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martedì 27 luglio 2010

Gli Hollies di Graham Nash



Gli Hollies portarono forse alla perfezione l'arte delle armonie vocali nel mondo del rock, un'arte che era stata iniziata da Beach Boys e Beatles, ma che in realta` si ispirava piu` indietro nel tempo, ai gruppi vocali degli anni '50. La loro musica è un rock leggero, disimpegnato e molto apprezzato, ma tale da essere favorito dall'industria discografica per la produzione di singoli, piuttosto che di album. Gli Hollies, formati a Manchester nel 1962, comprendevano Allan Clarke, il cantante principale, e Graham Nash, il cui tenore nasale conduceva le armonie. Esordirono, nel 1963, con cover del doo-wop americano e un album poco entusiasmante come Stay With The Hollies (Beat Goes On, 1963). Il secondo album, In The Hollies Style (Beat Goes On, 1964), conteneva otto brani originali e figurava gia` le armonie vocali piu` audaci del Merseybeat, ma se ne accorsero in pochi. In realta`, le avessero registrate i Beatles, canzoni come Come On Home, To You My Love e Don't You Know sarebbero state considerate capolavori. Hollies (Columbia, 1965) segna un mezzo passo indietro, nonostante So Lonely e When I Come Home To You. Would You Believe (Beat Goes On, 1965) e` ancor meno interessante, conteso fra il pop triviale di Don't You Ever Care e il folk-rock incalzante di Hard Hard Year. I'm Alive fu il primo numero uno nelle classifiche britanniche, ma l'hit che, nel 1965, li proietto` in altre orbite fu Look Through Any Window (di Graham Gouldman), nel quale gli intrecci vocali toccano vertici di complessita` e l'arrangiamento profuma di folk-rock, ma fu Bus Stop (1966, ancora di Gouldman) a consacrarli fra gli artisti del beat, una nostalgica canzone per l'estate dove si sublimano le loro tipiche progressioni melodiche. Stop Stop Stop (1966), un marziale country- vaudeville condotto dal banjo, li rivelo` audaci arrangiatori, e conferi` status di autori a Clarke, Nash e Tony Hicks (che si firmavano collettivamente "L. Ransford"). L'album For Certain Because (Beat Goes On, 1966) e` cosi` uno dei capolavori del pop lambiccato dell'era di Pet Sounds e Revolver. On A Carousel (1967), in pieno rinascimento psichedelico, segno` l'inizio del loro periodo barocco, culminato con Carrie-Anne (1967), una delle piu` tenere e appassionate canzoni d'amore del beat, appena sfiorata da percussioni caraibiche. In pieno sperimentalismo si situano le bislacche armonie di King Midas In Reverse. Ma l'eccessiva ambizione dell'album Evolution (Columbia, 1967) sembro` uccidere il gruppo (nascosta fra le tracce, c'era Lullaby To Tim, con il primo effetto tremolo del canto). Butterfly (1967) sperimento` addirittura con l'elettronica e i raga. Dopo l'uscita di Graham Nash e l'ingresso di Terry Silvester, gli Hollies si adeguarono allo stile progressive che aveva nel frattempo soppiantato il beat, e tornarono nelle classifiche con il boogie sferzante di Long Cool Woman (1972). Greatest Hits (Epic, 1973) e` un'antologia con tutti i capolavori. Graham Gouldman formera` poi i 10cc. Clarke registrera` dischi solisti. Graham Nash, il piu` celebre, si unira` a Steve Stills e David Crosby nei Crosby Stills & Nash. Poi avviera` la carriera solista e la collaborazione con David Crosby. In tutte le sue forme, la sua carriera sara` in tono minore, ma forte di saltuarie illuminazioni come Marrakesh Express (1968), Teach Your Children (1970), Chicago (1971) e Southbound Train (1973). Si trattò di un gruppo epico, pur oggi quasi dimenticato, che seppe rivaleggiare con i Beatles durante gli anni '60, e continuò, con alti e bassi, fino ai giorni nostri, vedendo pure, nel 1983, ritornare tra le proprie file quel Graham Nash che li aveva lasciati nel 1968. Ma a tutt'oggi, di questo storico gruppo, ben poco rimane, nonostante un'apparizione al Festival di Sanremo del 1967, con due canzoni come Non prego per me (di Mogol/Battisti) e Devi avere fiducia in me.