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mercoledì 28 luglio 2010

CSNY: la conferenza stampa per Looking Forward



dalla conferenza stampa di presentazione per Looking Forward

MILANO — David Crosby, Stephen Stills e Neil Young riavvolgono il nastro dopo il primo tavolo di interviste milanesi, per la seconda riunione su disco in "Looking Forward", guardare avanti (Reprise). Un poco più vecchi e saggi, anche sordi, dell'ultima volta. Tutti abbondantemente ultracinquantenni. David in camicione country e gilet. Stephen, il metropolitano californiano, in camicia hawaiana, con i denti nuovi di zecca. Neil in maglietta da rocker (anche se vive in un ranch). Manca solo l'Inglese: Graham Nash sta facendo rieducazione in piscina dopo la doppia frattura alle gambe, rimediata in crociera. Spendono, soddisfattii, il mito di tre anni ('69-'71) e due album ("Crosby, Stills &Nash", '69; "Déja Vu", '70), più un live ("Four Way Street", 71) e un'antologia ("So Far", '74). La memoria di musica e fango, sudore e sangue, a Woodstock e Altamont. L'eredità di uno stile elettrico e country, di un suono elettro-acustico che divenne l'estetica ossessione del movimento West Coast (Poco, Eagles...). Una ragione sociale a geometria variabile. Singola. A due o tre. A quattro, come in "American Dream" ('88). Riavvolgono il nastro e raccontano daccapo la storia. Stills: «Stavo lavorando con Neil al materiale dei Buffalo Springfield per il box set (4 Cd) che uscirà a Natale e l'ho raggiunto nel suo ranch in California. Gli ho suonato un pezzo nuovo su un'acustica Martin e gli ho chiesto se voleva registrarla con me». Neil: «Mi piaceva, ma avevo altri impegni. Due settimane dopo ho caricato chitarre e amplificatori sulla macchina e l'ho raggiunto a Los Angeles». Stills: «Era uno dei sette o otto pezzi dell'album che io Crosby e Nash volevamo fare, anche senza contratto discografico. Quando Neil è arrivato in studio, stavamo lavorando su "Heartland". Ha subito avuto un'idea e l'ha suonata con noi. La natura riprendeva il suo corso». 
David sottolinea l'onestà e la coerenza di "Looking Forward": «L'unica cosa che sappiamo fare bene è questa. Non ci preoccupa se è alla moda. Ci piace che nessun altro la suoni». Scherza con Stills su tutte le loro sigle in comune: CS&N, CSN&Y, S&Y, C&N. «Le uniche coppie che ci mancano sono Stills &Nash e Crosby &Young». Poi si scende nel dettaglio di alcune canzoni. Dave conferma che "Dream To Him" «è la mia risposta alla domanda: come può un padre spiegare certe cose a suo figlio? L'amo molto». Ancora Dave, sui rimpianti: «I vent'anni che ho buttato, poi i dieci che ho passato nel cesso. A parte questo, non vedo grossi errori nel mio passato». Sulle opinioni: «Noi non prendiamo posizioni politiche, parliamo della vita. A volte vediamo uomini che si comportano in modo niente affatto umano con altre persone. E lo facciamo sapere». Stills su "Seen Enough": «Parla dell'alienazione di troppe notti passate davanti al computer. Ma sono partito dalla mia esperienza, non volevo apparire come un vecchio signore che agita il dito davanti ai ragazzi. Volevo descrivere quello che può pensare un bambino di fronte a un mondo adulto che non si prende delle responsabilità. E la follia criminale di chi mette le armi in mano ai ragazzi». Neil spiega invece che "Slowpole" è «una persona che si muove come un bradipo. Molto lentamente. Canta i cambiamenti di marcia della nostra vita». "Heartland" agita il vecchio cuore americano, "ancora caldo e solido, qualcosa per cui vale la pena combattere». "Looking Forward" è il suono della superband. "Stand And Be Counted" un po' più acida nelle chitarre. Nuda. "Seen Enough" rotola più ruvida e blues. "Dream For Him" corre come un dialogo agitato, "No Tears Left" è per uomini duri. "Out Of Control" danza invece in tondo. Leggera. Il resto lo ascolterete, probabilmente, in tour (dopo Natale partono i concerti Usa). Nel frattempo ognuno lavora allegramente ai fatti (ai dischi) suoi.