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The Oral History: Living With War e CSNY/DejĆ  Vu, 2006-08

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Neil Young : Ho appena finito un nuovo album con un power trio con trombe e un coro di cento voci. ƈ stato registrato all'inizio di questo mese. Penso sia una versione metal di Phil Ochs e Bob Dylan. Canzoni di protesta folk-metal? Il disco si chiama Living With War. La title track ĆØ la seconda di dieci canzoni. Pubblicheremo i testi sul sito. Voglio ringraziare la Warner/Reprise per il supporto, il coro di cento voci e i miei tre musicisti Chad Cromwell alla batteria, Rick Rosas al basso e Tommy Bray alle trombe. Ringrazio inoltre Niko Bolas Larry Johnson, John Nowlands, Tim Mulligan, Darrell Brown, Elliott Roberts e Rosemary Butler ai Redwood Digital Studios della Capital Records. [1] Young : Su USA Today in prima pagina, c'era una grande foto a colori di uno di questi aerei-ospedale che volano dalla Germania in Iraq. E questi ragazzi che erano – erano – ti posso dire che la foto era molto dura. […] Non ho guardato nient'altro che quella foto. La guardavo e mi so...

The Oral History: Greendale, 2003

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Neil Young: La sceneggiatura di Greendale l'ho scritta cosƬ, senza fermarmi mai, per nessun motivo. Con me avevo sempre un blocchetto e ogni volta che mi veniva in mente qualcosa l'appuntavo. All'inizio non sapevo che stavo scrivendo una storia, pensavo fosse solo un mucchio di canzoni con gli stessi personaggi in comune. [4] Eri in concerto quando l’America ha dichiarato guerra all’Iraq nel 1991, sotto la presidenza Bush. 12 anni dopo, hai cantato queste canzoni a una nazione di nuovo in guerra contro l’Iraq, guidata da un altro Bush. Ti spaventa questo dejĆ -vu? Young : Credo che questo sia un periodo di grande sconcerto che coinvolge la maggior parte degli americani. Il nuovo modo di concepire la morale emerge da questa amministrazione – il fondamentalismo religioso, un’attitudine di purezza superiore nei confronti del resto del mondo – che non fa parte del nostro classico modo di vivere. Non penso che gli americani si siano sentiti più puri degli altri nel XX seco...

The Oral History: Are You Passionate?, 2002

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A proposito del titolo del tuo album, cos’ĆØ che ti continua ad appassionare alla vita e al lavoro attraverso gli anni? Young: Sono nato in questo modo. Non ĆØ mai stato un problema per me. L’unica cosa che faccio per fare in modo di continuare, e che se devo cambiare qualcosa la cambio. Molta gente non fa cambiamenti, per la loro concezione di lealtĆ . […] Ma se sei su una strada e c’ĆØ un bivio, e sai da che parte andare e sai che c’ĆØ qualcosa che ti frena… Voglio dire, se sei sulla tua strada della vita, la devi seguire. E questo significa fare dei cambiamenti quando non ĆØ facile restarci, ma in definitiva ciò ti fa sopravvivere, credo. E ti fa continuare ad essere occupato con le tue cose e andare avanti. Picasso dipingeva ancora a – quanti? – 80, 90 anni? Quindi cosa c’ĆØ che possa stoppare qualcuno dall’andare avanti a fare la stessa cosa, cosƬ a lungo dal non distrarsi? [1] Ma da cosa sei partito? Da queste domande che ti poni nei testi delle canzoni, o dall’idea di fare un alb...

The Oral History: Toast, 2001 (inedito)

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Neil Young: Stavo registrando un album con i Crazy Horse in un vecchio studio chiamato Toast nell'area [di San Francisco, ndt] chiamata SoMa [….]. Lo studio era in vendita quando c'eravamo noi e sembrava che non sarebbe rimasto ancora a lungo. Tutto sembrava temporaneo, anche i Crazy Horse. Le cose non andavano bene in studio. Sebbene ci fosse qualche grande momento e la musica fosse molto sentita, non era allegra nĆ© decisiva. Era capricciosa, jazzata. LƬ Coltrane ha inciso alcuni dei suoi primi classici e noi lo sentivamo. Usavamo la porta metallica che dava sul retro per prenderci alcune pause per fumare. Tutte le sere andavamo a un ristorante su Market Street e cenavamo insieme, poi tornavamo in studio e suonavamo un altro po', cercando di ritrovare la magia che sempre ci ha accompagnato. A metĆ  di queste sessions, abbiamo fatto un concerto in Sud America chiamato Rock in Rio […] per poi spostarci in Argentina. Il pubblico ci ha adorato. […] Quando siamo rientrati d...

(After) The Gold Rush - S. Frollano, F. Pellegrini - la nostra recensione

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(After) The Gold Rush - Stefano Frollano, Fabio F. Pellegrini - Arcana, 2015 Il libro di Frollano e Pellegrini ĆØ un'opera unica nel panorama letterario attinente a Neil Young, tanto italiano quanto estero. Per la prima volta a essere presa in esame ĆØ la poetica del cantautore canadese, il contenuto della sua musica e delle sue parole, per interpretarne il significato mediante la conoscenza dei simboli, espliciti o sottesi, che utilizza, e quindi comprenderne le radici. Gli autori infatti aprono il volume con un lungo viaggio nella cultura e nell'arte americana: dalla pittura rappresentativa della wilderness, alla fascinazione per la natura e il paesaggio della frontiera, alla rivoluzione musicale del Novecento, tra folk, blues, country, gospel, rockabilly e mille altri stili. Un background storico utile, per non dire essenziale, per apprezzare la portata del songwriting di Young, la cui vastitĆ  viene riassunta tramite brani selezionati con cura (e con le lyrics tradotte...

