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Tuscaloosa 1973: recensioni internazionali

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Sebbene il suo Harvest del 1972 fosse l'album più venduto in America quell'anno, Young non era dell'umore giusto per festeggiare. Era scosso dalla recente morte dell'amico ed ex-compagno di band Danny Whitten, che ebbe una overdose fatale la stessa notte in cui Young lo allontanò dalle prove per il tour di Harvest, già teso di per sé. In seguito Young lamentò "problemi di denaro" e a un certo punto i concerti diventarono così traballanti che chiese a David Crosby e Graham Nash di unirsi a lui per aiutarlo sulle armonie vocali. Young era anche turbato dal suo crescente successo da solista, al punto che cercò di svalutarlo riempiendo i concerti di nuovo materiale che il pubblico non aveva mai sentito, anziché muoversi tra le canzoni familiari che definivano già la sua carriera. Forse questo spiega l'arrivo, nell'ottobre del 1973, di Time Fades Away, un frammento del tour costituito dalle canzoni inedite, invece della ricca scaletta del suo concerto ...

Neil Young & Stray Gators: Tuscaloosa (Reprise Records, 2019)

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1. Here We Are In The Years (3:56) 2. After The Gold Rush (4:42) 3. Out On The Weekend (5:29) 4. Harvest (4:14)  5. Old Man (4:17) 6. Heart Of Gold (3:48) 7. Time Fades Away (6:10) 8. Lookout Joe (4:59) 9. New Mama (3:01) 10. Alabama (3:50) 11. Don’t Be Denied (8:09) Live 1973-02-05,  Memorial Coliseum,  University Of Alabama,  Tuscaloosa Quarto volume della Performance Archives Series, Tuscaloosa 1973 ĆØ uno dei live d'archivio da cui non si può prescindere. Fotografa gli Stray Gators, la band con cui Neil Young registrò Harvest, durante il tour immediatamente successivo al successo del 1972, il famigerato Time Fades Away tour da cui poco dopo Neil trasse l'omonimo album. Chi ama il sound della parte elettrica di Harvest, denso e stratificato grazie alla pedal-steel di Ben Keith, al pianoforte di Jack Nietzsche, oltre al basso di Tim Drummond e la batteria di Kenny Buttrey, amerĆ  alla follia anche Tuscaloosa. Abbiamo per la prima volta la resa ...

Words... and numbers. La popolaritĆ  di Neil Young nell'era di Wikipedia

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Ormai da alcuni anni le classifiche musicali si basano non più solo sulle vendite vere e proprie, ma vengono calcolati anche gli streaming, per “dare una migliore idea del grado di popolaritĆ ” di un album o un artista. Ecco, il grado di popolaritĆ  ĆØ l'argomento di questo articolo. Non ĆØ certo un aspetto quantificabile scientificamente: i parametri che si possono scegliere sono molteplici e spesso in contraddizione tra loro. Nello specifico, baseremo le nostre osservazioni sul numero di visualizzazioni delle pagine Wikipedia di artisti o band selezionati, diciamo otto più due ospiti... scelti ovviamente tra quelli che più stanno a cuore agli amici di Rockinfreeworld.com! Esiste uno strumento che permette di confrontare tra loro fino a un massimo di dieci voci contemporaneamente. Il programma raccoglie dati dal luglio 2015 ma noi ci siamo affidati solamente agli ultimi dodici mesi, dall'1 maggio 2018 al 30 aprile 2019. E' possibile inoltre scegliere tra vari tipi di ...

Trans oggi: la retrospettiva di Popmatters

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Nel 1982 Neil Young si "dedicò a qualcosa a cui non si era mai dedicato": elettronica. Vocoders. Drum machines. Sintetizzatori. Testi a proposito di robot fascisti e "computer cowboys". Canzoni con titoli come "Samples And Hold" e "We R In Control". Lo ha registrato e intitolato Trans. Ha dato i nastri alla Geffen. Il bizzarro progetto sarebbe stato il primo ad essere pubblicato dall'etichetta per cui aveva appena firmato. Tra i fan casuali e gli ammiratori, l'album ispira generalmente più perplessità che ira. Risa imbarazzate sono la norma; commenti come "E dopo cosa farà?" sono tanto banali quanto privi di senso. Lo si guarda più come un astratto e largamente inspiegabile evento isolato - qualcosa che Neil fece negli anni 80 e poi si lasciò subito alle spalle - piuttosto che un album dotato di vita e respiro, un documento durevole, qualcosa che uno può ancora comprare nel 2010, esplorarlo e farsi una propria opinione. Tra...

