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Neil Young & Crazy Horse - Toast

Registrato ai Toast Recording Studios di San Francisco nel 2001, questo album esce oggi per la prima volta. Tra garage-rock, blues e bossa-nova, Crazy Horse come non li avete mai sentiti.

Neil Young. Cercando il nuovo mondo

Risultato di 10 anni di attività di traduzione per NeilYoungTradotto.com e di un'ampia ricerca storico-bibliografica, il volume porta finalmente in libreria il percorso umano e musicale del canadese attraverso l'analisi delle sue lyrics.

Neil Young - Official Bootleg Series

Tre dischi live per immortalare tre concerti d'epoca: due del tour acustico 1971 più la storica serata al Bottom Line del 1974 con i brani di On The Beach mai sentiti prima.

Neil Young + Promise Of The Real - Noise & Flowers

Antologia di 14 brani live tratti dal tour 2019 insieme alla band dei figli di Willie Nelson, dedicato alla memoria dello scomparso Elliot Roberts, manager di una vita.

www.NeilYoungArchives.com

Il sito ufficiale dove potete rivivere l'intera carriera di Neil Young: canzoni, video, concerti, foto, manoscritti, memorabilia, ma soprattutto contenuti inediti ed esclusivi per gli iscritti.

martedì 27 luglio 2010

Billy Talbot: Cavallo Pazzo (interviste 2005)


di Salvatore Esposito e Francesco Lucarelli da JAM di Gennaio 2005

 


Billy Talbot: il cuore dei Crazy Horse
Il breve tour italiano di Billy Talbot, bassista e fondatore con Ralph Molina dei leggendari Crazy Horse, è nato dalla vecchia amicizia che lo lega a Stefano Frollano e Francesco Lucarelli. Appassionati da sempre del più classico suono californiano, i due sono autori di Crosby Stills Nash And Sometimes Young, un'opera in tre volumi pubblicata da un editore olandese. Quando Stefano e Francesco hanno pensato di organizzare una serata in onore di Neil Young per il suo sessantesimo compleanno, è stato quasi naturale tentare di coinvolgere Talbot, che ha appena pubblicato un disco con la sua nuova band - Alive In The Spirit World (Diesel Motor/Sanctuary) - e voleva passare un po' di tempo in Europa. Di qui l'appuntamento romano del Jailbreak, le altre tre date nella penisola e un breve giro in Olanda e Gran Bretagna. Billy Talbot ha sfoderato una grinta e un'attitudine da cantautore, catturando l'attenzione del pubblico con delle canzoni davvero molto belle. Voce un po' roca, chitarra acustica e pianoforte. Non ci vuole molto a colpire il cuore di chi ascolta se si ha qualcosa da dire. Dal set acustico di Talbot e dal suo disco si capisce poi da dove vengano certe suggestioni dei Crazy Horse con Neil Young, da dove arrivi - tanto per fare un esempio - l'atmosfera di un capolavoro come Sleeps With Angels. Consapevole della sua storia - ci ha regalato una commovente I Don't Want To Talk About It, scritta dallo sfortunato Danny Whitten e tratta dal primo e omonimo LP dei Crazy Horse - Talbot è stato così gentile da voler scambiare due chiacchiere anche con noi. Lo ringraziamo ancora una volta per la sua sensibilità e la sua cortesia.

Come mai tanto tempo per realizzare il tuo primo progetto solista?
In tutti questi anni ho messo ogni mia energia nei Crazy Horse e nella collaborazione con Neil Young. Ho sempre scritto canzoni, ma sono stato un po' troppo pigro con le mie cose, forse perché ero troppo preso dal gruppo. A un certo punto è diventato quasi indispensabile che io facessi ciò che volevo. Mi interessava molto il concetto di band. Quello che significa e il modo in cui agisce. Così mi sono concentrato sul mio gruppo e alla fine ho deciso che era arrivato il momento di mettere a frutto tutto quello che avevo imparato negli anni e di fare un mio disco.

Sei sempre stato il cuore e il leader dei Crazy Horse, ma ora puoi finalmente guidare apertamente una tua formazione.
In un certo senso è vero. Sono sempre stato l'istigatore all'interno dei Crazy Horse. Adesso faccio le mie canzoni e faro anche dei concerti da solo suonando piano e chitarra acustica. Ne sono molto felice.

L'ultimo disco dei Crazy Horse, Left For Dead, è uscito nel 1990. Possiamo aspettarcene un altro nei prossimi mesi?
Credo di no. Lavoreremo con Neil Young, ma non da soli. Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di suonare con la mia band. Con Neil faremo qualcosa più rock di Greendale, qualcosa di simile a Ragged Glory.

Qual è il tuo preferito tra gli album dei Crazy Horse?
Il primo, senz'altro. E subito dopo, a pari merito, Crazy Moon e Left For Dead.

Qual è il segreto della collaborazione tra i Crazy Horse e Neil Young? L'amicizia? La musica?
Persone che suonano insieme. Le persone sono ciò che conta veramente.

Il Giornale, 2005