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Neil Young - Songs For Judy

Archives Performance Series #07. Il nuovo live inedito è tratto dai set acustici del tour 1976 e include 22 canzoni eseguite dal solo Neil alla chitarra e al pianoforte.

David Crosby - Here If You Listen

Quarto album in appena cinque anni, il nuovo sofisticato lavoro del membro più anziano di CSN&Y, accompagnato da numerosi ospiti, è un'altra prova della sua ritrovata creatività.

Neil Young Archives

Il sito web ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, album, film, inediti, foto, manoscritti, memorabilia, video, radio clips e tanto altro.

Neil Young - Roxy: Tonight's The Night Live

Il nuovo live d'archivio è la testimonianza del celeberrimo tour del 1973 con i Santa Monica Flyers, una selezione dai concerti inaugurali del Roxy Club di Los Angeles.

Neil Young + Promise Of The Real - Paradox

L'ultimo esperimento è un "pastiche" cinematografico surreal-western a base ecologista, più relativo soundtrack che mischia brani live, jam, cover e strumentali.

venerdì 6 agosto 2010

Graham Nash/David Crosby (1972)



Dopo il successo di Deja Vu e del live Four Way Street i componenti del supergruppo Crosby, Stills, Nash & Young si dedicarono a progetti solisti. Nel 1971 escono If I Could Only Remember My Name di David Crosby e Songs For Beginners di Graham Nash e di lì ad un anno uscirà questo disco dei due, il primo di una breve, ma fortunata serie che sancisce un sodalizio non solo musicale, ma anche e soprattutto umano. L’amore per la melodia è il comun denominatore per la musica di Crosby e Nash seppur con le dovute differenze d’approccio, più psichedelico il primo, più classico il secondo. In questo disco emergono chiaramente sia le affinità che le differenze dei due. Le canzoni portano le firme alterne dell’uno e dell’altro e pur sposandosi perfettamente tra loro, a creare un disco omogeneo ed estremamente gradevole, sono chiaramente riconoscibili le composizioni di Crosby da quelle di Nash e viceversa. Quando parlo di disco estremamente gradevole, voglio dire che è uno di quei dischi che uno mette nel lettore e lascia scorrere dalla prima all’ultima traccia, godendo di ogni singolo brano, dall’acida elettricità di Whole Cloth, a Strangers Room, carica di echi beatlesiani; dal triste carme Where Will I Be, alla spensierata Frozen Smiles (anche questa mi ricorda i 4 di Liverpool ). Queste sono solo alcune, ma tutte le composizioni meriterebbero una menzione speciale, certamente non può essere taciuta Southbound Train, un classicone, arricchita dalla chitarra di Jerry Garcia, tra l’altro non l’unico membro dei Grateful Dead a partecipare a quest’album ( oltre a lui il bassista Phil Lesh e il batterista Bill Kreutzman), che aggiungono il proprio nome accanto a quelli di una band di grandi musicisti tra cui Danny Kortchmar e Leyland Skylar, che accompagnerà il duo anche nei suoi successivi lavori.
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