The Oral History: Oceanside Countryside (inedito, 1978)

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Neil Young: Quando andai alla Reprise per proporgli Oceanside Countryside, ad ascoltare c'erano Mo Ostin e Lenny Woronker. Mi fidavo dei loro gusti musicali, allora come oggi. Per molti anni i loro pareri sono stati molto importanti. Oceanside Countryside era un album verso il quale avevo ottime sensazioni. Era un disco piuttosto personale, costituito per la maggior parte di canzoni acustiche senza basso o batteria. Lo realizzai a Fort Lauderdale, suonando da solo, cantando e sovraincidendo qualche strumento acustico. Ero da solo, e andai poi al Triad Recording Studio per sistemare le nuove canzoni. Ne avevo sette, comprese le sovraincisioni che avevo fatto su "Pocahontas", registrata in precedenza all'indigo Ranch di Malibu. Quella versione ĆØ poi finita su Rust Never Sleeps. Dopo i Triad mi recai a Nashville e registrai ai Crazy Mama's (gli studios di JJ Cale) insieme a Rufus Thibodeaux (voilino), Ben Keith (dobro), Karl Himmel (batteria) e Joe Osborne (ba...

The Oral History: Landing On Water (1986)

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Young: Avevo bisogno di un cambiamento radicale. Volevo vedere cosa sarebbe successo, cosa sarebbe venuto fuori negli studi di L.A., che tipo di disco avremmo fatto, come lo avremmo fatto. Le voci di quell'album sono piuttosto deboli perchĆ© sono state tutte sovraincise. Anche i demo furono sovraincisi, perchĆ© le tracce originali furono sovraincise sulle tracce sincronizzate. Non fu un'idea di Danny [Kortchmar]. La colpa fu mia. Avevo quest'idea, volevo vedere cosa ne usciva. Era come un ritorno nella creativitĆ  in studio. Ne avevo persa un po'. Landing On Water fu l'inizio – o la fine, dipende da come la vedi. Volevo solo provare qualcos altro, rompere di nuovo... Mi sentivo di morire. Sentivo che se non avessi fatto qualcosa, l'avrei perso. Qualcosa doveva svegliarmi. Quando feci Landing On Water cominciai a funzionare nel verso giusto. Non avevo abbastanza forza per sollevare la chitarra sopra la spalla, ero tutto un dolore, abbassare e alzare le braccia, do...

"Tuscaloosa sarĆ  il prossimo". Neil Young parla degli Archivi, dei teatri e dell'hi-res

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Cominciamo con la storia degli Archivi. Da dove ti è venuta l'idea di trasformarli in un sito web interattivo? Be', ho cercato di realizzarli in bluray, anni fa. Il bluray era l'unico modo per ottenere la qualità audio che volevo e ha reso possibile altre cose, come mostrare gli artwork e le altre informazioni. A quel tempo la musica sui siti web suonava da schifo. Non volevo che la mia musica fosse conservata in quel modo. Quindi abbiamo deciso di sviluppare un servizio musicale in grado di sostenere l'hi-res audio (alta definizione) e abbiamo finito per creare il primo servizio streaming di quel tipo, il che è piuttosto figo. Le condizioni sono le stesse di Spotify e Apple. Lo puoi ascoltare sul tuo telefono, come gli altri, e la gente a un certo punto dice "wow, questo è molto meglio!" Qual è stata la parte più difficile nel realizzare il sito? Abbiamo trascorso molto tempo a sviluppare l'interfaccia per il bluray, ma non potevamo usarla pe...

The Oral History: Old Ways (1985) e il tour con gli Int. Harvesters (1984-85)

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Neil Young : Andai a Nashville [nel 1983] a registrare un album intitolato Old Ways. Anche quello non piacque [alla Geffen]. Non lo feci uscire. Poi feci un altro album a Nashville [nel 1984] e intitolai anche quello Old Ways. A me piaceva. Loro lo odiavano. Lo pubblicarono ma lo sabotarono, esattamente come i miei due album precedenti. Non li avevo sostenuti perchĆ© non erano un successo al botteghino. [8] [David Geffen] voleva che io facessi merdate che non volevo fare. CosƬ ho detto, “Pagatemi di meno e lasciatemi fare quello che voglio.” Non mi interessavano tutti quei soldi. […] Non servƬ a niente. […] Voglio che la casa discografica creda in me. Ecco cosa mi piace della Warner Bros. Dovunque io vada nel mondo, loro ci sono. ƈ una compagnia grande. Loro sanno convivere col fatto che potrebbero pagarmi milioni di dollari per un album che ne guadagnerĆ  centomila – se succede, pazienza. Vai in una compagnia piccola, succede questo, li distrugge. Ti senti responsabile. E io non vog...