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martedì 27 luglio 2010

Buffalo Springfield Box Set - Rassegna Stampa


 

Buffalo Springfield, 88 canzoni dal passato

Box Set è il titolo della raccolta pubblicata ieri che riassume la carriera della band di Neil Young e Stephen Stills
 
A volte ritornano, a volte no. Non sappiamo se i Buffalo Springfield riprenderanno il viaggio bruscamente interrotto 33 anni fa. Ma le ultime notizie che arrivano dal pianeta West Coast sono sorprendenti. Innanzitutto c'è da qualche ora nei negozi un cofanetto di 4 CD, Box Set, che racconta tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere su uno dei gruppi seminali della storia del rock a stelle e strisce. E poi c'è un rincorrersi di notizie sulla presunta ricostruzione del gruppo. Richie Furay dal suo rifugio a Boulder, in Colorado, fa sapere che la decisione finale "spetta a Neil". Proprio lui, Young, ha dato il "la" a questo crogiuolo della memoria. Nel suo ultimo album in studio, Silver & Gold. lo abbiamo sentito cantare l'accorata Buffalo Springfield Again in omaggio ai suoi trascorsi. Sembrava solo un momento di commozione. Invece da dieci anni era in atto una colossale opera di catalogazione che ha visto Neil Young, Stephen Stills e il coordinatore alla produzione Joel Bernstein cercare, conservare, rivedere il materiale che il gruppo aveva prodotto tra il '66 e il '68. Il risultato sono quattro CD contenenti 88 canzoni, cioé gli interi primi due dischi, molto materiale del terzo e 36 demo mai apparsi prima d'ora, alcuni addirittura in versione mono. Il box contiene foto, materiale raro, memorabilia. E' il risultato di un incontro artistico, quello di Young e Stills che come due vecchi compagni sono scesi in scantinato e hanno aperto il baule dei ricordi. Una reunion che ha portato, lo scorso anno, Crosby Stills, Nash & Young a cantare nuovamente insieme. E chissà quali miracoli potrà ancora fare. "Scegliere il materiale per il box con Neil Young" dice Stills "era come guardare un film domestico e contemporaneamente fare una seduta dall'analista. Neil e io ci siamo seduti, abbiamo riso e abbiamo pianto, ci siamo tenuti per mano e abbracciati". E' tutto accaduto nel ranch di Young, cui è toccato il compito più duro. Tra un album e l'altro, un tour e l'altro, si è sottoposto a un massacrante lavoro di ricerca e catalogazione. Stills, che ha raggiunto il vecchio amico di un tempo tra le mura domestiche, racconta: "Neil ha trovato i vecchi remix mono del primo album. A un certo punto abbiamo dovuto fermarci, siamo stati sopraffatti dal tornare indietro alla nostra infanzia". "Gli Springfield non erano destinati a durare" gli fa eco Young. "Non eravamo pronti. Eravamo così giovani. Accadde tutto troppo in fretta per noi". Ora la testimonianza di quegli anni è nel box. Ci sono i capisaldi di certe canzoni di protesta, come For What It's worth, c'è Mister Soul, c'è Bluebird. Ci sono Kind Woman, Broken Arrow e Uno Mundo. E ancora piccoli estratti di genio e sregolatezza tipici di quegli anni. L'impatto emotivo nel riascoltarsi quasi quarant'anni dopo ha colpito anche Furay. "Mi sono trovato seduto per terra a dire: 'Oh mio Dio, questo lo avevo dimenticato'", dice. Una delle più grandi sorprese è contenuta nel terzo disco in cui Steven canta una canzone che avevo scritto, What A Day. Non lo ricordavo più, mi ha spazzato via". "Steve e Neil erano molto prolifici" ricorda ancora Furay. "Le canzoni nascevano così velocemente e furiosamente che... be', un giorno veniva Steve, mi portava un brano e chiedeva: 'Che ne pensi?' E io: 'Wow, è buono, dovremmo registrarlo'. Ma il giorno dopo ne portava un altro ancora più convincente. E Neil faceva la stessa cosa". I Buffalo Springfield, formati da Stills, Young, Furay, Dewey Martin e Bruce Palmer (che fu poi sostituito da Jim Messina), hanno lasciato un segno profondo nella cultura americana. Hanno posto le basi per certe canzoni di protesta e per la nascita di vari supergruppi. Il sogno della West Coast è nato anche qui. Una eventuale ricostituzione servirebbe solo a mostrare quali potenzialità il gruppo distrusse separandosi. "Facevamo del rock come i Rolling Stones" ricorda Stills". Nessuno aveva quel potere". Ed è questa scintilla che forse li porterà insieme. Per dimostrare che quel fuoco è rimasto vivo, come una promessa mancata, nei loro cuori.
Alfredo d'Agnese, Kataweb Musica