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martedì 27 luglio 2010

Buffalo Springfield: Buffalo Springfield (ATCO, 1967)


di Salvatore Esposito

L'avventura dei Buffalo Springfield iniziò a Toronto quando Neil Young cominciò a frequentare i locali folk, dove conobbe Stephen Stills e Richie Furay con cui fondò una delle sue prime band The Mynah Birds. Nel 1966 dopo aver sciolto questa formazione si trasferì in California assieme al bassista Bruce Palmer, a Los Angeles, casualmente, rivide Stills e Furay e insieme a loro fondò i Buffalo Springfield. Nel 1967 pubblicarono il loro primo album, l'omonimo, Buffalo Springfield, grazie a questo fenomenale esordio discografico giunsero in poco tempo sulla bocca di tutti diventando presto una delle rock band più apprezzate dell'epoca. Già il nome Buffalo Springfield che richiamava il nome di una macchina agricola, riporta dritto alla tradizione a cui la band era profondamente legata, infatti questo è un disco essenzialmente basato su strutture folk riattualizzate con una miscela esplosiva di country rock ancora intriso di echi beat, ingenuità folk, ma si possono intuire chiaramente i semi che porteranno al futuro raccolto. L'album è in gran parte ad appannaggio della coppia Stills e Young, così come gli altri due album che seguiranno, tuttavia l'importanza di questo esordio dei Buffalo Springfield va oltre la loro ingombrante presenza infatti a caratterizzare il disco c'è una solida unità di gruppo in cui ogni elemento occupava un ruolo fondamentale. Tuttavia Neil e Stephen e i loro conflitti rappresentano i due poli intorno a cui ruota tutta la poetica folk-rock degli Springfield. A colpire profondamente gli ascoltatori dell'epoca fu proprio il genio creativo che le canzoni di quel disco nascondevano, il perfetto songwriting e l'utilizzo di complesse parti vocali, alcune addirittura per quattro voci, su uno sfondo prettamente acustico con chitarre che imbastivano armonie surreali fanno di questo album un pezzo di storia. Stesso discorso per la sezione ritmica Bruce Palmer e il batterista Dewey Martin che si dimostrarono estremamente duttili e soprattutto di eccezionale affidabilità. La sola presenza di una canzone come “Go And Say Goodbye” basterebbe a questo disco per essere ricordato come uno dei più belli di tutta la storia del rock americano, non mancano altri veri capolavori come l'unico hit single del gruppo, “For What It's Worth”, un pezzo che ha vissuto una storia a se rispetto all'intero disco, o ancora altro pezzo assolutamente indimenticabile come “Out Of My Mind”, dove un giovane Young comincia a combattere i propri fantasmi interiori. Tuttavia emergono tratti ancora grezzi, o appena abbozzati che lasciano un po' l'amaro in bocca alla luce della storia di questa band, infatti la loro vita fu breve, durò il tempo di tre dischi e finì per essere ricordata nella storia del rock come una grande promessa non mantenuta. La già citata “Go and Say Goodbye” di Stephen Stills ad esempio può essere considerato un brano pionieristico per il country-rock a venire, o ancora la beatlesiana “Sit Down I Think I Love You” con un particolarissmo ritornello naive, sempre a firma Stills, rappresentano solo una delle facce di questo lavoro si poliedrico ma ancora un po' acerbo. Di scintillante bellezza sono le composizioni di Neil Young che però canta solo in due brani come lead vocals (Richie Furay canta le altere tre composizioni di Young), si nota infatti il suo stile pieno di talento e di enigmatico lirismo particolarmente in “Nowadays Clancy Can't Even Sing”, penalizzata non poco dalla voce nasale di Richie Furay, incomprensibilmente preferito all'originale compositore. Splendide tra le altre composizioni di Young "Do I Have To Come Right Out And Say It" e "Flying On The Ground is Wrong", dalla preziosa linea melodica e dai deliziosi controcanti dei tre grandi vocalist. In conclusione questo disco può essere considerato uno dei fondamentali capisaldi della storia della musica west coast e sopratutto un anticipazione del country rock a venire.

For What It's Worth
Go And Say Goodbye
Sit Down I Think I Love You
Nowadays Clancy Can't Even Sing
Hot Dusty Roads
Everybody's Wrong
Flying On The Ground Is Wrong
Burned
Do I Have To Come Right Out And Say It
Leave
Out Of My Mind
Pay The Price




Buffalo Springfield
Buffalo Springfield
Atco 1966

Neil Young: guitar, piano, vocal
Stephen Stills: guitar, vocal
Richie Furay: guitar, vocal
Bruce Palmer: bass
Dewey Martin: drums, vocal
Recorded at Gold Star Recording Studios and Columbia Recording Studio, Hollywood, June-Sept. 1966
Produced by Charles Greene & Brian Stone