1. Family Life 2. Dark Mirage 3. First Fire of Winter 4. Silver Eagle 5. Let's Roll Again 6. Big Change 7. Talkin to the Trees 8. Movin Ahead 9. Bottle of Love 10. Thankful La vecchiaia ha galvanizzato Neil Young, spronando la creatività del cantautore. Talkin' To The Trees, il suo 46° album in studio, appare in mezzo a una marea di pubblicazioni d'archivio, film e tournée. Quando i suoi fidati Crazy Horse sono diventati troppo claudicanti, Young ha formato i Chrome Hearts reclutando una buona parte del suo altro gruppo-spalla, i Promise Of The Real, sostituendo Lukas Nelson con il leggendario tastierista Spooner Oldham, la cui collaborazione con Neil risale a Harvest Moon nel 1992. L'amalgama di vecchi amici nei Chrome Hearts fa pensare che Young sia incline a cambiare rotta, eppure non vuole allontanarsi troppo da casa. Con il mondo in tumulto, è corso ai ripari, armandosi di canzoni di protesta come via di fuga. "Let's Roll Again", pseudo-sequel del suo...
Vi presentiamo una curiosa classifica: gli album di Neil Young dal peggiore al migliore secondo Stereogum.com 35. LIVING WITH WAR Questo album vede il nostro eroe in versione hippie, come nell'altrettanto politico Greendale, che trasuda passione istantanea; c'è persino una canzone intitolata "Let's Impeach The President". Scritto e registrato in nove giorni, è il classico album spazzatura; urla il suo messaggio ma se ne fotte della musica. In una carriera fatta di strane svolte e decisioni artistiche al limite del surreale, questa non nemmeno stravagante da meritarsi una risata. 34. FORK IN THE ROAD Quello che avrebbe potuto essere un intrigante concept album sulla dipendenza dell'America dal petrolio, sulla miopia di chi governa, dell'ostinatezza contro il cambiamento, diventa... be', essenzialmente una manciata di canzoni che parlano di auto elettriche. La musica lascia ancora meno il segno dei testi, ed è difficile immaginare qualcuno c...
1. Family Life 2. Dark Mirage 3. First Fire of Winter 4. Silver Eagle 5. Let's Roll Again 6. Big Change 7. Talkin to the Trees 8. Movin Ahead 9. Bottle of Love 10. Thankful Young non evoca deliberatamente i fantasmi del passato, piuttosto nella sua nuova band trova un nuovo posto confortevole. Ogni volta che il gruppo suggerisce una deviazione, lui non la rifiuta. [...] Talkin' To The Trees è uno di questi semplici piaceri, un porto sicuro nella tempesta di questi tempi difficili. Mojo , voto **** (su 5) - leggi la rece completa tradotta È molto più avvincente di Colorado (2019) e di Barn, uscito due anni dopo, e persino di World Record del 2022, in parte perché la sua atmosfera relativamente improvvisata esalta, anziché sminuire, la credibilità del materiale e delle performance. Glide Magazine , rece positiva C'è tanto di cui godere per i fan di lunga data: un sottofondo rilassante, forse, per un viaggio su quattro ruote fino a Glastonbury, con alcuni messaggi opportunam...
Side One: Oceanside 1 Sail Away 2 Lost In Space 3 Captain Kennedy 4 Goin’ Back 5 Human Highway Side Two: Countryside 1 Field Of Opportunity 2 Dance Dance Dance 3 The Old Homestead 4 It Might Have Been 5 Pocahontas Oceanside/Countryside è l'antesignano di Comes a Time, ovvero la versione originale dell'album concepita nel 1977, che assemblava parte delle canzoni poi confluite nel famoso disco del 1978 insieme ad altro materiale rimasto fuori. Va detto che l'appassionato di Young non troverà niente di nuovo: tutte le canzoni sono già uscite su Archives Vol.3 o in altri dischi precedenti, l'unica differenza rispetto alle versioni già edite è la presenza in " Field Of Opportunity " dei cori originali dello stesso Young anziché quelli di Nicolette Larson (versione di Archives Vol.3 ). Inoltre "The Old Homestead" è un mix leggermente più breve, con alcuni versi tagliati. Il disco ha comunque il merito di fornirci l'esperienza audio integrale con la ...
Ciao Stephen, come va? Stills: Sto uscendo dal letargo. Ieri ho fatto la seconda dose [di vaccino Covid, ndt] e non mi sono caduti i capelli, quindi sono ancora della partita. È stato come prendersi un lungo anno sabbatico. Lo stress è diminuito gradualmente, quando ho capito che ero a mio agio nel mio rifugio, mi sono come spento. È stato fantastico, in realtà, e mi ha permesso di vedere le cose da una prospettiva diversa. Vivo nel centro di Los Angeles, sulle colline di Hollywood tra Sunset e Ventura, un po' più in là di Laurel Canyon. Mi piace questo posto. Come vanno le cose negli Stati Uniti? Qui sono impazziti tutti per un po'. Spero che voi, laggiù, stiate bene. Gli inglesi hanno un po' più di disciplina. Ho vissuto a Londra e poi ho comprato una casa nel Surrey e mi è piaciuta molto. Ve la cavate piuttosto bene con gli eccentrici. Lasciate vivere le persone. È vero, come al Chelsea Arts Club. Ha fatto musica mentre eri in letargo? Ho trovato un accordo con il mio b...
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