The Oral History: Silver & Gold, 2000

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Neil Young: Ho ripensato a Phil Ochs, Tim Hardin – tutti quei tizi che mi piacevano molto quando iniziai come cantautore e feci tante cose con quel sentimento da coffee-house. Devi solo scrivere, sederti e suonare per qualcuno – e ce l'hai. Non mancava niente. [1] […] Quando hai scritto questi pezzi, sapevi di volerli produrre cosƬ o hai provato in vari modi? Young: Molte di queste canzoni sono state scritte nell’ultimo paio d’anni, forse tre anni. E le ho registrate appena dopo averle scritte. I ragazzi che le suonano sono gli stessi su tutte, praticamente. Sono, ecco, i tipi giusti per questi pezzi. Stavo suonando cosƬ a quel tempo e – ho scritto due o tre pezzi e sono venuti – sono volati per tentare di fare questi due o tre pezzi e altri due o tre che giĆ  avevo e che avevo provato a registrare prima, senza usarli. Sai, ne ho diverse che indugiano nel limbo. Quindi ne ho aggiunte un paio e avevamo cosƬ diverse canzoni da suonare. Sono venuti per tre giorni e abbiamo sempli...

The Oral History: Year Of The Horse, 1997

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Come mai ha deciso che fosse giunto il momento per un disco e un film dal vivo? Neil Young: Il momento giusto ĆØ sempre il risultato di un incontro. Il tour con i Crazy Horse era andato bene, Jim aveva girato con soddisfazione. Un lavoro che meritava di rimanere. [1] ƈ stato lo stesso Young a suggerire [a Jarmusch] l’idea, dopo l'esperienza della colonna sonora per Dead Man e dopo che avevano fatto il videoclip per il suo brano “Big Time”. Jim Jarmusch: Young mi disse: “Guarda, pagherò io per farlo. Filma solo un po’ di roba e vedi se ti piace, e continueremo se ti piacerĆ , e se no la metteremo su uno scaffale da qualche parte.” Come potevo rifiutare? Era davvero una grande esperienza perchĆ© non c’era niente di stabilito. [4] Come definirebbe Year Of The Horse? Young: Come una foto di gruppo, come la Storia senza date. Noi non saremo sempre qui. Questa ĆØ un'altra prova della nostra esistenza. [1] Guardando il film, ĆØ affascinante vedere quanto i Crazy Horse ...

The Oral History: Broken Arrow e Dead Man, 1996

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Broken Arrow Neil Young: Spareranno merda su questo disco. Gli ho dato un bersaglio mobile – ha molti punti deboli e sarĆ  facile criticarlo... ƈ volutamente vulnerabile e incompiuto. Volevo prendermi qualche batosta senza David. [1] L’ultima volta che andai a trovare David Briggs era giĆ  molto malato. Gli chiesi cosa pensava che avrei dovuto fare con la mia musica. Lui mi disse: “Devi tornare alle origini, all’essenza, alla fonte di tutto. Questo ĆØ l’Anno del Cavallo”. [3] Il tuo nuovo album si intitola Broken Arrow, come una canzone scritta 30 anni fa per i Buffalo Springfield. Ti piace vivere nel passato? Young: Non ha niente a che fare con la nostalgia. Per anni e anni ho cercato di fare dischi che suonassero non completi, col risultato di attenuarne la rozzezza e l’autenticitĆ . Questa volta ho lasciato le canzoni cosƬ com’erano, ma non riuscivo a trovare un titolo. Mi sono chiesto: cosa significa questo album per me? Per me rappresenta il divertimento, la franchezza e la lib...

Bluenote CafĆØ: Rassegna Stampa

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(Ultimo aggiornamento Dicembre 2015) Recensioni italiane: Distorsioni  7 (su 10) Rootshighway :-) Artists and Bands Enzo Curelli Blog  8 (su 10) Discoclub Recensioni internazionali: Popmatters  9 (su 10) American Songwriter  **** (su 5) Independent  *** (su 5) Allmusic   ***1/2 (su 5) Metacritic : 7,3 (voto medio su 6 recensioni) La recensione di Popmatters: [...] Sebbene This Note's For You sia un po' claudicante, le performance dal vivo di Young in promozione all'album furono tutta un'altra cosa. Bluenote CafĆØ ĆØ una collezione live di grande intrattenimento che vince proprio laddove l'album era carente. La band di Young era infuocata, sera dopo sera. Bluenote CafĆØ include registrazioni da 11 diversi concerti tra novembre 1987 e agosto 1988. La raccolta venne compilata per essere pubblicata giĆ  nel 1988, poi Young la scartò in favore dell'album in studio, che fu un flop. 27 anni dopo i fan possono finalmente sentire quanto Neil Young ...