grinta e la qualità della musica che abbiamo sentito durante il tour. Il resto, sì, è un po' bizzarro, ma in modo innocuo: in effetti fornisce all'album un taglio personale e originale, certamente younghiano, che lo rende unico nel suo genere. La tracklist è interessante: anziché inanellare hits, come farebbe chiunque altro, Young sceglie di comunicare un ...

Earth: Rassegna Stampa

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Rolling Stone **** (su 5) Rockol ***½ (su 5) La Repubblica ("un live meraviglioso") Discoclub 1977 Magazine 7 (su 10) Corriere della musica Panorama ("un live straordinario", "uno dei migliori dischi dell'anno") Buscadero ***½ (su 5) Distorsioni 5 (su 10) Enzo Curelli Blog Ondarock 4 (su 10)

Earth: recensioni internazionali

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[…] Earth documenta il Rebel Content Tour, ma va puntualizzato che ĆØ ricco di sovrancisioni, migliorie delle intonazioni e, soprattutto, canzoni sottolineate da suoni di animali. Incontrerete un esercito di rane che gracida al termine di “Mother Earth”, uno stormo di oche che starnazzano durante “Country Home” e uno sciame di api che ronzano entusiaste nelle pause di “People Want To Hear About Love”. Il risultato pone Young tra Re Lear e David Attenborough: un patriarca esigente e instabile, audace sostenitore del mondo naturale, i cui amati paesaggi vengono via via erosi dai dogmi del mercato. Da un punto di vista critico, il Rebel Content Tour ha visto uno Young rinvigorito dalla flessibilitĆ  dei suoi nuovi pupilli, i quali gli hanno permesso di estrarre dal cilindro parecchi pezzi rari, tra cui “Alabama”, “Here We Are In The Years” e “Time Fades Away”. Diversi, come “Vampire Blues”, non venivano suonati dai primi anni 70. Alcuni di essi sono nella tracklist dell...

Graham Nash: This Path Tonight (2016)

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1. This Path Tonigh 2. Myself At Last 3. Cracks In The City 4. Beneath The Waves 5. Fire Down Below 6. Another Broken Heart 7. Target 8. Golden Days 9. Back Home 10. Encore Bonus tracks ( deluxe edition digitale ) Mississippi Burning Watch Out For The Wind The Fall Rassegna stampa italiana Rockol (voto 3/5) Distorsioni (voto 5.5/10) Il Fatto Quotidiano Blog Magazzini Inesistenti Video intervista di Jam Online a Graham Nash in 3 parti Rassegna stampa internazionale Graham Nash ĆØ uno degli inguaribili ottimisti degli anni 60. Ma se il tizio che scrisse “Teach Your Children” e decretò che “possiamo cambiare il mondo!” improvvisamente manda un pubblico “fuck you” al suo vecchissimo amico David Crosby e pubblica un album solista a proposito di un mondo a cui “non importa proprio / se viviamo o moriamo”, la cosa ĆØ un tantino sconcertante. C'est la vie. In realtĆ , il rassegnato esistenzialismo di Nash calza bene in questo...

Neil Young Greatest Hits: le certificazioni e le vendite nel mondo

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Terza compilazione retrospettiva della carriera del canadese, include per lo più brani degli anni ’70, e da quando ĆØ uscita sul mercato nel novembre 2004 ha iniziato a “uccidere” le vendite degli altri album del catalogo younghiano. Solo Harvest in Italia e Francia continua tutt'oggi ad avere più successo. Facciamo un po’ di chiarezza nei dati riguardanti le vendite nel mondo del Greatest Hits di Neil Young. Negli U.S.A. ha venduto oltre 1.600.000 copie (fisiche+download), sarebbe quindi vicino alla certificazione Doppio Platino. Nel vicino Canada ha venduto oltre 270.000 copie e nel giro di pochi anni sarebbe eleggibile a Triplo Platino. Il fatto ĆØ che, almeno negli States, la Warner Bros. Records dimostra di non avere più interesse nei confronti delle certificazioni (che non sono automatiche: le case discografiche pagano la Recording Industry Association of America per ottenerle). Gli ultimi dischi di Young a beneficiare di una certificazione (Gold al traguardo delle 500.000 c...

The Oral History: Prairie Wind e Heart Of Gold, 2005

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So che non ĆØ facile parlarne, ma cosa ĆØ successo esattamente lo scorso marzo? Neil Young: Ho introdotto Chrissie Hynde alla Rock and Roll Hall of Fame, e il giorno dopo mi stavo facendo la barba in hotel, e ho notato questa una bizzarra nel mio occhio, come un pezzetto di vetro. Ho notato che qualunque cosa facessi, c’era sempre. E poi ha iniziato a diventare più grosso. Sono andato dal mio dottore, ho fatto una MRI e il mattino dopo sono andato dal neurologo, Dr. Sun – un tipo cinese, molto simpatico. Ha detto, “La buona notizia ĆØ che sei qui e sembri in forma. La cattiva ĆØ che hai un aneurisma nel cervello. Ce l’hai da sempre, quindi non c’ĆØ niente di cui preoccuparsi, ma ĆØ una cosa seria e dobbiamo sbarazzarcene subito.” ƈ un tizio simpatico. Ero pronto per andare a Nashville a registrare alcune cose, quindi ci andai… [1] Hai volato con un aneurisma? Young: Il Dr. Sun disse che avevo volato cent’anni con quella cosa. Quindi andai in studio martedƬ e registrai tre canzoni. N...