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Live at Cuesta Collage/Live at the Wiltern (Crosby-Pevar-Raymond, 1998)


A 57 anni, dopo una vita tribolata e in precarie condizioni di salute, David Crosby sta vivendo un sorprendente momento magico. La sua ultima formazione, i CPR con Jeff Pevar e James Raymond, è la più affidabile dai giorni di CSN&Y e il nuovo repertorio manda lampi di bella luce West Coast, senza spingersi quasi mai sopra le righe. L'unico problema è paradossalmente costituito dalla troppa voglia del leader; che, preso da smanie di fare dopo anni di apatia, ha autoprodotto non uno ma due dischi dal vivo, a pochi mesi dalla pubblicazione di un album in studio. Smodatezza a parte, i due cd sono notevoli, per come ripercorrono nitidamente la complicata carriera di Crosby e per come sanno fondere le Guinnevere e Wooden ships del buon ricordo con le più recenti Morrison o Rusty and blue, nel segno di un luminoso folk rock che ha lavato via le sue dolorose passioni per acquistare in dolce spiritualità. Dovendo scegliere, è meglio il "Cuesta Collage", in trio, rispetto al "Wiltern" in quintetto: più raccolto, più intenso, con la sottile trama delle sole chitarre e quella voce che per miracolo è scampata a tutte le brutture della vita.
Riccardo Bertoncelli
Musica di Repubblica



Il trio CPR rappresenta l'inizio di una nuova vita artistica: con due musicisti molto più giovani al suo fianco (Jeff Pevar e James Raymond), il vecchio leone californiano trova nuovi stimoli. Sarà perché Raymond è in realtà suo figlio, dato in adozione nel 1962, ma Crosby pare rinato, ispirato nella scrittura di nuove canzoni, ringiovanito anche sul palco, dove sfoggia una carica interpretativa quasi commovente.
Salvatore Esposito

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